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20 giugno 2013 ,

Dydo

Schiavo dei sogni

Uscita: 28 Febbraio 2013 - Hano

dydo-schiavodeisogniDistorsioni offre spesso ampio spazio al rap italiano, ma questa volta siamo di fronte a qualcosa di diverso: si tratta infatti di un progetto decisamente più complesso rispetto a quelli a cui siamo abituati. Un CD, intitolato “Schiavo dei sogni”, e un romanzo, scaricabile gratuitamente in formato e-book, il cui titolo potrebbe essere quasi identico, ma volto al plurale. Entrambi sono a opera di uno stesso autore, Dydo, appunto, e possono essere acquistati sul sito dell’etichetta Hano, che li produce ambedue. La novità è che questo progetto del rapper italiano Dydo è anche interattivo. Potete mandare i vostri racconti alla e-mail della casa discografica, e Dydo in persona si occuperà di leggerli e di pubblicarli in una apposita sezione del sito. E' davvero consolante vedere che in Italia ci siano giovani artisti capaci di vedere oltre gli schemi abituali e proporre soluzioni di respiro internazionale per coraggio e innovazione. Ma ora veniamo al CD: l’opener Sul ciglio del precipizio, prodotta da Fabio Dema, presente anche in qualità di ospite, è davvero dolcissima. La pienezza del suono del piano e degli archi farebbe venire in mente un paragone a dir poco ardito: quella Dido, cantante inglese imparentata con Rollo dei Faithless, che si distingue nel nome dal rapper nostrano per la presenza della Y.  E a proposito di cantanti donne, nelle varie tracce di questo album ne incontriamo tante: Flavia Marrali, La Miss, Marya, Corinne, che prestano le loro voci per duetti interessanti e ricercati. Tornando alle varie tracce dell’album, Buon Compleanno, un addio per un amore finito, pone Dydo a cavallo tra il rap ed un vero e proprio cantautorato moderno. Lo confesso a te è una sofferta lettera al padre ed è una delle tracce più cupe dell’intero disco, Un sogno più grande (il tema del sogno ricorre rendendo l’opera quasi un concept-album) si allontana dalle sonorità melanconiche delle canzoni precedenti per farsi più ritmata ed elettronica, mentre le atmosfere molto orchestrate dei primi momenti del CD le ritroviamo in Black coffee and solitude. Una inaspettata sterzata verso il rock (lo stesso Dydo suona la batteria, mentre Mario Fabiani sovraincide basso e chitarre) la troviamo in Lettera al Papa, un testo decisamente forte da parte dell’autore che dichiara: “ammetto di non essere mai stato un buon cristiano, io che credo in Dio, non in Chiesa e Vaticano”. Nelle rime vengono sottolineati tanti aspetti anacronistici della religione di oggi, dal celibato dei preti alle repressioni sessuali. Darò il meglio di me potrebbe imporsi come la traccia più ballabile di un album fatto di ben 15 tracce, tutte estremamente curate negli arrangiamenti e toccanti nei testi.

 

Alberto Sgarlato

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