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1 aprile 2012

Romanzo di una strage

Marco Tullio Giordana

2012 - Italia

Romanzo di una strage (drammatico, Italia 2012, 129 min) Regia di Marco Tullio Giordana, Uscita: 30 Marzo 2012 con Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon, Laura Chiatti, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Giorgio Colangeli, Omero Antonutti, Thomas Trabacchi, Giorgio Tirabassi, Fausto Russo Alesi, Denis Fasolo, Giorgio Marchesi, Andreapietro Anselmi, Sergio Solli, Antonio Pennarella, Stefano Scandaletti, Giacinto Ferro, Giulia Lazzarini, Benedetta Buccellato. 

 

Marco Tullio Giordana e Pier Paolo Pasolini. Il Romanzo delle stragi, parte degli "Scritti Corsari" dell'uomo di Casarsa prende corpo vivo e sangue nel capolavoro poetico del regista milanese. Una tragedia classica. Tre le figure centrali che il Fato (o chiamatelo come volete) unisce in un vortice di solitudine e morte. Un commissario di polizia, Luigi Calabresi e un ferroviere anarchico, Giuseppe Pinelli (straordinariamente impersonati rispettivamente da Valerio Mastandrea e Pierfrancesco Favino). Su fronti opposti, ma empaticamente accomunati dal senso etico e dall'umana pietas. Il 12 dicembre, la caccia ai rossi, agli anarchici, ai traditori della Patria (quale Patria, quella nata dalla Resistenza o quella evocata dalle scorie della X flottiglia MAS di Junio Valerio Borghese e dalla sua accolita di varia estrazione sociale?) cambia tutto.

 

Pinelli vola dal quarto piano della questura di Milano, Calabresi diventa il capro espiatorio sia per lo Stato e le sue derive sia per la sinistra istituzionale ed extraparlamentare; le leggi speciali non saranno varate e non diventeremo l’Italia dei Colonnelli, ma inizierà una guerra civile sotterranea che in superficie lascerà giovani vittime sacrificate alla ragion di stato, all’ignoranza, alla fede cieca, alla semplice cecità intellettuale. La terza figura, magistralmente evocata e trasposta più che interpretata da un sublime Fabrizio Gifuni è la dolente, impotente, dilaniata e umbratile maschera di Aldo Moro, ai tempi ministro degli esteri. Nove anni dopo morirà anche lui. Il tormento e la colpevole coerenza, la macerazione e il chiudere gli occhi dopo aver visto. 'Io so!, scrisse Pier Paolo Pasolini. Noi sappiamo. Abbiamo sempre saputo. Ma i morti di Piazza Fontana e i mille altri non hanno mai avuto giustizia, mai forse la avranno se non nei nostri cuori e nelle nostre menti. Un film che andava fatto. Un film che va visto.


Maurizio Galasso

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