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10 marzo 2013

Guido Morselli

ROMA SENZA PAPA

1974 - Adelphi

morselli

Continua la nostra operazione recupero di validi libri usciti negli anni scorsi, grazie al lavoro del nostro Alfredo Sgarlato: speriamo possa essere di vostro gradimento (P.W.B.)

 

 

Le vicende di questi giorni sono la perfetta coincidenza per riscoprire uno dei più incredibili casi letterari del secolo scorso: Guido Morselli. Tutte le sue opere di narrativa furono rifiutate in vita, per essere poi pubblicate postume a partire dal 1974, un anno dopo il suo suicidio, commesso all'età di 61 anni. Sul perché del fallimento in vita spesso si è data una motivazione politica: Morselli non era schierato, era critico sia verso il Comunismo che verso la DC, rifiutava le ideologie, era credente ma non fervente. Più probabile che a decretarne i rifiuti sia stato un altro suo rifiuto, quello dei dogmi letterari. Morselli fu scrittore antirealista, contravvenendo al dogma neorealista imposto dalla critica lukasziana o cattolica allora dominante. I suoi romanzi sono bizzarri: “Contropassato prossimo” e “Divertimento 1889” indagano nella Storia alternativa; “Dissipatio H.G.” (il cui titolo ispirò un gruppo new wave milanese dei miei tempi) è un apologo fantascientifico, così come l'ancora inedito “Uonna”, che ipotizza un futuro senza sessi. In “Roma senza Papa” si cimenta nella fantareligione.

 

Fu l'insuccesso a portarlo al suicidio? Probabilmente no, o non solo; dal “Diario” emerge la figura di un misantropo incline alla depressione, segnato dalle morti precoci della madre e della sorella. “Roma senza Papa”, scritto intorno al 1966, fu il suo primo romanzo ad essere pubblicato. Alla fine del XX secolo il Vaticano si è spostato a Zagarolo, ha sede in un motel, e Papa Giovanni XXIV annuncia il suo fidanzamento. Tutti le fedi, anche l'Ateismo, sono considerate compatibili col Cristianesimo. È un romanzo segnato dal pessimismo, da un umorismo acre e bizzarro, da una visione conservatrice, seppur nonGuido_Morselli bigotta. In lunghi dialoghi si discute di teologia, su dottrine sia vere che inventate. Non è una lettura facile, a volte bisogna ricorrere all'enciclopedia per decifrare certi termini teologici, ma ne vale la pena. Gilles Deleuze diceva che gli scrittori “minori”, ossia quelli che non si conformano ai canoni, sono i veri grandi. Così è per la letteratura italiana: Morselli, D'Arzo, Landolfi, Ortese, Coccioli, sono autori che hanno avuto un seguito inversamente proporzionale al loro valore. L'opera di Morselli subito dopo la riscoperta ha goduto di relativa popolarità, per poi essere oggi di nuovo piuttosto trascurata. Approfittiamo del momento storico propizio per riscoprirla.

 

Alfredo Sgarlato

1° edizione 1974, 10 €

Nella foto 2: lo scrittore Guido Morselli


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