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27 Maggio 2013 , ,

The Chrome Cranks MOON IN THE MOUNTAIN

2013 - Bang! Records - 12" mini-LP
[Uscita: 23/04/2013]

chrome cranks moon# CONSIGLIATO DA DISTORSIONI

 

Si riparla dei Chrome Cranks, ad un anno e qualche mese dall’uscita dell’incredibile “Aint No Lies In Blood”,  il primo lavoro in studio dopo 15 anni, rilasciato ad inizio 2012 su CD dalla Thick Syrup e su vinile dalla Bang! Records, due piccole etichette di nicchia americane: a tale riguardo qualcuno ha detto che il segreto della verginità e della potenza conservati dai quattro punk bluesmen di stanza a New York nel loro ritorno, a  quasi 20 anni di distanza dall’uscita del primo omonimo album, è da attribuire proprio al fatto che con “Aint No Lies In Blood” non sono passati ad una major, hanno avuto dalla Thick Syrup di Travis McElroy carta bianca sul nuovo materiale, rimanendo in un giro indie; crediamo che quel  qualcuno abbia proprio ragione! Si riparla di Peter Aaron e c. dunque: sia a proposito del tour imminente che compieranno in Europa in questa estate imminente  (il front-man ci fa sapere che saranno in Italia il 5-6-7 Settembre) sia per questo nuovo documento sonoro di 5 brani, “Moon In The Mountain”, un vinile 12" mini-LP che esce - appunto -  nuovamente per la piccola label di culto Bang! Records, quale appendice di fatto al nuovo disco del 2012 ed a supporto del suddetto tour europeo.

 

Moon In The Mountain tuttavia non è un nuovo lavoro dei Chrome Cranks a tutti gli effetti, è bene sottolinearlo, non si tratta di brani nuovi ma già editi, eccetto la title-track di 12 minuti registrata durante le sessions di Ain’t No Lies In Blood: l’EP è già uscito su CD nel 2012 per la Thick Syrup Records in edizione limitata a 300 copie, inviate solo a chi ha aiutato economicamente la band a sostenere spese pubblicitarie e di stampa all’interno della Kickstarter fund-raising campaign (conclusasi il 30 Aprile 2012) lanciata dai quattrochrome cranks live musicisti. Moon In The Mountain, che occupa tutta la prima side del vinile, è una lunga, lentissima, torturata litania chitarristica di dodici minuti, improvvisata in studio in bassissima fedeltà, potremmo ipotizzare ripescata dalla band dagli scarti e dalle frattaglie (e che frattaglie!) delle sessions di A.N.L.I.B: Aaron, Teel, Weber e Bert insistono in crescendo sullo stesso accordo, con variazioni minimali - un secondo accordo in cui il fragore noise delle due chitarre, giunto al culmine, sfocia – mentre il cantante emette solo poche disperate invocazioni.

 

Il picco d’intensità noise si registra tra il quarto e l’ottavo minuto, con le chitarre di Weber ed Aaron che si attorcigliano, poi il brano sfuma gradatamente e si ritorna al silenzio, lì dove tutto era iniziato: rimane alla fine l'intensa sensazione di aver ascoltato/assistito ad una sorta di solenne e tribale rito propiziatorio, all’invocazione di qualche potente forza della natura. I cinque brani della seconda facciata del vinile sono delle Peel Sessions: cinque brani registrati nel dicembre 1995 dai Cranks dal vivo nei Maida Vale Studios londinesi della BBC. Stiamo parlando del periodo migliore della carriera della band in assoluto, nel quale essa esprime il massimo della sua potenza selvaggia, e questo trapela alla grande da queste cinque feroci, assatanate esecuzioni, cariche di furia virginale e sublimante: Backdoor Maniac è tratto dal primissimo “Chrome Cranks” del 1994, Down so Low dal secondo lavoro “Dead Cool” (1995), Wrong Number e We’re Going Down da “Love In Exile”, forse il più conosciuto album dei C.C. ma non certamente il migliore.

 


chromecrankslive2:35
 infine, l’unica cover presente, firmata Kember (alias Sonic Boom)/Pierce è in origine un brano del 1984 degli Spacemen 3, pubblicato per la prima volta nel loro album Taking Drugs to Make Music to Take Drugs To” (1990). Il picco esecutivo di questi cinque brani è raggiunto comunque dai quasi otto minuti finali di Down So Low: i Chrome Cranks, lanciatissimi ed in una forma smagliante, si cacciano nel corso del brano in un’improvvisazione ispiratissima, citando anche I Wish You Would, un classico del rock blues; come loro abitudine rallentano, sezione ritmica al lumicino se non al silenzio, per poi esplodere attraverso un finale devastante. Un documento sonoro imperdibile per i fans ad oltranza dei C.C., sei preziose unreleased tracks da porre accanto - per i completisti – alle altre, altrettanto imperdibili, compilation uscite in passato, in cui si recuperava praticamente tutto della band: "Murder of time, 1994-1996 " (2009, Bang! Records), "Diabolical boogie - singles, demos & rarities" (2007, Atavistic Records), “Oily Cranks” (1997, Atavistic R.).

  

Voto: 8/10
Pasquale Wally Boffoli

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