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9 luglio 2012 , ,

Sixties Connection: Garage Beat '66

Like What, Me Worry?! – Chicks Are For Kids! – Feeling Zero …/ ENGLISH VERSION

2004 - Sundazed

garage1Esistono oggi, nel terzo millennio, centinaia di antologie musicali che si occupano di rock primordiale: in pochi anni, nelle decadi scorse, sono stati riesumati grandi quantità di 45 giri persi nella polvere del tempo o gelosamente custoditi da appassionati navigati. Come il titolo suggerisce il periodo preso in questione è quello fra la metà e la fine degli anni sessanta, con una particolare attenzione rivolta al 1966, anno di massimo splendore per il garage rock americano. Nel 1964-1965 la British Invasion di Yardbirds, Them, Animals, Kinks, Beatles e Rolling Stones aveva contagiato il mondo intero e di conseguenza miriadi di giovani adolescenti formavano la propria band amatoriale. Per ironia della sorte proprio gli Stati Uniti, che pochi anni prima avevano inventato il rock and roll, passavano da maestri inconsapevoli a dilettanti emulatori di quel fenomeno inglese chiamato beat.

 

Ovviamente la maggior parte degli americani non possedeva la preparazione tecnica e quel tocco raffinato tipicamente britannico, così il risultato fu in parte differente: miriadi di college band provenienti da tutti gli stati dell'unione dopo aver strimpellato per mesi e mesi nei garage sotto casa le novità e i classici della nuova musica inglese, in modo rude, ruspante, selvaggio e rumoroso, provvisti della stessa attitudine dei teppisti da strada, esordirono su vinile. Ben presto tutto il paese fu sommerso da valanghe di 45 giri, parte di questi gruppetti riuscirono a realizzare i propri sogni, fama, denaro, divertimento e ragazze, molti invece si fermarono ad uno o due singoli, altri addirittura non riuscirono a pubblicare nulla. Così nasce il fenomeno ‘garage’ un genere che durò per un brevissimo periodo, presto dimenticato ed eclissato dal più ben noto fenomeno hippy. Fra i migliori esperti di archeologia rock, Lenny Kaye e Greg Shaw furono senz'altro i più tenaci nel riportare a galla una realtà musicale così affascinante, eccitante e seminale, con la loro prima raccolta garage, il doppio volume “Nuggets”  (1973) e la sua successiva espansione a cofanetto da 4 cd, che rimane la più completa e rappresentativa antologia presente sul mercato, la bibbia del garage rock.

 

garage beat '66Dopo questa geniale intuizione commerciale le conseguenze furono ovvie: centinaia di repliche più o meno interessanti fra le quali si distinguono “Back From The Grave”, “Pebbles”, “Rubble” con copioso numero di volumi annessi, prezzi esorbitanti, tracklist simili e cosi via. “Garage Beat '66” è una delle compilation più recenti: esce per la prima volta nel 2004 in tre cd, per l'americana Sundazed, una delle migliori etichette specializzate in ristampe sixties, sino all'edizione definitiva in sei cd del 2007, sempre per la Sundazed. I nuovi volumi 4-6-7 (il 5 misteriosamente manca!) si intitolano: "I'm in need!", "Speak of the devil ...",  "That's How It Will Be!". Questi primi tre capitoli rivelano subito al primo ascolto un grande pregio, la superba qualità delle registrazioni e per quanto riguarda i difetti, la consueta presenza di brani già presenti in precedenti raccolte. Il primo cd sottotitolato "Like What, Me Worry?!" è un delizioso mix di brani di garage-blues aggressivo e canzoni più beat oriented con ritornelli accattivanti che non per questo scadono in delle mielose nenie datate, anzi spesse volte hanno un sapore agrodolce e risultano comunque più sporche e rozze del luccicante pop inglese. Sulla stessa lunghezza d'onda viaggiano le altre due raccolte, "Chicks Are For Kids!" e "Feeling Zero…" con copertine molto ben curate e con dettagli precisi e completi su queste oscure band americane.

 

Questi tre volumi comprendono complessivamente 60 songs: fra le migliori citerei l'ambigua e incalzante Sweetgina (1966) dei Things To Come, definiti gli anticipatori dei Love e dei Doors anche se in realtà la loro attitudine ricorda molto gli Stones più grezzi, i magnifici The Litter di Minneapolis con la loro Whatcha Gonna Do About It? (1967), uno fra i più cattivi e distorti gruppi garage punk di sempre, i rozzi e malati The Third Bardo di New York con il pezzo Lose Your Mind (1967), gli esaltanti Spiders provenienti dall'Arizona con Don't Blow Your Mind (1966), un saggio di lercio fuzz sound degno dell'uomo di neanderthal, il garage-beat horror dei texani Neal Ford & The Fanatics con Shame On You (1967), il beat suggestivo bagnato di melodia Byrds dei The Best Things con Chicks Are For Kids (1967), il soul feroce e sgraziato di John Hammond con I Wish You Wouldgarage beat '66 (1966), The Remains, The Purple Underground, The Preachers, Ugly Ducklings, gli Sparkles,The Fe-Fi-Four Plus 2, gli Olivers e molti altri, che rappresentano forse l'ala più dura di questo genere, la lista è lunghissima.

 

Un'antologia quindi di tutto rispetto, ottima musica per tutti gli amanti degli anni sessanta e non solo, grande varietà di stili, dal pop più tranquillo e melodico al rock più selvaggio e depravato. Vorrei terminare consigliando questa raccolta agli appassionati completisti del genere, dato che come ho accennato prima, questi feticci musicali costano una fortuna e i brani non sono tutti degni di tale spesa (alcuni potevano rimanere tranquillamente nello scantinato a fare muffa). Per chi invece desidera spendere i soldi bene e portarsi a casa un prodotto di qualità, il primo box di Nuggets è perfetto, se poi la fame di garage 60 non si è ancora placata, consiglio qualche volume di Pebbles, di Back From The Grave e quei pochi dischi completi venuti alla luce in quel periodo.

 

ENGLISH VERSION

 

garage 4Today there are hundreds of music anthologies that deal with primal rock, in a few years have been unearthed large quantities of 45s lost in the dust of time or treasured by enthusiasts navigated. As the title suggests the period in question is that between the mid and late sixties, with particular attention paid to the year 1966, the heyday of the American garage rock. In 1964 the British Invasion Yardbirds, Them, Animals, Kinks, Beatles and Rolling Stones had infected the whole world and thus a myriad of young amateur teens formed their own band. Ironically, just the United States, that a few years earlier had invented the rock and roll, passed from masters to amateurs unconscious emulation of that phenomenon called the English Beat.

 

Of course, most Americans did not possess the technical skills and fine touch that typically British so the result was somewhat different, a myriad of college bands from all states of the union after strummed for months and months in the garage under the house's new music and the classics of English, so rude, free-range, wild, noisy bear the same attitude of street thugs, made their debut on vinyl. Soon the whole town was submerged under an avalanche of 45, some of these small groups were able to realize their dreams, fame, money, fun and girls, but many stopped to one or two individuals, others could not even post anything. This gave the garage a music genre that lasted for a short period since it was soon forgotten and eclipsed by the more well-known phenomenon hippy. Among the best experts in archeology Rock, Lenny Kaye and Greg Shaw were definitely the hardest to bring up in a musical reality so fascinating, exciting and seminal garage with their first collection called Nuggets (1973) and subsequent expansion 4-CD box set that remains the most comprehensive and representative anthology on the market, the bible of garage rock.

 

garage 6After this brilliant idea of the commercial consequences were obvious: hundreds of replies more or less interesting among them are distinguished Back From The Grave, Pebbles, Rubble with copious number of volumes attached, exorbitant prices, similar track listing and so on. Garage Beat '66 is one of the most recent compilation, debuted in 2004 on three CDs plus two out later in July 2005 under the U.S. Sundazed, a label specializing in reissues of the best sixties. These first three chapters reveal immediately at first hearing a great value, superb quality of the recordings and in respect of defects, the usual presence of songs already in previous collections. The first CD subtitled "Like What, Me Worry?" is a delightful mix of songs garage blues aggressive and beat-oriented songs with catchy choruses that this does not expire in chants of honeyed dated, but often times they taste sour and are still more crude and dirty glistening pop of English. In the same wavelength traveling the other two episodes, one called "Chicks Are For Kids" and other "Feeling Zero ..." with covers very well maintained and with accurate and complete details on these obscure American band.

 

These three volumes comprise a total of 60 songs, among the best I would mention the ambiguous and pressing "Sweetgina" (1966) of Things To Come, defined as the forerunners of Love and The Doors, even if in fact their attitude very reminiscent of the Stones more rough, the magnificent The Litter in Minneapolis with their Whatcha Gonna Do About It? (1967) one of the most evil and distorted garage punk group of all time, the rude and ill The Third Bardo in New York with the song Lose Your Mind (1967), the heady Spiders coming from Arizona with Do not Blow Your Mind  (1966) an essay of dirty fuzz sound to the Neanderthals, the garage-beat horror of Texas Neal Ford & The Fanatics with Shame On You  (1967), beat the wet melody evocative of the Byrds The Best Things with Chicks Are For Kids  (1967), the fierce and ugly soul of John Hammond with I Wish You Would (1966). The Remains, The Purple Underground, The Preachers, the Ugly Ducklings, the Sparkles, The Fe-Fi-Four Plus 2, Oliver and many others, are perhaps the toughest wing of this kind, but the list could go on.

 

garage 7An anthology therefore worthy of respect, good music for all lovers of the sixties and beyond, the great variety of styles, from quiet and melodic pop rock to the most savage and depraved. I want to finish the argument by recommending this collection to fans of the genre completists, since as I mentioned before, these fetishes musical cost a fortune and the songs are not all worthy of such expense (some could remain safely in the basement to do mold). For those who want to spend the money well and take home a quality product, the first Nuggets box is perfect, if we hunger for garage 60 has not yet subsided, I suggest some amount of Pebbles, Back From The Grave few complete records came to light during that period.

 

Marco Venturini

GARAGE BEAT '66: 3 CD, 1) Like What, Me Worry?! - 2) Chicks Are For Kids - 3) Feeling Zero ...  Sundazed, 2004

 

 Sundazed/Garage Beat '66


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