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20 aprile 2019 ,

BeMyDelay

BLOOM INTO NIGHT

2019 - Boring Machines - LP
[Uscita: 01/03/2019]

bemydelaya1131384342_10Una versatilità di inquieta e insaziabile ricerca e un'impronta identitaria inconfondibile. Marcella Riccardi (nella foto giù a destra), dopo le esperienze nei Massimo Volume, Franklin Delano e Blake/e/e/e è dal 2011 nel suo progetto solista come BeMyDelay. Arrivata al suo terzo album, dopo "To The Other Side" (2011) e "Hazy Lights" (2013), anche per questo ultimo "Bloom Into The Night" elegge a etichetta di rappresentanza Boring MachinesSi tratta di otto tracce ben strutturate rispetto alle tonalità rarefatte e volutamente sfibrate e sfilacciate di "Hazy Lights". Arrangiamenti e voce sono sofisticati, della sua consueta raffinatezza ma perfettamente caratterizzati e cesellati. Stupisce questa meravigliosa artista nella sua capacità di narratrice delle pieghe intimistiche dell'anima. Sa colpire e sa emozionare sia che si muova su un folk blues che sa di primitivo e di arcano o che diventi minimale e diluito. Qui invece prevale la forza evidenziatrice della voce che si inerpica in inedite e ineguagliabili esplorazioni emotive. Sembra una salmodia declamata da una poetessa ermetica il cui simbolismo si ravvisa nelle sfumature delle tonalità, nei sussurri e nelle vibrazioni più che nelle parole dei testi. La sua chitarra è un inciso e gli arrangiamenti enfatizzano un'idiomaticità gestuale, quasi onomatopeica.

 

beE se Holes in the Brain o Love Hurts propongono racconti interiori di apertura e lussureggiante intensità che ben si raccordano con l'incedere strumentale (Dominique Vaccaro ci ha dato prova della sua abilità con le sue tramature decisamente roots nel suo ultimo "Steadfast on Our Sand" come J.H. Guray e qui la sua presenza si avverte) pezzi come May You Feel my Love e Three Swords sono elegie crepuscolari astratte che provano a sondare le ombre, il recondito, l'inesprimibile nostalgico. I riverberi siderali e la levità del finger-picking si agganciano all'estetica visionaria e sognante che abbiamo incontrato in alcuni tra i più bei lavori usciti per l'etichetta di Treviso. Si pensi a Maurizio Abate o a Rella the Woodcutter con i quali non a caso BeMyDelay ha collaborato per affinità elettiva. Ma qui c'è l'incanto di una voce femminile davvero unica che ci introduce con grande potenza evocativa ad esplorare l'inedito di un sentire che paradossalmente non si demanda al linguaggio o alla semantica linguistica. E qui la sua voce trascolora in suono, in eco e unicum ancestrale.

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

Audio

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