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23 novembre 2013 ,

Joseph Martone And The Travelling Souls

WHERE WE BELONG

2013 - Travelling Souls/Promorama
[Uscita: 15/11/2013]

joseph martone Il gruppo è il frutto dell’intesa fra due cugini: Joseph Martone, cantante campano con lunga esperienza americana, e Tom Aiezza, produttore, sound engineer, ha lavorato per Dylan, Neil Young, Linda Perry e chitarrista. Attorno ai due hanno collaborato fra gli altri a questo progetto il fisarmonicista Frank Marocco, collaborazioni con i Beach Boys, Pink Floyd e a importanti colonne sonore come “Il Padrino” e “Il Postino”, il trombettista Stewart Cole e il pluristrumentista Roberto Angelici. Lunga la gestazione di questo loro esordio avvenuta fra il 2008 e il 2013 in luoghi diversi: Los Angeles, Londra, Parigi, il sud d’Italia. La musica proposta è un’eclettica cavalcata fra diversi stili musicali, ma con netta prevalenza per le ballate fra desert rock, country e blues, riletti con la sensibilità e il calore proprio del nostro meridione. E se gli arrangiamenti creano un’atmosfera intima e calorosa di un canto fra amici intorno a un buon fiasco di rosso, la voce calda e roca di Joseph Martone è l’elemento che risalta di più e dà quel tono nostalgico e malinconico che è il filo conduttore dell’album.

 

joseph martone Si inizia con Show Me The Way una ballata alla Calexico che profuma del vento caldo del deserto e si avvale del suono evocativo e spagnolesco della tromba; Monument richiama come modello le canzoni aspre e disperate di Tom Waits; Ego Sum, unico brano cantato in italiano, ha il ritmo alcolico e strascicato di un incrocio fra Capossela e Paolo Conte; Once ricorda nel duetto vocale fra Martone e Anna Su la coppia Mark Lanegan/Isobel Campbell, bello l’arrangiamento col banjo e il violoncello; divertente e con un ritmo che ti entra subito in testa il country di Love Me; Time And Works vede la voce di Martone arrocchita, che sa di fumo e alcol, dialogare con un ritornello dal ritmo allegro e spensierato  in un boogie dai sapori waitsiani;  Window appare come il brano più debole, irrisolto fra citazioni e influenze diverse, e continui mutamenti di registri espressivi. Conclude l’album la cover eretica di As I Sat Sadly By Her Side tratta da “No More Shall We Part” di Nick Cave, titolo modificato in Shine On Me: infatti Martone e Aiezza hanno non solo cambiato parte del testo, ma hanno dato una versione personale della canzone, attenuandone la drammaticità. Dopo un inizio lento col suono degli archi in evidenza, il ritmo accelera in un finale più propriamente rock con una chitarra elettrica acida e virulenta.

 

Voto: 6.5/10
Ignazio Gulotta

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