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29 novembre 2016

Safir Nòu

GROUNDLESS

2016 - La bèl netlabel
[Uscita: 9/09/2016]

#consigliatodadistorsioni

 

Antonio Firinu ha sempre esplorato i suoni del Mediterraneo. Lo ha fatto dal 2007 a 2010 con i Zudemà, recuperando i ritmi e i colori delle isole immerse nel nostro mare. Lo ha continuato a fare con i Yacobai, spostando il baricentro del proprio suono sulle coste meridionali del Mediterraneo e del Medioriente. Gli affreschi sonori costruiti insieme a Yaacob Gonzalez Garcia al violino, a Gianluca Pischedda al violoncello e a Andrea Cogoni alle percussioni, evocano terre lontane e ritmi esotici. L’incontro di questi musicisti con l’etichetta La bèl modifica ulteriormente la direzione del proprio suono, conducendola verso atmosfere più eteree e sognanti. C’è sempre il Mediterraneo nell’immaginario di "Groundless" (e come potrebbe non esserlo) identificato questa volta dalla Sardegna, descritta come un territorio sospeso tra mare e cielo, un luogo arcaico in cui il tempo sembra essersi fermato. Oltre ai musicisti già citati, ritroviamo Matteo Marongiu al basso, Marco Caredda al vibrafono e Sergio González Cuervo ai soundscape.

"Groundless" prende avvio con la splendida Imaginary Cloud, costruita su ambientazioni oniriche e sognanti. New Lunacy mescola insieme ritmi elettroacustici e jazz per crescere successivamente d’intensità. Se Floating On A Note raccoglie un mood malinconico, la splendida Blue Dance sembra quasi voler descrivere i luoghi di incontro tra il mare ed il cielo. La conclusiva  Diary From The Groundless Land è una sorta di diario di viaggio in una terra trasfigurata ed immaginaria. "Groundless" trasporta l’ascoltatore in un luogo sospeso tra mare e cielo, in una terra immaginaria che consenta, anche solo momentaneamente, di dimenticare le inquietudini del mondo reale.

Voto: 7/10
Felice Marotta

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