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22 agosto 2012

Girolamo De Simone

Inni e antichi canti

2012 - Associazione Musicale Ferenc Liszt/Hana Goori Music, distr. Konsequenz
[Uscita: 06/07/2012]

de simone# Consigliato da DISTORSIONI

 

Girolamo De Simone è un musicista napoletano classe 1964, di eccellente formazione accademica e di altissima caratura tecnica. In questo CD intitolato “Inni e Antichi Canti”, De Simone ha portato a termine un lavoro di ricerca mastodontico, partendo da minimi frammenti vocali orientali e occidentali, dai canti siriani di matrice gnostica del II Sec. d.C., che ispirarono quelli ambrosiani, alle antifone del Gregoriano Simplex, alle tradizioni melodiche beneventane, e li ha trattati, rimaneggiati, ri-strutturati, in parte (ammettiamolo) anche adattandoli al gusto odierno. Già a queste prime righe, ricavate dalle stesse note di copertina del CD, ho l'impressione attraverso il monitor di leggere il panico negli occhi degli “aficionados” di Distorsioni... Ma come, Distorsioni non è un sito rock? E allora a questo punto metto da parte il linguaggio formale e accademico e parlo direttamente ai lettori, uno per uno: ascoltatelo, perchè il disco è veramente bellissimo. Dirò di più: una delle cose più emozionanti e toccanti che mi siano passate per le mani come collaboratore di Distorsioni.

 

L'album, interamente arrangiato ed eseguito per solo pianoforte a coda Steinway & Sons e, solo in un paio di brani, per spinetta Neupert Silbermann, saprà coinvolgervi, rapirvi, commuovervi, a prescindere dal fatto che voi abbiate amato le ballads acustiche dell'heavy metal come le introduzioni pianistiche che Tony Banks e Rick Wakeman donavano, negli anni '70, a Genesis e Yes, che voi abbiate amato il jazz di Duke Ellington o le sperimentazioni minimaliste di inizio anni '80 di Wim Mertens. Ovviamente, sia ben chiaro, l'album di Girolamo De Simone non assomiglia in alcun modo a nessuno degli esempi citati, e quanto detto vuole essere una pura provocazione intellettuale per spingere l'ascoltatore rock, come quello jazz o anche quello pop, a confrontarsi con una musica “altra” che diversamente non andrebbe a cercare. E se avrete il coraggio di guardarvi dentro, con purezza, senza preconcetti, troverete, in qualche modo, in voi, un mood comune che lega tra loro tutte queste cose e le lega anche ai frammenti musicali che De Simone è andato a ripescare da un mondo lontano circa 1.800 anni fa. A riprova del fatto che, come diceva Miles Davis, non esistono i generi musicali, ma soltanto musica che piace o non piace ascoltare, musica che piace o non piace suonare.

 

Alberto Sgarlato

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