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3 dicembre 2014 , , ,

Umanzuki

Tropical Nature of Tiaso

2014 - Lemming Records-Hysm?-Spettro Rec
[Uscita: 22/09/2014]

umanzukiQuesti promettenti ragazzi (da Firenze) che ci avevano allettato con il jazz math core di “Sonic Birds” (2012) hanno avuto il coraggio e la sfrontatezza di abbandonare completamente il percorso intrapreso per compiere una morfogenesi su canoni assolutamente nuovi. Due lunghe suite (θίασος; μύησις) di noise tribale e astrattismi elettronici proposte su cassetta limited edition a sole 100 copie, ci costringono a una deviazione a U e all’apertura di un nuovo capitolo. Il taglio che si percepisce è quello di una comunicazione molto sensoriale, ipnotica e primitiva, a volte misteriosa e occulta, quasi da leggere tra le righe, un’interpretazione personale che per forza di cose diventa esperienziale. Impulsi ritmici percussivi e impalpabili droni che sembrano volersi riagganciare a ritualità arcaiche propiziatorie, vicine al culto della terra e delle energie sprigionate dalla natura. Molto suggestivo l’accostamento tra la strumentazione acustica e i bordoni campionati, la ripetitività, il minimalismo, l’andatura fluttuante dai tratti onirici e narcolettici. La pshyco trance dai toni inquietanti e vagamente esoterici ci fa riagganciare proprio al Gaspare Sammartano dei Cannibal Movie di “Avorio” che con la sua Lemming produce, tra le altre etichette, questa cassettina e allo Stefano Isaia de La Piramide di Sangue e delle stesse anonime cassettine uscite a nome Gianni Giublena Rosacroce.

 

umanAl di là di tutte le premesse, e derivazioni a parte, questo disco conserva una narrativa specifica e coesa che lo rende a suo modo originale, intrigante e suggestivo. Interessante è il filo immaginifico che si conserva in tutta la durata del lavoro, l’idea di un racconto criptato restituito attraverso il plasmarsi stesso del suono. Una sonorizzazione improvvisata ed estemporanea dedicata agli organi interni e alle percezioni altre, quelle che possono essere associate di volta in volta liberamente al tutto o al niente o rimanere nel sottofondo del vagare di pensieri sconnessi. Rimangono aggrappati al non convenzionale ed escono dai canoni del rock con grande personalità, provando a inaugurare un discorso propriamente loro, ambiguamente sospeso tra calore e straniazione, tra fluire e ripetitività ossessiva, tra stratificazione complessa e primitivismo, tra futuribile e passato remoto, tra ambient e anfratti disturbatissimi della psiche. Ci fanno pensare ai Demdike Stare ma subito dopo ai Sun City Girl, a Shackleton ma anche a Reich e questa sembra essere davvero una provocazione spiazzante, da approfondire, aspettiamo con trepidazione la prossima mossa.

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

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