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10 giugno 2017 , ,

Forest Swords

COMPASSION

2017 - Ninja Tune
[Uscita: 5/05/2017]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni 

 

Il suo EP d’esordio “Dagger Paths” è del 2010. Matthew Barnes aka Forest Swords si rivelò con quel disco uno dei giovani artisti più interessanti sul territorio inglese. Sempre tra il 2009 e 2010 ci fu la diffusione della witch house, con la quale venivano etichettate le sonorità di gente quali oOoOO o i Salem, genere che influenzò Barnes per la comune ricerca del lato oscuro della musica elettronica dei club. I suoni rievocavano e mischiavano elementi techno, hip-hop, house e dub. “Compassion” è il secondo LP di questo ragazzo di Liverpool ed il primo per la Ninja Tune, forse l’etichetta che più gli si addice, dopo l’esordio su lunga distanza con “Engravings” su Tri Angle.

Compassion” rispetto ai lavori precedenti si concentra più sulle percussioni e anche gli elementi vocali, de-costruiti nel suo stile, risuonano diversi. L’ascoltatore si trova inserito in un labirinto sonoro irresistibile. E’ la sensazione che si prova ogni volta entrati nell’universo di Forest Swords. Qui la qualità della musica si fa più matura e si ha sensazione che Matthew Barnes abbia ormai la totale padronanza delle sue costruzioni sonore, sulle quali sta costruendo tutta la sua carriera. La spina dorsale di “Compassion” è più solida dei lavori precedenti ma questa maturità era già stata evidenziata in “Engravings”.

 

Compassion”  è anche il primo disco politico firmato Forest Swords. L’ansia da non sense prodotta dalla situazione politica del suo paese non può che influenzare e influenzerà tutte le pratiche artistiche provenienti dal Regno Unito da qui in in avanti. «You know this is probably going to affect everything I do and the way I make a living» ha sentenziato il musicista in un’intervista. Un clima paranoico e di confusione è presente in pezzi come The Highest Flood o Panic o ancora Raw Language, con le voci ritagliate e campionate in frasi senza parole. Il lavoro tecnico su tutte le tracce del disco è stupefacente e fa del disco un lavoro complesso da riascoltare più volte solo per poterne capire la superficie. Forest Sword ci sta comunicando con un linguaggio nuovo qualcosa di diverso. La comunicazione è un concetto essenziale alla base dell’album. La ricerca di una lingua creata con la musica, ora con le parti strumentali ora con le parole e i testi.

 

E’ presente anche una certa positività. Un raggio di sole che si comincia a intravedere dopo Border Margin Barrier. C’è tanta umanità nel disco, in un periodo storico caratterizzato da populismi, ondate migratorie, guerre e attacchi continui nel quotidiano, “Compassion” cerca un’empatia nel discutere la realtà. Lo chiede all’ascoltatore chi lo ha composto ed è evidente che il disco vuole essere sì una riflessione ma anche un risposta e via d’uscita da una situazione insopportabile. Tornando alla musica, l’opera galleggia sull’alternanza tra atmosfere claustrofobiche e tetre e divagazioni tribali mai totalmente rassicuranti. Dire che Barnes ha inventato una nuova psichedelia non sarebbe troppo fuori luogo. La moltitudine degli strumenti usati non è mai banale né tanto meno pomposa e inutile. E ll piano, i fiati, gli ottoni e tutto il resto che compongono questa architettura sonora fanno di “Compassion”  un incantesimo da cui è difficile sottrarsi. 

 

Voto: 9/10
Mauro Tomelli

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