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12 dicembre 2014 , ,

Meatbodies

MEATBODIES

2014 - In The Red Records
[Uscita: 14/10/2014]

USA                                                                           # Consigliato da Distorsioni

MeatBodies_CoverArt-608x620Dopo Mikal Cronin e Ty Segall, è il turno di Chad Ubovich (bassista nei Fuzz, chitarrista in “MCII” di Cronin) di passare alle cronache con il suo progetto solista, i Meatbodies. Già l’anno scorso il gruppo, a nome Chad & The Meatbodies aveva pubblicato una cassetta per l’etichetta di Segall, la God? Records, mentre quest’anno arriva l’esordio in lp. Che sia sempre la solita ricetta ce ne accorgiamo appena trascorsi i 60 secondi scarsi di The Archer, quando esplode Disorder, un rock di Oh sees – iana memoria pompato a dovere da chitarroni à – la Fuzz per due minuti e mezzo di garage punk colorato di venature psichedeliche. Non è certo facile per Chad e i suoi Meatbodies sfuggire ai paragoni con i padrini di un sound che negli ultimi anni è dilagato dalla California fino ad essere assorbito da gran parte delle indie-band.

 

Tuttavia i Meatbodies mettono a segno 12 ruspanti briosi episodi, tra cui spiccano alcune perle (si tratta quasi sempre delle tracce più lunghe) come l’ossessiva jam di Off o Dark Road, meatbodiesl’unico brano acustico dilaniato da una chitarra elettrica distortissima, Mountain, cavalcata segall-iana, la lisergica Plank che rallenta un po’ i toni e permette a Ubovich di far mostra delle sue doti di cantante. Him è potenzialmente la nuova hit indie dell’autunno e ricalca i territori fuzz pop Meatbodiesche furono di Mikal Cronin. I Meatbodies non inventano niente, eppure sembrano intenzionati a rimanere impressi per la violenza e la velocità, la capacità di scrivere ritornelli acidi, arrampicarsi su assolo elettrici, lanciarsi in piccole jam esplosive. Chad Ubovich esce quindi in modo brillante dall'angolo oscuro del turnista: se le sue prossime uscite saranno di questo livello, saremo ben contenti di seguirlo, anche quando canta:”I don’t know and I don’t care”

Voto: 7.5/10
Ruben Gavilli

Audio

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