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14 luglio 2017 ,

The Meltdown

THE MELTDOWN

2017 - Hopestreet Recordings
[Uscita: 07/04/2017]

a4169597542_16Anche “down under”, agli antipodi e precisamente a Melbourne, si suona il soul. Non che l’Australia sia stata, nel tempo, avara di buona musica, basti citare un paio di nomi (Radio Birdman e Hoodoo Gurus) cari a chi scrive, ma questa nutrita band, The Meltdown, capitanata dal vocalist e tastierista Simon Burke (foto sotto a destra) esce dalla falsariga garage/pop che spesso caratterizza le band provenienti da quel lontano continente, per dedicarsi a un soul venato di blues vicino a certe produzioni della buona vecchia Stax RecordsÈ proprio la carezzevole voce del leader a colorare le dieci tracce, sorretta da un songwriting efficace e da un suono “vintage” (il disco è registrato in analogico) nel quale si evidenziano le tastiere sixties style di Burke e la classica sezione fiati composta da due sax (Lachlan McNeal e Anton Dellecca) e dalla tromba di Eamonn McNellis.

meltdonwNon mancano due valenti coriste, Chantal MitvalskyHailey Cramer, un must per il genere, mentre la sezione ritmica è affidata alla batteria di Hugh Harvey, al basso di Mick Meagher e alla chitarra di Tom Martin, i quali, secondo copione, non hanno grandi spazi solistici ma sono la base su cui il sound della banda si regge. Nomi a noi sconosciuti, ma che in patria si sono guadagnati una certa notorietà, prima con la pubblicazione, nel 2015, dell’EP “Colours In The Sky” e poi calcando meltabbondantemente le scene dei vari festival in giro per il nuovissimo continente. Questo lavoro è stato anticipato dai due singoli Colours In The Sky e Don’t Hesitate, entrambi contenuti in questo album omonimo.

Si tratta di due pezzi notevoli, rispettivamente un blues e un mid-tempo che riflettono piuttosto esattamente le caratteristiche che abbiamo citato qui sopra. Personalmente, abbiamo una predilezione per la bluesy, corale, groovy Slow Fever, in cui fa capolino un raro assolo di chitarra. Un bell’esordio, bravi. 

 

Voto: 7/10
Luca Sanna

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