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16 gennaio 2016 ,

Bahntier

THE AGE OF DISCHORD

2015 - Rustblade Records - LP/CD/ltd.ed.box with LP, CD + CDR
[Uscita: 04/12/2015]

#consigliatodadistorsioni     

 

a3585887220_16Abituati ad ascoltare un loro album ogni due anni, non avevamo mai atteso sette anni per un disco di Bahntier e non nascondiamo una certa curiosità nell’approcciarci all’ascolto del loro nuovo lavoro dopo un così lungo silenzio. Già dal primo ascolto balza all’orecchio una certa cura nei suoni e negli arrangiamenti di The Age Of Discord, quinto album dei Bahntier (terzo nella loro attuale configurazione come trio) che vede affiancarsi al mastermind e fondatore Stefano Rossello, anche Filippo Corradin ai synth e alle percussioni (già presente dal secondo album e nei primi live della band) e Justin Bennett (live drummer dei noti Skinny Puppy da una dozzina di anni), batterista, sintetista e produttore dei Bahntier dal 2005. 

L’album è un vero e proprio assalto sonoro, ogni distorsione e ogni suono (acustico o elettronico) è trattato con cognizione di causa: il risultato è fortemente hi-tech e il suono low-fi degli esordi è oggi solo un ricordo. In questa colonna sonora per un mondo devastato dall’apocalisse, Stefano Rossello veste i panni di stregone e alchimista tecnologico e le percussioni tribali di Bennett e Corradin preparano l’ascoltatore alla battaglia per la sopravvivenza su un pianeta che cerca di rinascere dalla decadenza. Il sound è simile a quello degli Skinny Puppy anni 2000, privato delle loro tipiche atmosfere gotiche: della lezione “puppiana” viene assimilata solo la parte più “body” (bassi, batterie e voci), a cui si aggiungono influenze trance (nella title-track), synth-punk (in This Mind) e alla Insekt (con cui Rossello ha collaborato nel progetto Detune-X anni fa) in Never Forget, traccia mid-tempo in terzine dalla base ritmica poderosa. 

 

bahntierPur essendo un disco a tratti ballabile, The Age Of Dischord piacerà di sicuro agli amanti del suono aggrotech ed ebm degli ultimi quindici anni, senza però essere un album aggrotech, da cui il trio prende le distanze ricollocandosi sul suono classico dell’electro-industrial che fece la fortuna di Skinny Puppy, Front Line Assembly, Insekt, Dive e altri nomi storici, senza però suonare né datato o nostalgico (come accade in alcune produzioni del genere), né pacchiano o di cattivo gusto (come in molteplici casi della “nuova scena”). 

La domanda su cosa abbiano fatto i Bahntier negli ultimi sei anni trova qui la sua risposta: hanno acquistato nuova strumentazione, hanno imparato ad usarla, hanno sperimentato in bantierstudio e solo quando hanno ottenuto una decina di brani convincenti sono ritornati. The Age Of Dischord è il disco della maturità dei Bahntier e ha il merito di catapultarli nell’olimpo delle grandi band electro-industrial europee: una produzione dal suono internazionale, come non se ne sono sentite in questo settore nel nostro paese negli ultimi quindici anni, fatta eccezione per Pankow, Sigillum S e qualche altro nome storico. Se siete cultori di electro-industrial ed ebm (storica o moderna) o se semplicemente amate farvi torturare i padiglioni auricolari, questo è il disco che fa per voi!

Voto: 8/10
Diego Loporcaro

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