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25 giugno 2018 ,

RanestRane

A SPACE ODISSEY FINAL PART – STARCHILD

2018 - Ma Ra Cash Records
[Uscita: 2/06/2018]

Un enorme feto cosmico, l'evoluzione ad una forma di vita superiore: il bambino delle stelle. Si conclude con il terzo capitolo "Starchild" il tributo dei romani RanestRane al capolavoro di Stanley Kubrick “2001: Odissea nello spazio". Se da un lato la visionaria pellicola si appresta a festeggiare il suo mezzo secolo di vita, la band formata da Daniele Pomo (voce, batteria e percussioni), Maurizio Meo (basso e doppio basso), Riccardo Romano (tastiere) e Massimo Pomo (chitarra acustica ed elettrica) celebra con il suo quinto lavoro di studio (prima della trilogia spaziale le RaneStrane avevano rielaborato "Shining" e il "Nosferatu" di Herzog) il primo ventennale di attività.

 

Seguendo il modus operandi che li contraddistingue, le RanestRane sviluppano un originale registro narrativo intrecciando samples dei dialoghi originali del lungometraggio con le calibrate liriche di Daniele Pomo. Scenari space-rock e melodie prog-sinfoniche tratteggiano le fantastiche vicende del comandante Bowman e del suo equipaggio, un minuzioso allestimento che raggiunge il suo climax emotivo nella dimensione live del cine-concerto. Come per ogni concept che si rispetti la chiave di lettura di “Starchild” è da ricercarsi nel complessivo sviluppo dei suoi sette movimenti; dall'intro Insieme delle cose all'epilogo Abandoned passando per gli scenari floydiani di Do You Read Me HAL, l'incantato magnetismo di Stargate e le atmosfere oniriche di Sognerò mai, il pathos non accenna mai ad attenuarsi regalando una emozionante trasvolata cosmica tra i fotogrammi dell'indimenticabile cult del 1968. Da sottolineare la confermata lpresenza - come per i precedenti atti della saga - di special guest d'eccezione quali Steve Hogarth eRaneStrane Steve Rothery, voce e chitarra della storica band albionica dei Marillion.

 

Realtà atipica del rock 'Made in Italy', abili nel sovrapporre alchimie sonore e liriche a tema con proiezioni cinematografiche, le RanestRane chiudono il cerchio sul personale tributo kubrickiano confermando spiccate doti tecniche e creative. Scorrono i titoli di coda su una ambiziosa e articolata trilogia che siamo certi non tarderà ad essere annoverata tra le più rappresentative dell'odierno palinsesto alternative; un viaggio sensoriale tra i corridoi di un futuro immaginato e forse già alle nostre spalle.

Voto: 7,5/10
Alessandro Freschi

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