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26 marzo 2017 , ,

Shirley Collins

LODESTAR

Uscita: 4 Novembre 2016 - Domino Records

shirley-collins-lodestar[1]Da Lewes, il piccolo centro dell'East Sussex (Inghilterra) dove vive, Shirley Collins manda un segnale sorprendente: un album che può senza dubbio affiancarsi alle sue cose migliori. La stella polare, “Lodestar“ (album uscito a fine 2016) indica la strada da percorrere. Nonostante la disfonia, nonostante l'età (è nata a Hastings il 5 luglio del 1935). “Non ho fatto altro che cantare le canzoni in un modo diretto - sostiene la Collins - E' l'unico modo che conosco. Quando la gente comincia a drammatizzarle, mi sento in imbarazzo. Penso che il modo migliore sia coinvolgere il pubblico, non stare lì a declamarle”. In almeno tre snodi del folk revival inglese, la presenza di Shirley Collins si è rivelata decisiva: nel 1959, nel 1964 e nel 1971. Un quarto - siamo ai giorni nostri dopo un lunghissimo silenzio - costituisce di per sé  un'estrema sintesi dell'arte di questa straordinaria interprete della tradizione. Nel 1959 Shirley incontra l'etnomusicologo Alan Lomax a casa del folksinger Ewan MacColl. I due partono per gli Stati Uniti, dove li aspetta un viaggio nel Profondo Sud. Shirley elabora il suo stile vocale: diretto, senza fronzoli e al tempo stesso espressivo.

 

MI0001794890Folk Roots, New Routes” (1964, Fledg'ling Records), realizzato con Davy Graham, viene ancora oggi considerato uno dei dischi più importanti del folk revival inglese. Voce e chitarra acustica sono una meraviglia se sono quelle di Shirley e di Davy Graham. Nel 1971 è la volta di “No Roses” (Mooncrest Records) cui partecipano ben 25 musicisti: da Richard Thompson a Nic Jones, da Barry Dransfield a Dave Mattacks. Il progetto - perché di questo si tratta - è di Ashley Hutchings, una delle menti più geniali e creative del folk rock inglese. Il gruppo prende MI0001791400il nome di Albion Country Band (foto sotto a destra) e continuerà come semplice Albion Band a fare dischi e concerti fino a oggi. Quello che era considerato un matrimonio riuscito (tra Shirley e Hutchings) naufraga nel 1978. Shirley si ritrova sola con due bambini da crescere e una malattia, la disfonia, che le impedisce di cantare (la disfonia colpisce anche Linda Thompson, buona amica di Shirley). 

 

A premere la Collins è soprattutto David Tibet, la mente dei Current 93 e alla fine il miracolo si realizza: “Lodestar” segna un clamoroso ritorno. Il direttore e produttore è Ian Keary, ex leader della Oyster Band e musicista di primo livello. Il suono da lui creato sostiene la voce di Shirley Collins, appena più bassa che in passato. Nella foto di copertina Collins tiene tra le mani uno strano strumento ed è lei stessa a spiegarci di cosa si tratta: “Commissionai questo splendido pezzo al liutaio John Bailey nel albion1967. E' fatto con metà di un dulcimer attaccata a un banjo a cinque corde di epoca vittoriana. Come dovrei chiamarlo? Un dulcimo? Un banjimer? Non sono riuscita a trovare un nome, così ora viene chiamato ‘Lo Strumento’”. 

Un lavoro prezioso, quello di Shirley Collins e dei suoi amici musicisti, vissuto con ironia tipicamente inglese. Chi scrive ha avuto la fortuna di assistere a un concerto di Shirley e Ashley Hutchings nell'estate del 1976 alla Cecil Sharp House. Soltanto in Inghilterra può esistere un luogo simile - una biblioteca, un'ampia sala dove viene insegnata la morris dance, uno shop di strumenti e spartiti, una sala più piccola per i concerti - il tutto a Camden, nel cuore di Londra, tra Primrose Hill, Regents Park e Roundhouse.

 

Il concerto fu fantastico, il pubblico attento. Shirley a un certo punto ci chiese di cantare in coro facendo attenzione a una frase in cui bisognava tacere. Quella frase era mia, ovviamente, mi ritrovai a cantarla da solo e tutti risero di cuore. La sensazione più forte è come sempre quella che si prova esplorando un paese in cui la cultura musicale occupa shirley collins A-236336-1444367973-4846.jpeg[1]uno spazio molto grande. ‘…Sense of humour”, neanche a dirlo. Come quando Shirley registra Cruel Lincoln e decide di lasciare il  coro degli uccellini che cantano nel giardino del suo cottage e fanno da contraltare all'atmosfera cupa della canzone.

L'edizione deluxe del CD comprende un libretto di 28 pagine con tutti i testi, la provenienza dei brani e un saggio di Stewart Lee. Shirley Collins ha scelto per questo ritorno discografico inaugurato dal prezioso evocativo medley di oltre 11 minuti Awake Awake/The Split Ash Tree/May Carol/Southover, una serie di canzoni in qualche modo personali, come The Silver Swan, che cantava da piccola con sua madre e sua sorella Dolly o Sur le bord de l'eau, tratta da un 78 giri del 1929 della Vocalion di Uncle Blind Gaspard o ancora The Banks of Green Willow, Death and the Lady, Pretty Polly e la già citata Cruel LincolnLa squadra dei musicisti è coordinata da Ian Keary, che gli appassionati ricorderanno come leader della Oyster Band e ospite di riguardo dei Blue Aeroplanes.

 

                                                      Ascolta    "Lodestar" 

 

Giancarlo Susanna

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