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1 giugno 2014

Candor Chasma

THE KEY

2014 - Old Europa Cafè
[Uscita: 22/04/2014]

candorchasmathekey-250x250Il grande eclettismo di Simon Balestrazzi può essere facilmente tradotto anche dalla grande quantità di progetti collaterali che porta avanti. Candor Chasma, insieme a Corrado Altieri, è stato uno dei nomi più prestigiosi del Destination Morgue 2014 (festival romano dedicato alla musica industriale), dopo l’ottimo esordio con “Rings” del 2012, sempre su etichetta Old Europa Cafè. A Candor Chasma si deve senz’altro il grande merito di aver rivalutato la vecchia scuola industrial, depurandola da tutte le contaminazioni post. Sebbene stiamo parlando di due tra i più grandi esponenti dell’elettronica nostrana, è doveroso precisare fin da subito che l’effettistica e la strumentazione su cui hanno lavorato in questo progetto è unicamente analogica. Gli intenti, ben evidenti anche dalla stessa ragione sociale, sembrano voler essere quelli di dimostrare che nulla è realmente ciò che sembra e che per entrare in sintonia con la grande vibrazione universale bisogna illuminarsi di oscurità. Ossia cercare la verità per vie impervie e traverse, cogliere l’intuizione folgorante viaggiando contromano. Il Candor Chasma è il cratere del sistema Valles Marineros, sul pianeta Marte, un deposito misterioso di sedimenti inesplorati. Per eccellenza può identificarsi con un contenitore di risposte destinato a rimanere sigillato e allo stesso tempo a destare curiosità e vani tentativi di profanazione. Dalle traiettorie cicliche e indefinite degli anelli del primo lavoro, alla chiave immaginaria che per le scienze occulte dovrebbe rivelare l’accesso a dimensioni extrasensoriali, in questa musica la forte dose di cripticità e inquietudine latente vuole essere il tratto sincretico in cui la materia cade in dissolvenza e il reale si apre al mistero cosmogonico. Le due opere sono sottilmente unite da una ricerca sonora mirata e forse, per altri versi, incredibilmente ambiziosa. Trasmettere una forma altra di rivelazione dei sensi.

 

Candor ChasmaUna lettura fortemente soggettiva e intimistica e allo stesso tempo universalistica di logica astratta. Gli otto pezzi del CD in edizione limitata, raccontano per ‘episodi’ e per ‘tappe’ la vita di Helena Petrovna Hahn, meglio nota come Madame Blavatsky, teorica della scienza teosofica di origini russe, vissuta nella seconda metà dell’Ottocento. Un imprimatur di estremismo e abrasione tipico del genere industriale, un concretismo che gioca con la manipolazione e con le frequenze per dare voce ad uno stato d’animo più che per trovare soluzioni choc ad effetto. Hyde Park (August 12, 1851) sono una serie di impulsi a bassa frequenza che si propagano per decompressione. La loro staticità è in parte dissipata da una serie di indecifrabili field recordings con stralci di voci fuori fuoco. Man mano che si procede nell’ascolto -Calcutta (1855)- il sentore umano trasmuta in qualcosa di robotico sempre più alieno e indecifrabile (impossibile evitare l’associazione con un celeberrimo brano dei Popol Vuh: In Den Gaerten Pharaos nda). The Balkans (1867) e al-Qāhirah (1871) giocano invece con la percezione temporale. La sensazione che predomina non è quella di scorrimento ma di apnea statica, vortice metronomico che poi finisce per identificarsi con un palpitare cardiaco di smarrimento e di trapasso. In New York (April 3, 1875) l’oscillazione diventa amniotica, ottenebrante. La ripetitività è quasi ipnotica. Si arriva ad una fase di intensità crescente in cui la musica è funzionale ad una sperimentazione psichica. Il grande merito di non aver attinto a nessun supporto digitale oltre ad aver ulteriormente rivelato il talento dei due musicisti ha enfatizzato e amplificato il gioco inconscio dell’associazione mentale, del flashback visivo, del viaggio introspettivo. Una vera e propria trance immersion -Adyar (1883) e S.S.Eunomia pt.2- in cui aleggia uno spiritualismo atmosferico che per la prima volta prevale sul senso di cupezza e di freddezza ottenuto da suoni campionati.

 

Voto: 7.5/10
Romina Baldoni

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