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16 maggio 2016 ,

Jesu/Sun Kil Moon

GOOD MORNING MY LOVE

2016 - Caldo Verde
[Uscita: 22/01/2016]

Inghilterra-Stati Uniti

 

jesusunkilmoonOR_1453218270Occorrono diversi ascolti per riuscire ad entrare in sintonia con questo lavoro di Jesu/Sun Kil Moon e con le personalità antitetiche dei suoi protagonisti. Mark Kozelek, attualmente impegnato nei Sun Kil Moon, è stato il fondatore dei Red House Painters e tra gli ispiratori del genere slowcore. Justin Broadrick, oltre ad esser stato uno dei fondatori dell’industrial metal con i Godflesh, ha lavorato su una infinità di progetti, di cui è doveroso segnalare i Techno Animal e gli attuali Jesu. L’incontro tra i due musicisti era per certi versi inevitabile se si pensa che il progetto Jesu nasceva dall’idea di mescolare insieme l’industrial-metal e lo slowcore, tanto forte era l’influenza dei Codeine e dei Red House Painters nei lavori del dopo Godflesh. Uno dei primi incontri tra Mark Kozelek e Justin Broadrick avviene nel 2009 con la pubblicazione dell’EP “Opiate Sun” da parte dell’etichetta Caldo Verde del musicista americano, bissata nel 2011 con la pubblicazione dell’album “Ascension”.

Good Morning My Love si sviluppa intorno alle personalità forti dei due protagonisti. Da una parte c’è il folk oscuro ed inquieto di Kozelek che procede come un flusso di coscienza ininterrotto, una sorta di lettura ad alta voce del diario della propria vita. Dall’altra ci sono le ambientazioni cromatiche con cui Justin Broadrick cerca di dare forma e volume a quel flusso ininterrotto di parole. Ma l’esperimento funziona solo in parte, come nell’iniziale e ruvida Good Morning My Love o nella splendida e luminosa A Song Of Shadows. Al contrario, brani come Last Night/I Rocked The Room Like Elvis And Had Them Laughing Like Richard Pryor e la conclusive Beautiful You mostrano una prolissità eccessiva.

Lo stile kozelekiano emerge maggiormente nella notevole Fragile e in America’s Most Wanted Mark Kozelek And John Dillinger, che descrive il diario di un viaggio da Perugia a Vasto. Discorso a parte merita la splendida Exodus, registrata assieme ai Low e a Rachel Goswell degli Slowdive e dedicata al figlio prematuramente scomparso di Nick Cave. Brano che Kozelek trasforma sapientemente in una metafora dolorosa della vita.

Voto: 6.5/10
Felice Marotta

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