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25 gennaio 2013 , ,

2013: il ritorno di David Bowie

Il giovane Bowie era un mod: 1964-1966

1964-1966 - Parlophone-Pye

david bowie modDistorsioni ha annunciato il ritorno artistico di David Bowie nell’anno del signore 2013 nella News dell’8 Gennaio di Marina Pinna, in occasione del suo 66esimo compleanno. Abbiamo deciso di celebrare in questo primo scorcio di anno nuovo il grandissimo artista mutante dedicandogli “2013: il ritorno di David Bowie", uno Speciale contenitore  che prevede una serie di articoli intercomunicanti – comprendenti  la riproposta di pezzi pubblicati in passato su Distorsioni - collegati anche ad alcuni eventi di questi e dei prossimi giorni e mesi riguardanti il duca bianco. Dopo il racconto della riuscita “AA.VV.: BOWIE GOLD EDITION – ZIGGY STARDUST – The Italian spider from garage” della vicentina Youthtramp, tra qualche giorno pubblicheremo la recensione della nostra collaboratrice Rossana Morriello sulla mostra fotografica di Bologna in corso - 29 Novembre 2012/2 Febbraio 2013 - alla Galleria Ono Arte Contemporanea che ha per titolo "David Bowie: Berlino, a new career in a new town", dedicata agli anni berlinesi. Un libro con lo stesso titolo è il catalogo della mostra, edito dall'editore Auditorium di Milano.

 

Al Victoria & Albert Museum di Londra si terrà poi un’altra mostra, dal 23 marzo al 28 luglio 2013, intitolata “David Bowie is”: raccoglierà oltre 300 oggetti di vario genere (foto, film, costumi originali, disegni per copertine, testi manoscritti delle canzoni, etc.) presi dall'archivio di Bowie, celebranti l'intera sua carriera. Naturalmente  l’avvenimento chiave delle celebrazioni è la pubblicazione, a 10 anni da “Reality”, l’11 Marzo 2013 (per l’Europa), del nuovo album in studio  di Bowie, “The Next Day": anche il nostro “2013: Il ritorno di David Bowie” culminerà nella recensione del nuovo album. Intanto godetevi questo interessante racconto di Francesco Ficco dell’ ‘absolute beginner’ mod David Jones nella Swinging London della prima metà anni ’60, inizi seconda: così inizia l’incredibile avventura artistica di uno degli musicisti/artisti più eccentrici, eclettici, geniali ed influenti del XX e XXI secolo. (Pasquale Wally Boffoli)

 

 

IL GIOVANE DAVID BOWIE ERA UN MOD:  1964-1966 -  THE KINGBEES, THE MANISH BOYS

 

bowiemodNel marzo 1965 David Bowie incontrò i Lower Third al Gioconda Coffee Bar su Denmark Street a Soho, considerato il centro del business musicale di Londra e posto di ritrovo per musicisti. David era fresco dell’esperienza con i Kingbees (come Davie Jones) con i quali aveva realizzato un 45 giri, Liza Jane (Leslie Conn)/Louie Louie Go Home (Paul Revere) (Giugno 1964) ed i Manish Boys; con questa seconda formazione aveva registrato e pubblicato un singolo,I pity the fool/Take my tip, passato del tutto inosservato ma con buone premesse. La prima era la cover di un classico del vocalist soul americano Bobby Bland, Take my tip il primo brano in assoluto del giovane Bowie ad essere registrato. Per la cronaca The Manish Boys registrarono anche due covers, Hello Stranger di Barbara Lewis e Love Is strange di Mickey & Sylvia, agli studi Decca con la produzione di Mike Smith, ma non videro mai la luce, restando per sempre nei cassetti; in questi due brani appare Jimmy Page come chitarrista session man. Inutile dire che diventò subito il cantante solista dei Lower Third: Davy Jones (voce e sax), Denis ‘Teacup’ Taylor (chitarra solista), Graham Rivens (basso), Les Mighall (batteria) poi sostituito da Phil Lancaster. Anche Nicky Hopkins suonò il piano con loro in diverse session in studio.

 

DAVY JONES & THE LOWER THIRD

Molto influenzati dal sound degli Who, i Lower Third avevano una residenza regolare il sabato sera a La Discoteque, un club di R&B di Londra. Forti dell’esperienza live, iniziano a registrare alcuni demo al Central Sound Studio situato a Denmark Street, inclusa Born of the night (finora rimasta inedita) e due jingles radio per gli USA inclusa Youthquake clothing, scritta da David e Denis quando arrivarono in studio. Il loro primo vero singolo, ed david bowie modil secondo ad essere prodotto da Shel Talmy (che produceva anche gli Who), nome chiave nel racconto di questi giorni, esce il 20 agosto dello stesso anno per la sussidiaria della EMI, Parlophone: You’ve got a habit of leaving è la risposta agli Who di I can’t explain da parte di David & co, con chitarre freakbeat quanto basta per farne comunque un piccolo successo locale. Il retro Baby loves that way (che David ammise di aver depredato dagli Herman’s Hermits) vede anche Les Conn e Shel Talmy ai cori.

 

Il singolo verrà successivamente ristampato su 10” dalla See for miles Rds negli anni 80 insieme al singolo dei Mannish Boys. Il gruppo registrò anche Over the wall we go, successivamente ripresa da Oscar. Racconta il bassista Graham Rivens: “David di solito se ne stava sempre a casa a strimpellare la sua chitarra e a scrivere i testi delle canzoni, dopo ci riunivamo con gli altri e provavamo finchè il brano non era finito. Molte delle canzoni che facevamo insieme, tranne le parole del testo, erano uno sforzo di gruppo”. Ed ancora Shel Talmy: “Io e David registrammo insieme alcuni demo. Certo ancora non esisteva il multi traccia. Erano demo di alcune sue canzoni che avevamo pensato di registrare in futuro”. Ralph Horton divenne il primo manager ufficiale di David, all’epoca lavorava per Terry King come manager di Screaming Lord Sutch e dei Casuals. Inoltre faceva anche l’autista dei Moody Blues. Organizzò un po’ di serate per i Lower Third, di cui la prima proprio come band di supporto ai Moody Blues al Bromel Club di Bromley.

 

bowiemodAltri show includevano ingaggi nei weekend estivi ai Winter Gardens di Ventnor, e una serata come supporto a Johnny Kidd and the Pirates all’Isola di Wight. Il gruppo fece pure una serie di concerti pomeridiani per l’Inecto Show al Marquee che furono trasmessi da una radio pirata, Radio London, e sponsorizzati dai produttori dello shampoo Inecto. I Lower Third sul palco eseguivano solitamente brani di Kinks, Chim chim cherie (tratto dal film Mary Poppins!), e Mars, il tema della serie televisiva britannica The Quatermass Experiment. Sul finire del 1965, Horton telefonò a Ken Pitt, che era il manager di Manfred Mann e Crispian St. Peters, perché i Lower Third si trovavano in difficoltà economiche. Pitt sarebbe diventato il secondo manager di David, ma all’epoca non aveva tempo per il gruppo. Piuttosto suggerì a Horton di fargli cambiare nome, per via della già nota omonimia con il cantante dei Monkees. 

 

JONES MUTA IN BOWIE

Così David Jones divenne David Bowie nel novembre dello stesso anno. Nello stesso periodo la band fece un’audizione alla BBC, ma fu subito scartata; la motivazione era la stessa con la quale avevano scartato i Rolling Stones: la performance del giovane Bowie non era adatta per gli spettatori della BBC. La giuria fu particolarmente dura nel giudicare il cantato di David come “non eccezionale” e “stonato”, ma 2 anni dopo Bowie si ripresentava negli studi della Beeb con uno stile BowieModcompletamente diverso e che gli avrebbe assicurato il successo mondiale. La produzione del mod David si riassume in tre singoli dal sound sorprendentemente fresco ed originale (anche ascoltandoli oggi!) dopo aver posto la firma su un contratto che lo legava alla Pye Records.

 

L’anno si conclude con la prima apparizione fuori dal Regno Unito, inclusi due show al Golfe Dronot a Parigi, ed il concerto di Capodanno insieme ad Arthur Brown. ll 14 gennaio 1966 viene pubblicato il primo singolo col nome di David Bowie, Can’t help thinking about me/And I say to myself, prodotto da Tony Hatch per la Pye e per la prima volta distribuito anche negli USA su etichetta Warner Brothers. Seguiranno sempre nel 1966 I’m not losing sleep/I dig everything  e Do anything you say/Good morning girl.  I Lower Third si sciolgono di lì a poco per il mancato successo di vendite.

 

 

Discografia del giovane mod David Bowie

 

Davie Jones & The King Bees

Liza Jane (Leslie Conn)/Louie Louie Go Home (Paul Revere) (Giugno 1964)

Manish Boys

I pity the fool (Deadric Malone-Bobby Bland)/Take my tip (Marzo 1965)

bowiemodThe Lower Third:

You’ve got a habit of leaving/Baby loves that way (1965, Parlophone)

Singoli del giovane Bowie mod

Can’t help thinking about me/And I say to myself (Pye, 1966)

I’m not losing sleep/I dig everything  (Pye, 1966)

Do anything you say/Good morning girl  (Pye, 1966)

 

Compilation

Early On (1964-1966): compilation di 17 brani di Davie Jones & The King Bees, The  Manish Boys, The Lower Third e David Bowie  (Rhino, 1991)

I Dig Everything: 1966 Pye Singles (Pye,1999)

The Manish Boys: Bowie 1965! (2007)

Francesco Ficco

Video

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