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24 novembre 2015

Arianna Antinori

ARIANNANTINORI

2015 - K1 Records-Self distribuzione
[Uscita: 03/10/2015]

 #consigliatodadistorsioni     

 

AriannAntinoricoverFinalmente anche in Italia abbiamo una grande singer, il suo nome è Arianna Antinori, segnatelo bene in rosso. Basta che vi avviciniate a lei visionando uno dei tanti filmati che trovate sul tubo e, sia quando canta le proprie composizioni sia quando interpreta alla grande pezzi storici di Janis Joplin, Led Zeppelin e Beatles avrete la netta sensazione di trovarvi di fronte ad un talento vocale che mancava da tanto tempo, in un paese ricco di brave interpreti al femminile ma nessuna di queste dotata della potenza di fuoco di Arianna. Di nascita è romana ma vive da quasi vent'anni in quel di Vicenza dove nel suo piccolo ha già un nutrito esercito di followers, abbagliati dai suoi brillanti live show.

Sì perché la Antinori ha una backing band alle spalle con i controcazzi, tutti musicisti che la supportano alla grande, una sorta di Big Brother & the Holding Company locale, con strumentisti innamorati al pari suo delle sonorità rock blues degli anni sessanta, quelle che resero indimenticabile la breve storia musicale della compianta Janis Joplin. Sì, perché è inutile sottolinearlo, è proprio l'angelo caduto di Ball & Chain il punto di riferimento della cantante romana, la sua vera ossessione. In senso positivo si intende. Come riferimento al femminile possiamo citare anche la brava Candy Givens degli Zephyr, tre album fra il '69 e '71, che chissà se Arianna qualche volta ha ascoltato. 

 

La  prima band della romano-vicentina portava il nome di Turtle Blues, esattamente come uno dei brani storici di Janis, contenuto nello storico "Cheap Trills" (1968). La ragazzo ha la forza e costanza di partecipare, e vincere, un concorso (la canzone è Mercedes Benz) organizzato dai fratelli della cantante texana nel quarantesimo anniversario della sua arianna-antinori-pistoia-blues-2015scomparsa (2010) che la porta addirittura ad esibirsi per tre anni proprio con la prima storica band della Joplin, i Big Brother appunto. Nel 2012  autoproduce l'agognato debutto discografico che adesso vede la luce ufficialmente, grazie alla lungimiranza dei tipi delle K1 Records.

Sarebbe stato un vero delitto avere un talento simile senza un adeguato supporto discografico. Chi ha ammirato Arianna nelle sue esibizioni live, alle prese con molte covers, avrà pensato che essere una grande interprete non significa obbligatoriamente essere vincente con composizioni proprie e dei suoi musicisti. Ed invece questo disco di debutto "AriannAntinori" ci regala più di una sorpresa e 10 canzoni (più un remix) che si fa fatica a pensare che siano state realizzate da un artista di casa nostra. E' purissimo distillato rock blues 60/70 quello che trasuda fra i solchi di questo notevole esordio, ben evidenziato dalla copertina flower power di Manuele Del Pretto, con un sound che dalle nostre parti mai si era ascoltato, quantomeno in ambito femminile. La produzione è di Jean Charles Carbone e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) che hanno prodotto il disco, scritto gran parte delle musiche oltre a suonare una infinità di strumenti. 

 

Con loro ci sono anche Davide Pezzin, basso, Marco Pandolfi, armonica, Luca Moresco trombone, tuba ed il cubano Ernesttico alle percussioni. L'unico paragone possibile con altre formazioni del momento è quello con i misconosciuti greci Dead Man's Band, con le stesse sonorità blues e dotati pure loro di una singer straordinaria, tale Lady Fantasy, di cui vi parlammo l'anno passato. C'è da dire che l'album non viaggia sempre a mille, sono Arianna 3più di uno i momenti riflessivi, con delicate ballate che dimostrano che la Antinori può cantare di tutto e farlo da consumata performer (che ancora non è!). Fra queste la splendida For my friend, la migliore, The river's end ma soprattutto la bella rendition di Can't be the only one, il pezzo perduto di Janis Joplin, scritto dal batterista dei Big Brother Dave Getz e che non vide mai la luce ufficialmente.

Una versione di  classe cristallina che la grande texana di Port Arthur avrebbe certamente gradito, al pari dei 5 minuti di Our day, song in tutto e per tutto simile a molte cose della Joplin. Ma le prodigiose corde vocali della Antinori risaltano maggiormente nei brani più tipicamente rock blues come l'opener I give, la potente Freedom, e le belle Gone e I see you. Un album che cresce ad ogni ascolto, al termine del quale il primo desiderio è quello di riassaporarlo in qualche esibizione live, terreno dove la cantante romana conosce al momento ben poche rivali. Arianna Antinori è una grande performer ed una favolosa cantante, una forte personalità al femminile di cui andare orgogliosi. Che questa bella favola continui.

 

Voto: 8/10
Ricardo Martillos

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