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5 ottobre 2018

Charles Aznavour

L’Istrione Armeno

2018

    images                          1924 - 2018 

 

 

Cantautore, attore, poeta, “uomo politico” e diplomatico Charles Aznavour, capace di scrivere oltre 1000 canzoni incise in sette lingue diverse e di vendere qualcosa come 300.000.000 di dischi nel mondo: un personaggio enorme. Questo, in sintesi, il curriculum di Chahnourth Varinag Aznavourian, nato a Parigi da genitori armeni e legatissimo a quella cultura. Da quelle terre martoriate e “di confine”, ponte tra l’Asia e l’Europa, dense di contraddizioni e culla dei primi insediamenti cristiani verso l’Occidente, erediterà lo spirito ecumenico, ma battagliero, che farà di lui un diplomatico di rango (dal 2009 sarà Ambasciatore dell’Armenia in Svizzera).

 

Fin dall’età di nove anni, assunto il nome d’arte col quale sarà per sempre conosciuto, inizia la proficua carriera artistica che lo porterà ad essere un beniamino dei teatri minori parigini finché, scoperto da Édith Piaf nell’immediato dopoguerra, comincerà a 2.1032438frequentare i teatri maggiori di Francia, Canada e Stati Uniti a seguito delle tournée della grande cantante, sino all’emancipazione grazie ai successi raccolti con materiale autografo, primo dei quali Sur Ma Vie (1956). Dotato di una voce potente e molto espressiva, caratterizzata da un tremolio capace di accrescere la drammaticità dell’interpretazione, arriva ad essere universalmente noto per la passionalità delle sue performance, una partecipazione emotiva che renderà i suoi concerti eventi irrinunciabili, a partire dalla fine degli anni cinquanta sino ai giorni nostri.

 

Sin dagli anni sessanta ha l’intuizione di riproporre i suoi successi nelle lingue dei paesi che più lo apprezzano, realizzando riletture in inglese, spagnolo, tedesco, russo, per giungere a dedicarsi al mercato italiano all’inizio degli anni settanta, quando realizza C_2_fotogallery_3091621_0_imagepersino incisioni in napoletano e viene reinterpretato costantemente, da Massimo Ranieri a Mina, da Franco Battiato a Gipo Farassino (in piemontese), da Iva Zanicchi a Renato Zero e via cantando. Gli anni settanta saranno dunque ancora ruggenti, benché in coincidenza con il trasferimento in Svizzera per motivi fiscali, scelta all’epoca vivacemente contestata dai movimenti di sinistra, sino a quel momento rispettosi con lo chansonnier, nonostante il “disimpegno” dimostrato da canzoni che raccontano il privato, i sentimenti, più che il sociale.

 

 

L’abilità espressiva, affinata nelle continue esibizioni in teatro, porta Aznavour a flirtare anche col mondo della celluloide, partecipando con successo di pubblico e critica (riceverà persino un Leone d’Oro al Festival di Venezia) ad oltre sessanta film. Sul fronte charles_aznavour-210privato, oltre a rilevare tre matrimoni e sei figli, non si contano gli interventi umanitari e a sostegno della causa armena, che gli varranno il riconoscimento dello status di Eroe Nazionale dell’Armenia, senza dimenticare la pletora di onorificenze ottenute quasi ovunque, delle quali ci limitiamo a ricordare la Legion d’Onore Francese. Incommensurabile l’influenza esercitata sul cantautorato di casa nostra, il più ricettivo tra quelli dell’Europa continentale, specie tenendo conto della “scena genovese” degli anni sessanta. For me formidable, monsieur Charles. 

 

Massimo Perolini

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