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8 Ottobre 2026 , →

AA.VV. No Capitulation

2026 - Capit Mundi?
[Uscita: 18/05/2026]

Che già il titolo di questa compilation, ma forse dovremmo parlare di opera cospiratoria collettiva, immaginata e messa in piedi da un indomito esponente del mai riconciliato punk come Paolo Palmacci, dovrebbe indurci almeno alla curiosità per ascoltare di che si tratta. Se i nomi dei partecipanti non ci dicono nulla, d’altronde le band e i musicisti coinvolti partecipano con i bizzarri nomi affibbiati dallo stesso Palmacci e funzionali al mondo libero e anarchico dell’utopica città di Hpyrloo (pronuncia a-capirlo), immaginata dall’autore come luogo di resistenza e di libera espressione di tutte le culture underground e di chi non vuole sottomettersi. Non a caso la copertina del vinile, bellissima confezione comprensiva della fanzine Capitzine, è opera di Tanino Liberatore che sbatte in faccia al mondo un bel dito medio del suo Ranxerox, stampato in 300 copie il disco è ordinabile tramite la pagina bandcamp. “No Capitulation” è un’opera che va apprezzata nella sua interezza, non solo la musica, ma anche i video, la fanzine allegata con i suoi collage, disegni, interventi e infine con la creazione dell’immaginifica città di Hpyrloo, versione della campanelliana “Città dell’oro” nel tempo catastrofico del terzo millennio. A proposito se acquistate il disco troverete anche il modulo per chiedervi la residenza! Intorno a questo progetto si sono coagulate alcune delle menti migliori della scena underground italiana dalla voce dei Gronge Tiziana Lo Conte a Giacomo Spazio, ai due sperimentatori Vittorio Nistri e Filippo Panichi, al chitarrista Claudio Moneta a Dario Antonetti, ma tutti i partecipanti li potrete scovare nella fanzine, infatti vengono presentati sotto nomi fittizi e fantasiosi, immaginati per l’occasione dallo stesso Palmacci. E poi scelti dai vari musicisti. Come in tutte le compilation anche questa vive fra il filo rosso che lega le varie canzoni, e questo è fondamentalmente lo spirito punk come voglia di non omologarsi, e lo stile proprio di ogni artista, anche se a legare le varie tracce ci sono gli inserti creati dallo stesso Palmacci, nove reclame fittizie che ironizzano sull’incubo mediatico che oggi ci investe. Venendo alle tracce si parte con l’electro-punk How To Catch The Latex di Jim Secjelagotch, segue il punk-metal ruggente e ironico di Punkiderma con Peso Ergo Sum, l’atmosfera si fa plumbea con Tcytuah che con Ci Sono Guerre entrano nella carne viva e putrida della realtà contemporanea, su suoni industrial cupi e sferraglianti il canto angosciato e rabbioso ci parla di genocidio e neoliberismo. Dopo un sognante trip hop di Noir Honey sono i Miss Antropussy a non fare sconti alla realtà malata dei nostri giorni, il loro lungo brano Agent Orange Returns è diviso in due parti, una prima ipnotica wave irriverente nel cui testo e nel video che lo accompagna si disegna un legame fra gli USA del Vietnam, l’AO del titolo è il terribile defoliante che veniva lanciato sui villaggi vietnamiti, e la politica guerrafondaia di Trump, la seconda parte ci fa sprofondare nelle atmosfere luttuose e dark dell’inquietante contemporaneo. Dopo il caos sovversivo dei Sonic Barabba, M’incul Pop stravolge le regole del cantautorato, chiude Tom Binou alias lo stesso Palmacci in una sconsolata invettiva contro l’oggi e chi ha permesso che si arrivasse a questo punto. Ma il senso di sconfitta e di sconforto che emerge talvolta dall’ascolto del disco non significa per nulla arrendersi, si può lottare, si può creare un luogo immaginario di resistenza come Hpyrloo e comportarsi come se fosse reale, un po’ come l’astronave da dirottare per il Kantner di “Blows Against The Empire”, ma non ci avranno mai come volete voi. Segnaliamo anche che Paolo Palmacci sta censendo e mettendo online centinaia di fanzine punk, per chi fosse interessato basta andare sul suo sito.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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