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4 settembre 2012

Cat Power

SUN

2012 - Matador/Self
[Uscita: 04/09/2012]

cat power# Consigliato da DISTORSIONI

 

La Gatta è tornata! Dopo alcuni album di cover finalmente un nuovo disco di inediti, il primo dal 2006. L'inquietudine di Chan Marshall è ben nota, e questo disco riflette la voglia di cambiamento della cantautrice americana, che stavolta si cimenta con canzoni più decisamente rock. Spesso usa persino sonorità elettroniche. Il disco, autoprodotto e missato da Czar dei Cassius, si apre con una canzone, Cherokee, in cui la batteria picchia molto di più che in passato, il ritmo è più squadrato e le chitarre più taglienti. Rimangono, inconfondibili, i rintocchi del pianoforte e la bellissima voce, che sussurra una melodia malinconica. Quindi la title track, in cui i fraseggi di sequencer e drum machine sconcerteranno l'ascoltatore della prima ora. Ma l'atmosfera del pezzo, arcana e lunare a dispetto del titolo, è quella tipica a cui Cat Power ci aveva abituati. Procedendo nell'ascolto le atmosfere si induriscono ancora, Ruin ha un basso quasi disco, Always on my own, ci riporta ad atmosfere gotiche.

 

Verrebbe da pensare che Chan abbia scoperto la new wave degli anni '80 e abbia deciso di usarla come fonte di ispirazione per questo "Sun”. Manhattan va di nuovo in contro tendenza col titolo e sfoggia armonie orientaleggianti, fa pensare al Joe Jackson di “Night and day”. Generalmente le canzoni sono brevi, fa eccezione la penultima, Nothin but time, dedicata alla figlia dell'ex compagno, l'attore Giovanni Ribisi, che dura quasi undici minuti e riserva un'altra sorpresa: l'apparizione di un vocione ben noto, quello di Iggy Pop! La conclusiva Peace and love è forse la canzone più strettamente rock che la Marshall abbia inciso, ma certamente non la più incisiva, qui siamo proprio fuori dalle sue corde. Un disco di transizione? Forse sì, è l'esito di tre anni di lavoro e di un lungo girovagare per l'America e la Francia. Chi si fosse aspettato da lei un disco maggiormente tradizionalista, sulla scia del blueseggiante  “The greatest”, o più intriso di folk, rimarrà spiazzato, ma non è forse la missione di un vero artista stupire il pubblico? In ogni caso il disco cresce con gli ascolti e le canzoni sono belle, molto orecchiabili ma mai banali, certamente non si tratta di una svolta commerciale ma di una tappa di un percorso artistico e di vita.  Ascoltatelo e vi innamorerete, della bella Gatta e delle sue canzoni.

 

P.S: per gli amanti del gossip: Chan sfoggia un nuovo taglio di capelli, molto coraggioso, che solo una donna bellissima può portare e simboleggia una rottura col passato.

Alfredo Sgarlato

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