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24 luglio 2015 , ,

Attribution

WHY NOT

14 Luglio 2015 - Autoproduzione

Attrbution coverUn bell’esempio di reminiscenze rock blues anni settanta ma non solo, in questa buona prova dei bergamaschi Attribution (Marco Pasinetti: chitarra e voce, Sebastiano Pezzoli: basso e Stefano Guidi: batteria) poiché la tipologia dei brani é composita ma il risultato è organicamente unitario e omogeneo. Si passa infatti con scioltezza dal blues swingante à la Blues Brothers di Sleet al poderoso e macinante stoner di Woman, dal funk di Sexy Tired che sembra uscita dalla penna di Ian Dury nel periodo Blockheads alla ballata onirica (almeno nella parte iniziale) Take me. Non manca il blues più canonico e dilatato, ottimamente espresso in Worried Life Blues (cover di un vecchio brano di Big Maceo Merrywrather), così come il rollingstonismo di Fast con schitarrata centrale che si muove invece dalle parti west coast del John Cipollina più ispirato, fino a giungere a Mal di schiena strumentale di puro jazz con un flauto solista che neanche Hubert Laws…

 

Non mancano altre belle cose come Scofunk il cui titolo dice tutto, e una travolgente unica cover: Wild Turkey che sembra scippata al Beatle più intellettuale dai cugini Rolling Stones. Registrato in diretta l’album si fa volere bene anche per un bassista in grande evidenza e per la bella voce arrochita del cantante. Due i peccati veniali: il brano Who Saidattribution che se nel bell’inciso sembrerebbe un outtake di Alex Harvey, si perde poi in un chorus pericolosamente Vascorossiano e la copertina più che spartana al punto da non citare gli autori dei brani (tutti del chitarrista Pasinetti), né accreditare gli ospiti che arricchiscono con estrema perizia questo disco come l’ottimo Fidel Fogaroli al piano elettrico, i fiati compulsivi di Guido Bombardieri, Alessio Palmieri, Maurizio Bazzana e Alessandro Bottichiari, e il flauto, già citato, di Andrés Pasinetti. Niente di nuovo sotto il sole direbbe Re Salomone e lo diciamo anche noi, trattasi però di un sole più che discretamente caldo e brillante.

 

Maurizio Pupi Bracali

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