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29 settembre 2013 ,

Au Revoir Simone

MOVE IN SPECTRUMS

2013 - Moshi Moshi Records
[Uscita: 23/09/2013]

au-revoir-simoneAu Revoir Simone, terzetto femminile di Brooklyn formatosi nel 2003 ed autrici di un delicato Synth-pop che la ha portate alla ribalta nel 2007 grazie all’interesse nei loro confronti di David Lynch ritornano con un nuovo lavoro a distanza di quattro anni dall’ultimo “Still night, Still light”. Certo, in quattro anni di cose ne sono successo tante nell’universo delle ragazze di NYC, ad esempio, Annie Hart ha avuto un figlio, Heather D’Angelo si è laureata in Biologia Ambientale alla Columbia University ed Erika Forster ha pubblicato un EP sotto il nome di Erika Spring. La pausa è sicuramente servita a portare una maggiore serenità alla band che ora apporta una virata più dance come si era già visto anche dal primo singolo estratto Somebody Who che ricorda da vicino certa dance francese anni ‘80. La stessa vena dance che troviamo nel brano di apertura,  More than, con quel ritornello che ti entra subito in testa. Questo nuovo mood traspare anche nelle atmosfere più oscure di brani come Boiling point, e Love you don’t know me dove è comunque la positività ad emergere con testi liberatori e meno malinconici e che dimostra una acquisita maturità rispetto al lavoro precedente. ll trio ha un evidente amore per il cinema che è, in qualche modo, incorporato nel suono di questo disco.

 

Non è difficile, ad esempio, immaginare un film di Sofia Coppola con queste musiche e tale è l’amore verso la settima arte, che il video  del nuovo singolo Crazy   vede le nostre ricreare le ambientazioni di “Fuori orario” del loro concittadino Martin Scorsese  con una atmosfera sonora invece da pieno teen movie americano. Ci sono però anche momenti da ascolto solitario nelle cuffie, come le ragazze ci avevano abituato, ad esempio in  Just Like a Tree e la stessa Boling point. In alcuni passaggi poi, sembra proprio di sentire la voce di Tracyanne Campbell dei Camera Obscura a testimonianza di quanto le ARS si inspirino anche all’Indie-pop di stampo britannico seppur intriso di sonorità elettroniche. Certamente, il sottofondo synth-pop di stampo anni ’80 fatto di synth e drum machine è rimasto intatto e brani come Hand in hand riflette bene quella sensazione di osservazione delle cose attraverso lenti sfuocate, quasi oniriche, così come il quasi interamente strumentale We both know  mentre la conclusiva Let the Night Win è una saturazione di toni di tastiere degna dei migliori videogames della Nintendo. In definitiva, “Move in Spectrums” fa proprio ciò che dice: si muove all’interno di uno spettro di stati d'animo e sfumature e lo fa con la consueta delicatezza alla quale il trio ci ha abituato. E 'un disco che, seppur senza particolari sprazzi di originalità, segna una compiuta maturità e conferma le ragazze come uno dei gruppi di punta della scena electro-dream-pop

 

Voto: 6.5/10
Ubaldo Tarantino

Video

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