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5 aprile 2018 ,

Sidi Touré

TOUBALBERO

2018 - Thrill Jockey
[Uscita: 23/03/2018]

Mali

 

Il quarto album per la Thrill Jockey del musicista maliano Sidi Touré ci restituisce un musicista in stato di grazia e con una gran voglia di comunicare e rilanciare la musica come momento fondamentale della vita sociale di una comunità. L'album prende il titolo dal nome del grande tamburo che viene usato nella regione di Gao per chiamare a raccolta la popolazione, simbolo quindi di unione e collaborazione, vuoi per aiutarsi reciprocamente, vuoi per incontrarsi per eventi gioiosi e festosi, un po' come accdeva una volta da noi con il suono delle campane. Il disco è stato registrato dal vivo nel corso di quattro giorni nel famoso Studio Bogolan di Bamako, dove hanno lavorato autentiche leggende come Ali Farka Touré e Toumani Diabate. Per l'occasione l'ormai quasi sessantenne chitarrista e cantante, ma anche autore di tutti i brani, ha scelto di circondarsi di un gruppo di giovani e promettenti musicisti: Djadjé Traoré alla chitarra, Ousmane "Papou" Dagnon allo ngoni elettricficato, affidando poi l'energica sezione ritmica al basso di Baba Traoré e alla batteria di Mamadou "Mandou" Kone, mentre Babou Diall accompagna in alcuni brani Sidi Touré come seconda voce.

 

La musica di Sidi Touré deriva dalla tradizione della sua etnia, quella Songhaï, quel blues polveroso ed evocativo, ipnotico e trascinante che va sotto il nome di desert blues, che qui l'artista declina in una visione più gioiosa, elettrica, ballabile che non nel passato, infatti i suoi precedenti lavori lasciavano trasparire un'atmosfera più malinconica, quasi cupa, in particolare in “Alafia” del 2013, probabile riflesso dei drammatici momenti che il Mali stava vivendo in quegli anni. “Toubalbero” è invece un album che promana grande energia, voglia di lasciarsi andare alla gioiosità che dà la musica e i suoi ritmi, i groove sono potenti e pulsanti, chitarre e ngoni si lanciano in immaginifici dialoghi e Djadjé Traoré si lascia andare ad acide distorsioni. Un ritmo sempre più trascinante e ipnotico che raggiunge il suo apice in un brano come Heyyeya, frenetica celebrazione di un matrimonio e invocazione a lasciarsi andare alla felicità, almeno per un giorno.

Voto: 7,5/10
Ignazio Gulotta

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