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18 febbraio 2013

Alba Beiras

I MIEI TU-LI-PÀN (Mamma cantava nel Trio Lescano)

2012 - Armenio Editore, Brolo (Me)

trio lescanoLa vivacità della storia (e della memoria mai sepolta) riemergono bene da questo intenso volume che Alba Beiras ha dedicato alla madre, la signora Maria Bria, la terza componente mai rivelata del Trio Lescano. Una tresca? Forse, ma «è proprio la verità, la forza che muove l'uomo e le coscienze» come scrive Mimmo Mòllica nella prefazione, che rende bene l'essenza di questa densa scrittura che risuscita vicende sepolte, dimenticate da quella "ufficialità" televisiva della storia della canzone italiana che richiude troppo in fretta i cassetti (e gli archivi). E' un vero atto d'amore quello che Alba ha dedicato alla madre (tuttora in salute, a 88 anni), in oltre due anni spesi a ricostruire tasselli di un mosaico dove gli affetti, l'ambiente familiare, i viaggi, i rapporti umani diventano la matrice comune per comprendere bene i valori della vita e dell'arte ma anche le miserie dell'ipocrisia e dell'invidia.

 

E' una scrittura piana, quella che Alba Beiras ci restituisce, con una lettura resa meditata, con inserti di testo in corsivo che rinviano subito alla riflessione immediata su un fatto, un atteggiamento, un torto subìto, quasi come fosse la voce dell'io narrante interiore a sussurrare all'inchiostro di esprimersi così. Sul piano letterario, abbiamo trovato tracce di Elsa Morante (con i gatti), di quei «desinari in famiglia» di Fenoglio evocati da Italo Calvino e il clima autenticamente domestico di 'Lessico familiare" di Natalia Ginzburg. La vicenda muove da lontano, durante tutto l'arco di un secolo che si srotola e segna le vite di Maria Bria, delle sue sorelle (Luciana e Pucci) del padre Carlo (un artista del legno) e della madre Ernesta, prima a Torino in borgo San Paolo e poi a Montanaro, in provincia; è qui che Maria e l'amico Giuseppe «si parlano» stretti, ma senza andare oltre la tenerezza reciproca; la predisposizione al canto è subito chiara in Maria. Sono gli anni trenta, il fascismo, le canzonette di Natalino Otto e del Trio Lescano, una musica che infonde allegria, dove lo swing è la matrice di un messaggio di rottura, potenzialmente destabilizzante e inviso al regime.

 

I MIEI TULIPANI MARIA BRIADal 1935 al 1946 le tre sorelle Leschan, Alexandra, Judith e Ketty (Catherina), ungheresi di padre e di madre olandese ebrea, smuovono le onde canore dell'Eiar, ispirate al trio vocale della Louisiana, le Boswell Sisters; il nome del trio viene italianizzato in virtù delle direttive del regime in «Lescano». Il successo è immediato: canzoni come 'La famiglia canterina", 'Ma le gambe", 'Maramao perché sei morto?", 'Pippo non lo sa"  (di Gorni Kramer) e 'Tulipàn", diventano subito le hit degli anni trenta e di quelli a cavallo della guerra. Al di là di quanto si è sedimentato nella memoria storica collettiva, il trio Lescano è ancora un simbolo che illustra e spiega bene il clima di quegli anni, con le «canzoni della fronda», l'ambiente del potere fascista, senza esserne il loro portabandiera; in verità, attraverso lo swing innervato nella canzone  popolare, il trio vocale ha disegnato un  tratto di «modernità», che sarà tipico dell'antifascismo.

 

Le tre sorelle Leschan vengono arrestate a Genova nel '43 per motivi razziali, in circostanze mai chiarite: l'episodio si inscrive a pieno titolo nel tipo di rapporto intrecciato con il regime. Dopo la Liberazione si esibiscono a Torino. Nel 1946, Ketty-Caterinetta lascia il trio ed è proprio Maria Bria a sostituirla, ma senza un vero e proprio ingaggio, dopo essere stata prescelta dal maestro Carlo Prato, in base alle sue grandi doti di mezzo soprano. Inizia una lunga tournée in Sud America: in Argentina e poi Equador, Colombia, Perù, Bolivia, Venezuela; la partenza del trio non provoca nostalgie o rimpianti, ma in Argentina il successo è enorme, favorito da un clima sociale e culturale in grado di garantire spettacoli di alto livello, nei migliori teatri per l'epoca. Maria conosce Manuel Beiras, l'agente del gruppo vocale, colui che diventerà il padre di Alba, nata a Caracas nel 1950.

 

I MIEI TULIPANI MARIA BRIA & ALBA BEIRASUn rapporto onesto, innestato nelle vicende turbolente del trio, dove per il mondo Maria Bria resta ancora una perfetta sconosciuta: il suo nome non compare in nessuna documentazione discografica o contrattuale. In un frangente occasionale, nell'estate 1950 a Caracas, Maria ribellandosi all'ennesima angheria («Sei prroprrrio una poverrra lavandaia!»), rivela alle due sorelle Leschan la volontà di abbandonare la scena, di ritornare subito in Italia: «Ah sì, non vado bene? Non sono alla vostra altezza? Allora cercatevene un'altra, non so come potrete fare a meno di me, non so come riuscirete a convincere un'altra a lavorare senza essere mai pagata!». E' la fine dichiarata del trio Lescano.

 

In Italia, Maria arriva nel 1952 con la seconda figlia, Diana, nata dal matrimonio con Manuel Beiras, che non rivedrà mai più. Riprese l'attività artistica a Torino, Genova e Milano. A Montanaro, l'attendeva Giuseppe, capace di coltivare nell'attesa un sentimento autentico per i lunghi periodi che Maria trascorse lontano. Con il libro di Alba Beiras, Maria Bria è uscita dall'oblìo, incapace di accettare l'umiliazione di una vita artistica «nascosta». E dopo i giorni sbarluccicanti di Sanremo '13, noi vogliamo immaginare l'artista signora Maria Bria su quel palcoscenico nel 2014, per una autentica e riconosciuta riabilitazione: mentre i cassetti dei pensieri si riaprono, con la radio accesa sul comodino, i centrini e il lume che rischiara la penombra di una splendida vita.

 

 

tulipaniP.S.: la signora Maria Bria compirà 88 anni il 28 marzo 2013. La compagnia Teatro Nudo di Genova ha messo in scena a fine gennaio lo spettacolo "La leggerezza del trio Lescano", tratto dal libro qui commentato.

 

Alba Beiras vive a Torino e opera nel settore della comunicazione; appassionata di tango argentino, è al suo esordio narrativo. La signora Maria Bria vive serena a Chivasso (TO) con il signor Giuseppe, l'amico di sempre.

Luciano Viotto

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