Teenage Fanclub Do Not Dare To Dream
[Uscita: 09/10/2026]
I Teenage Fanclub è il classico gruppo che ha resistito a pioggia e tempeste meritando il titolo di inossidabili. .Hanno tenuto botta anche all’abbandono di uno dei membri storici, il bassista Gerard Love, defezione pesante perché la metà delle canzoni di ogni album portava quasi sempre la sua firma. Il gruppo è in circolazione dall’inizio dei Nineties, manco a dirlo il decennio che li ha resi una delle band indipendenti più amate grazie ad album come “Bandwagonesque”, “Thirteen”, “Grand Prix” e “Songs From The Northern Britain” che sono considerati a pieno titolo dei classici. Da una parte fa piacere che un grande gruppo sia ancora in circolazione dopo 37 anni, dall’altra va rilevato che la fase creativa è ormai in discesa e non solo per la dipartita di Love. “Do Not Dare To Dream”, che si presenta con una copertina orribile, mette ancora una volta in evidenza questa fase “minore” della loro parabola artistica. Intendiamoci, non siamo di fronte a un disco sciapo e insapore, il disco si fa ascoltare, talvolta anche con piacere e gli scozzesi qualche fiammata dei vecchi tempi ce la regalano. Quelle che non ci sono più sono le favolose ballad jangle/power pop come Star Sign e Sparky’s Dream. E non ascolteremo mai più niente di simile. Il mood compositivo del nuovo album vira decisamente verso calma e rilassatezza e permette al gruppo di regalarci ancora qualche gioiellino. La firma dei quali è appannaggio dei due chitarristi storici Norman Blake e Raymond McGinley. Paragone scomodo, ma in più d’una traccia ci sentiamo echi di un gruppo immenso come i Byrds. Prendete tre canzoni gioiello come Change is Now, Goin’ Back e Draft Morning che stavano tutte in quella meraviglia chiamata “Notorius Byrd Brothers” ed avrete un idea del percorso 2026 dei Teenage Fanclub. Gli scozzesi, 60 anni dopo (!) recuperano alla loro maniera la bellezza in fondo inimitabile delle perfette armonie vocali dei californiani. Il tutto avviene in almeno tre tracce, le migliori del lotto.Take Time, la leggiadra I Do Not Dare To Dream e i vapori psichedelici della bella Over And Over. Tutte presentano parti vocali sognanti e pastorali al punto che forzando un po' la mano potremmo inserire quest’album nel filone della soft psichedelia. E se i Byrds non vi ispirano come paragone provate a pensare ai Feelies che suonano col freno a mano tirato senza far andare le chitarra a briglia sciolta. “Do Not Dare To Dream” sembra infine un disco uscito dalla terra di California piuttosto che dalla fumosa Scozia ma questo non è necessariamente un difetto. La spia della benzina dei Teenage Fanclub non è ancora nella posizione rossa della riserva e dobbiamo atto a Blake e McGinley di offrire ancora qualcosa di bello alla loro folta schiera di ascoltatori.

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