Klimt 1918 Amor
[Uscita: 12/06/2026]
Giunti alla metà del 2026 possiamo già ricordarlo come prolifico non fosse altro per il grande ritorno di due delle nostre migliori formazioni. Stiamo parlando dei Vanessa Van Basten e i Klimt 1918. Quest’ultimi avevano salutato tutti ben dieci anni fa, per di più con un disco clamoroso come il doppio “Sentimentale Jugend”, da considerarsi fra le nostre opere maestre degli ultimi 25 anni. Il disco era stato pubblicato anche separatamente, come 2 album distinti, e c’era dentro così tanta bellezza da rendere febbrile l’attesa per una nuova prova. Che però sembrava essere caduta nel vuoto con grande delusione dei tanti estimatori della band romana. Poi le prime voci all’inizio di quest’anno facevano ben sperare e così adesso ci ritroviamo fra le mani un nuovo capitolo, denominato “Amor” una nuova esaltante prova che è valsa la lunga attesa. La band ruota come sempre attorno alla figura di Marco Soellner, voce e chitarra, con il nuovo Claudio Spagnuoli, chitarra e synth, Davide Pesola, basso e Paolo Soellner, fratello di Marco, alla batteria. I Klimt 1918 hanno la loro primissima fase segnata da esperienze death metal poi rapidamente abbandonate. Dopo cinque album possiamo adesso considerarli una band del classico filone dream pop/shoegaze, anche se la band preferisce “skygaze”, con rari accenti post punk e una lunghezza dei pezzi medio-elevata come tratto distintivo. Lo stesso minutaggio totale del nuovo album è molto sostanzioso, nella sua edizione regolare parliamo d’un'ora precisa di grande musica e grandi intuizioni. Il gruppo, con grande gioia dei più, non ha abbandonato affatto la strada maestra, riproponendo quel sound che aveva fatto innamorare tante persone, e quel titolo “Amor” senza volerlo sembra andare in questa direzione. Leggiamo dalle note a margine:“Il disco è nato dal silenzio, dalla solitudine e dal distanziamento sociale. Eppure, come deliberato contrappunto artistico, le canzoni ruotano attorno alla carnalità, all'ardore, al contatto fisico tra i corpi e alle sensazioni urgenti e irresistibili che tengono sveglie le persone di notte”. È stato mixato da Tony Doogan (Mogwai, Belle & Sebastian, Teenage Fanclub) e masterizzato da Frank Arkwright ai nobili Abbey Road Studios. La solita cascata di note ci avvolge già dall’iniziale Dream Core che dieci anni dopo riallaccia il filo interrotto da “Sentimentale Jugend”. Quelle atmosfere sognanti, tipiche del dream pop, un compatto muro sonoro ricco di lunghi break chitarristici di grande impatto fa sì che le tracce avanzino come onde inarrestabili. La traccia più lunga sono i sette minuti di Petricore, malinconica e cantata in italiano, con Marco che canta versi di speranza come “ritornerà la voglia di vivere”. Echi delle grandi band shoegaze come Slowdive e Chapterhouse sono inevitabili comparazioni quando partono pezzi splendidi come Arcade, Nihil Vitra e Aftersun mentre Nexus ci riporta a certe atmosfere decadenti tipiche del post punk inglese degli Eighties anche se il suono qui è meno cupo e più arioso. Se non vi sembra abbastanza tutta questa bellezza come appena sottolineato sopra la Prophecy Productions propone l’album anche in una ricca nonché lussuosa edizione da 2 Cd, che oltre a contenere 5 bonus tracks ha pure un bel “hardcover book” di 48 pagine. “Amor” rappresenta per i Klimt 1918 un solidissimo e graditissimo ritorno su altissimi livelli e magari ci accorgiamo che una band come questa meriterebbe un'attenzione più grande che spesso, e per il solito eccesso di esterofilia, siamo soliti riservare alle formazioni straniere. Un grazie infinito alla band romana per aver condiviso tutta la sua arte e averci regalato nuovamente grande musica da custodire e ascoltare con cura.

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