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3 luglio 2012 ,

Rosso Dalmata

ROSSO DALMATA

2012 - U.D.U. Records/Lunatik
[Uscita: 3/04/2012]

Rosso Dalmata    Udu Records Ecco un disco che aggredisce e non dà tregua. Undici tracce che conquistano mente e corpo pervadendoli di energie estreme e irresistibili. Un disco che sfoggia un parterre di collaboratori che esaltano il suono della band bolognese senza mai snaturarlo, ma arricchendolo di colori e sfumature che contribuiscono a costruire il granitico impatto sonoro con cui l’intero lavoro travolge l’ascoltatore. Mixato da David Lenci (Linea 77, Uzeda, One Dimensional Man, Teatro degli Orrori) e masterizzato da Carmine Simeone (Subsonica, Skin, Tony Levin), il disco fonde sonorità britanniche con sperimentazioni armoniche e lessicali tipiche di certa avanguardia italiana. È un disco trascinante e coinvolgente. Fra Kaiser Chief e Bluvertigo, Franz Ferdinand e Subsonica, Futurheads e Franco Battiato. Perfetta la scelta del primo singolo Mina si fa di ketamina ,  in cui troviamo un celebre monologo del film “trainspotting” reinterpretato dopo sedici anni dallo stesso doppiatore, Christian Lansante.

 

Ma è l’intero volume a essere fonte di undici potenziali hit single. Il cubo di Rubick, Antistress, ma su tutte Adoro il 69 e Onda sinusoidale (con) fondono e avvolgono con la loro spiazzante e geniale mistura di elettronica tribale e armonie pop, mentre riff da battaglia e trame ritmiche e melodiche ora retrò ora futuribili, costringono alla danza e alla celebrazione del suono. I Rosso Dalmata, dopo neanche due anni di vita, stravolgono il panorama musicale italiano facendolo crescere. Loro, insieme a pochi altri, possono rappresentare, o meglio, già rappresentano un ulteriore passo nell’evoluzione di una scena che fino all’altro ieri era per lo più ripetitiva e stantia. Complimenti quindi a questa superba band bolognese nata dalla fertile mente di Frank Lav  (basso, chitarra elettrica, synth) che, con Marco Baricci (voce), Guido Adam Terracciano (chitarra elettrica e chitarra synth), Herb De Masi (chitarra elettrica), Mark Mad Honey (batteria) e Dari Benedetti dei Dhamm (chitarra elettrica) ha saputo dar vita a un disco bellissimo che affianca alla poliedricità sonora testi intelligenti e ricchi di ironia e di ombre, in un felice connubio di sapiente scrittura e profonda sostanza. A tratti irriverenti, i versi giocano con sopraffini giochi di parole o di senso affrontando temi quotidiani in maniera inusuale, non banale e si insinuano in chi ascolta (o anche solo legge) con la forza propria delle cose concrete. Musica creativa e ispirata, testi curati e intelligenti. Cosa chiedere di più ... grande disco!

Maurizio Galasso

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