Migliora leggibilitàStampa
18 Settembre 2012 , ,

Blur PARKLIVE

2012 - EMI/Parlophone
[Uscita: 13/08/2012]

Blur “PARKLIVE”   EMI - Parlophone # Consigliato da DISTORSIONI

 

I Blur dividono: o li si ama incondizionatamente (io, per esempio...), o li si odia, ho amici musicisti che butterebbero senza alcun pentimento tutti i loro CD nel cassonetto dell'indifferenziato. Però, e non ho la pretesa di far cambiare idea a chicchessia, questo qui è un disco che ha più di un perchè. E' il concerto di chiusura delle magnifiche olimpiadi di Londra, la quintessenza della britannicità, è una festa, ma c'è sempre quello “spleen” che affiora, è il bignami del pop inglese, è l'epifania di un gruppo che si riunisce dopo il concerto del 2009 sempre ad Hyde Park (a cui ha fatto seguito il doppio DVD "No Distance Left To Run") e quasi un decennio di progetti personali e lontananze varie. 55.000 persone che cantano in coro con Damon Albarn, ed è come se a Hyde Park questa volta ci fossimo anche noi. E' anche, forse, l'ultimo concerto della band, anche se Albarn sull'argomento è piuttosto ondivago (e speriamo prevalga la voglia di continuare). Per un'occasione del genere Damon e i suoi hanno tirato fuori dai cassetti tutti i gioielli di famiglia, pescando più che altro dai capolavori “Parklife” e “Modern Life Is Rubbish” , ma anche andando a recuperare oscure “B – sides” (Young & Lovely) e pezzi non frequentemente eseguiti dal vivo (London Loves, ma potevano non suonarla?).

 

La banda è palesemente in forma: la spesso negletta sezione ritmica (Dave Rowntree, batteria, e Alex James, basso, attualmente produttore di formaggi!) pesta come una locomotiva con la pressione al massimo, Graham Coxon alterna sferzate punkettare a delicati arpeggi, confermandosi il grandissimo chitarrista che conosciamo, anche per gli ottimi dischi solisti, Damon Albarn gigioneggia, dialoga con il pubblico, presenta gli ospiti, ma soprattutto, ovviamente, mette al servizio della band la sua voce nasale, monocorde, ma così particolare da essere il vero marchio di fabbrica dei Blur. Qualche cattivone potrebbe dire che, in fondo, non c'era 'sto gran bisogno di un disco dal vivo nel quale possiamo risentire per l'ennesima volta Girls & Boys, London Loves, Tracy Jacks, Parklife, Song 2, Colin Zeal, Coffee & TV, House in The Country, For Tomorrow, eccetera eccetera, anche se le esecuzioni sono ottime, la registrazione eccellente, l'occasione del concerto epocale. Onestamente ci ho pensato anch'io. Poi ho sentito il disco e ho cambiato idea. Fantastico. 

Luca Sanna
Inizio pagina