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9 giugno 2015 ,

Colin Stetson and Sarah Neufeld

NEVER WERE THE WAY SHE WAS

2015 - Constellation Records
[Uscita: 28/04/2015]

Stati Uniti-Canada    #consigliatodadistorsioni    

 

colin stetson CST113cover_1400px“Il potenziale per il sassofono è illimitato", sosteneva Steve Lacy e sicuramente Colin Stetson lo ha esplorato in innumerevoli forme, sia attraverso lo stile della respirazione circolare che riprende le tecniche di Evan Parker, sia attraverso l’espressività polifonica prodotta da microfoni posizionati su varie parti del corpo, in grado di moltiplicare la quantità e le direzioni del suono. Dopo l’uscita dei tre volumi dedicati alla nuova storia della guerra (“New History Warfare”, 2007-2013), Colin Stetson abbandona le sonorità hardcore avant-jazz per dedicarsi ad ambientazioni più introspettive. Lo fa insieme a Sarah Neufeld, violinista canadese nota per l’appartenenza agli Arcade Fire, ma anche per le sonorità folk-rock, ambient e minimal che hanno contraddistinto il suo ultimo “Hero Brother” (2013). Il passato recente di Colin Stetson è legato certamente alla suddetta eccellente trilogia New History Warfare, ispirata a “La sottile linea rossa” di Terrence Malick, che scava in profondità il senso della guerra e quel contrasto che mostra l’inutilità della sofferenza umana di fronte ad una natura bellissima ed indifferente.

 

Questo contrasto heideggeriano è accentuato ulteriormente con decostruzioni annichilenti che rimandano agli ascolti di “Aesthethica” dei newyorkesi Liturgy. Nulla di tutto questo è invece presente nell’ultimo “Never Were The Way She Was” che, al contrario, si sviluppa su canoni diametralmente opposti, insistendo sempre sugli spazi della coscienza, ma con sarahuna vocazione più intima.  E’ certamente il minimalismo l’anello di congiunzione che lega Colin Stetson a Sarah Neufeld. Le trame di sassofono e violino assumono le forme melodiche dei colori autunnali come nella splendida And Still They Move. L’album si sviluppa intorno a pulsazioni armoniche (The Sun Roars Into View), tracciando le linee di paesaggi scuri (Won’t Be A Thing To Become), minimalismi ipnotici (In The Vespers), narrazioni gotiche (With The Dark Hug Of Time), desideri intimi e malinconici di eternità (Never Were The Way She Was). La conclusiva Flight riprende le linee melodiche di And Still They Move e chiude un album particolarmente denso. Notevolissimo.

 

Voto: 8/10
Felice Marotta

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