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8 Ottobre 2026 →

Nina Winder-Lind Wild Love

2026 - Transgressive Records
[Uscita: 14/08/2026]

Circa un anno fa il disco delle inglesi The New Eves era stato uno dei più brillanti esordi ascoltati nel 2025, talmente originale che quasi tutti gli addetti ai lavori avevano fatto fatica a incanalarlo in un determinato filone musicale. Come sonorità si avvicinava molto a gruppi al femminile come Slits e Raincoats e in generale al Post Punk britannico deviato degli Eighties. Da quella bella formazione, tutta al femminile, emerge la figura della violoncellista Nina Winder-Lind,  che dopo “The Spirit Is Carnal”, interessante Ep edito prima del debutto del suo gruppo madre ovvero nel 2023, esordisce in versione adulta con “Wild Love”. Con questo disco in pratica s’infila a testa bassa nella fittissima schiera di cantautrici che hanno fatto grande il nuovo millennio ma lo fa con una personalità tutta sua. L’album esce per la londinese Transgressive Records e si compone di undici composizioni originali dove non sono tante le affinità con le New Eves. E questo è un punto di forza. Il disco è stato prodotto da Jack Ogborne e registrato a Bristol in due differenti studi, uno dei quali all’interno d’una chiesa riconvertita, perfetta per certi umori e sapori che si ascoltano nel prodotto finale. Che la ragazza, svedese di nascita ma adesso residente a Brighton, abbia ascoltato Lou Reed e molto Patti Smith appare evidente. Del Velvet Underground riprende solo il titolo di uno dei suoi pezzi più cupi e ossessivi, Street Hassle , brano che apre il disco ma non è una cover. Con la donna di Chicago sono anche troppo marcate le similitudini, vedi alla voce Girls, Headfirst e il gran finale di Foremothers che sono fra le cose migliori ancorché troppo vicine alla Patti Smith del primo periodo. Ma non per forza è un difetto. This Is Our Life è molto scarna, ancora Velvet Underground style, lo stesso si può dire di You’re Not An Angel, dove una grande come PJ Harvey può essere tranquillamente scomodata. Nina Winder-Lind, nel suo esordio solista mette in pratica da parte il suo strumento principe e si affida sovente alla chitarra elettrica, ma non solo. Ricorre al piano in Grandma And Robert De Niro, una ballad stralunata su sentieri Raincoats mentre si fa accompagnare dall’organo di Francesca Brierley, già collaboratrice della New Eves, in HYMN, triste e malinconica. Lo stesso accade per due splendide slow tracks come Everything About You e la breve When The Cranes, sorta di nenie stranianti e allucinate, fra le vette assolute del disco. “Wild Love” alla fine è indiscutibilmente un bel disco se non addirittura ottimo. Nina Winder-Lind ha talento e quest’album lo dimostra, il coraggio di osare non le manca certo, la speranza però è che questa avventura solista non porti a fratture o peggio allo scioglimento di quella meravigliosa creatura chiamata The New Eves. Solo una supposizione la nostra, nessuna voce in proposito conduce in questa direzione.

Voto: 7.5/10
Ricky Martillos

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