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9 marzo 2012 ,

Bap Kennedy

THE SAILOR’S REVENGE

2012 - Proper Records
[Uscita: 30/01/2012]

# Consigliato da DISTORSIONI

Questo disco è un capolavoro. Era dal bellissimo "Queen of Denmark"(2010) del grande John Grant che non provavo simili emozioni. Un artista, Bap Kennedy,  che è un perfetto sconosciuto, troverete poco o niente di lui in rete, il suo nome non vi dirà nulla, ma la magia che traspira da queste mirabili composizioni vi farà cambiare opinione. Ma chi è in realtà questo irlandese? Nativo di Belfast come il grande Van Morrison, con il quale inutile dirlo ha collaborato molti anni fa,  con questo "The sailor's revenge" vuole davvero vendicarsi dell'anonimato in cui è stato relegato per anni. Un oscura carriera con un gruppo, gli Energy Orchard, che nessuno a memoria ricorda. A seguire il decisivo incontro con Steve Earle, che lo definisce 'The best singer songwriter I ever saw' : Bap vola in america a Nashville a registrare il suo primo album, seguito poi da una discreta serie di dischi solisti, che nonostante ospiti eccellenti come in "The big picture" (2005) dove troviamo lo stesso Morrison e Shane Mc Gowan dei Pogues, non allargano però la cerchia dei suoi ammiratori fuori dai confini nazionali. Come un arcobaleno colora i cieli d'Irlanda "The sailor's revenge" prodotto splendidamente da Mark Knopfler, ci regala un artista meraviglioso che ormai pensavamo definitivamente perso.

 

Arrangiato in maniera superba, il disco presenta 11 canzoni perfette, malinconiche ballads con forti profumi della terra natia, con una voce che ricorda profondamente il miglior Alex Chilton, il compianto ex Box Tops e Big Star, soprattutto quello del masterpiece “Third/Sister lovers” (1974), album che conteneva alcune delle sue songs più celebri, Holocaust, Kangaroo e Nightime su tutte. Il disco di Kennedy recupera molta di quella magia, con la sostanziale differenza che l'inconfondibile tocco della chitarra di Mark, ormai decisamente più a suo agio come produttore ed esecutore, ci riportano decisamente in territori già calpestati da altri gruppi quali i Waterboys più sognanti ma soprattutto dal grande Van Morrison, in special modo quello di "Veedon Fleece" e "Common One".

 

In questo puro stile irish sono infatti Jimmy Sanchez, Please return to Jesus e la splendida title track The sailor's revenge. Della serie ballate da ricordare l'apertura da cuore in gola di Shimnavale, meravigliosa,  Maybe I will, Celtic sea oltre a The right stuff, quasi quasi Bob Dylan, del quale non casualmente Knopfler aveva prodotto l'ottimo "Infidels" (1983). Non contento di averci donato tanta bellezza, Bap ha fatto le cose in grande accludendo nelle prime edizioni dell'album un bonus disc con alcune delle song più significative della sua controversa carriera, da lui scelte personalmente, oltre a due interessanti inediti. Aiutano Kennedy in quest'opera maestra Michael McGoldrick, splendido il suo flauto e tin whistle che troviamo in gran parte delle tracce, John McCusker, raffinato violinista e Jerry Douglas, uno dei più noti dobro players, definito con enfasi da John Fogerty il suo musicista preferito. Circondato da questo fior fiore di strumentisti Bap Kennedy ha fatto il miracolo, il coronamento di una carriera di outsider: il suo songwriting giunge a definitiva consacrazione, il vento e l'ondata di indifferenza, per parafrasare lo splendido scatto di copertina, stavolta speriamo cambino direzione regalando al talentuoso irlandese la tarda ma meritata gloria.

 

Ricardo Martillos

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