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9 gennaio 2018

No Strange

IL SENTIERO DELLE TARTARUGHE

2017 - Area Pirata-Psych Out Records - LP ed. limitata
[Uscita: 8/12/2017]

#consigliatodadistorsioni

 

La cifra artistica dei No Strange, storica band psichedelica torinese, è sempre stata di ragguardevole livello, dagli esordi, nei medi anni Ottanta, ai nostri giorni, permeati da inclinazioni volgari e conformistiche. Coerenza nella diversità, reductio ad unum delle molte istanze culturali nutrite dai due alfieri del gruppo, Alberto Ezzu e Salvatore “Ursus” D’Urso, laddove l’unità espressiva nella loro musica si apre al molteplice come un ventaglio di possibilità in ininterrotto flusso e come per irradiazione spontanea. Nell’universo “No Strange” la musica non è solo musica: è filososfia, stile di vita, statuto esistenziale. Il successo commerciale non vi ha luogo come concetto, non è un fine: conta solo il rispetto di se stessi nell’atto della creazione artistica, senza allontanarsi dai propri battiti vitali.

Si può, quindi, senza tema di smentita, affermare che i No Strange non abbiano mai tradito e che la loro musica, nel corso di un trentennio dove il mondo è stato rivoltato come No strange libroun guanto, si mantenga non adulterabile dalla mercificazione corrente, perché senza tempo. Così anche in quest’ultimo lavoro, uscito in solo vinile e in edizione limitata a trecento esemplari, con accluso il CD contemplante in versione digitale il libro No Strange E Sogni Correlati”, un caleidoscopio intrigante pregno di aneddoti e testimonianze biografiche e artistiche che affrescano mirabilmente tutto un periodo della psichedelìa italiana degli ultimi lustri, non solo dei due leaders del gruppo ma anche di personaggi importanti per la loro crescita artistica, uno fra tutti il poeta underground Gianni Milano, sotto l’abile regia di Fabrizio Della Porta.

 

Edizione limitata e colorata, si diceva, per “Il Sentiero Delle Tartarughe, con la copertina di stampo lisergico disegnata superbamente da Ursus, dieci tracce sonore distribuite tra lato A e lato B, di schietta matrice psichedelica. D’altronde, con i No Strange no strangesi gioca a carte scoperte in quanto a riferimenti musicali e culturali: dalla cosmografia spaziale dei Pink Floyd ai Corrieri Cosmici teutonici (Ash Ra Tempel, Popol Vuh, su tutti), dalle suggestioni curvilinee di Terry Riley e La Monte Young agli stilemi elettronici e sperimentali di Karlheinz Stockhausen. E ancora: suggestioni orientali, filosofia Zen, esemplificate dall’uso di strumenti quali la tanpura, il sitar, il duduk armeno. Ecco perché ogni album dei Nostri suona così originale e unico, ricco di spunti meditativi fertilissimi e peculiare in ogni singola nota che compone la complessa architettura del loro suono. Brani come Vuoto Mirabile, riflessione dell’anima per cori gregoriani e tappeto di nostrange_picnote psichedeliche (con la bellissima voce di contralto di Paola Scatena a far da sfondo), non priva di pennellate di folk ancestrale, o come Martian Manhunter, scorribanda nei territori ‘krautiani’ più impervi e intriganti, lasciano il segno nell’ascoltatore. Un pulviscolo stellare che si deposita sulle ‘papille’ uditive. Così come tracce quali Il Sentiero Delle Canzoni Lontane, lunga cavalcata sonora nel cuore della cultura orientale con frammenti di ispirazione sperimentale di rimarchevole livello, o il breve segmento finale di Meditazione Della Madre Terra, esemplificano il concetto di musica globale cui i No Strange attingono, da maestri, a piene mani. Capolavoro.

Voto: 8/10
Rocco Sapuppo

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