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19 luglio 2014

LogoS

L’ENIGMA DELLA VITA

2014 - Andromeda Relix
[Uscita: 09/05/2014]

logos enigma                                                # Consigliato da Distorsioni

Verona e Mestre distano geograficamente poco più di cento chilometri ma nel nostro caso sono separate nel tempo da quasi sei lustri, ovvero quanto necessita per collegare una band emergente scaligera, i LogoS, ad una formazione di origine lagunare decisamente più conosciuta, Le Orme. E' infatti la primavera del 1996 quando un trio di giovani veronesi inizia a muovere i primi passi in ambito musicale omaggiando Tagliapietra e soci attraverso le rivisitazioni di loro successi quali “Gioco di bimba” e “Cemento armato”,pagine fondamentali del prog italiano. Queste apprezzate performance live e la composizione di brani inediti concorrono a far si che nell'arco di poco tempo i LogoS riescono nell'impresa di auto produrre due progetti  (l'omonimo “LogoS” del 1998, registrato in presa diretta ed il successivo “Asrava” del 2001), raccogliendo buoni consensi. La mancanza di stabilità nella band, dovuta a ripetuti cambi di line-up, porta ad un periodo artistico costellato di alti e bassi. Adesso a  distanza di tredici anni, i fondatori storici si ritrovano e ci consegnano “L'enigma della vita”, convincente e maturo episodio che attraverso i suoi suoni e le sue liriche ci conduce negli abissi misteriosi dell’esistenza umana. 

 

Dopo l'intro strumentale di Antifona, il concept si inoltra nel proprio cammino guidato dalla struggente chitarra di Massimo Maoli in Venivo da un lungo sonno. Il synth in bella evidenza di In fuga riporta alla memoria atmosfere tanto care ai nostalgici del seventies, anticipando le articolate liriche di Alla fine dell'ultimo capitolo  immerse nel drumming di Alessandro PerbelliniNei sette minuti di N.A.S  emerge tutta la tecnica dei musicisti, impegnati in divagazioni di stampo crimsoniane  ed in cui tiene banco il basso di Fabiologos Gaspari. La title track irrompe a metà strada  ed apre una seconda parte del disco in cui la dimensione sospesa di In principio, dominata dall’hammond e dalla voce sognante di Luca Zerman prende il sopravvento. La vena ritmica prog riesplode in Completamente estranei prima del  delicato intermezzo pianistico  eseguito da Claudio Antolini in In quale luogo si fermò il mio tempo. La Pioggia in campagna risulta  il degno epilogo di questo avvincente racconto, chiuso dalla strumentale  Il rumore dell'aria.  L'intrigante cancello di copertina non aspetta altro di essere varcato; solo così sarà possibile risolvere l'enigma.  

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

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