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16 febbraio 2016 ,

Ty Segall

EMOTIONAL MUGGER

2016 - Drag City Records
[Uscita: 22/01/2016]

Stati Uniti

 

Emotional MuggerAbbiamo passato il 2015 in attesa di un’uscita solista di Ty Segall, dopo il breve “Mr. Face EP” del gennaio scorso. In realtà, Ty Segall ha continuato a pubblicare anche durante il 2015 a nome Ty Segall Band, un “Live In San Francisco”, per non parlare dell’uscita del secondo album dei suoi FUZZ. Ty Segall ha sempre abituato ad una quantità impressionante di pubblicazioni, secondo solo forse a John Dwyer e i suoi Thee Oh Sees. Dal 2012, anno mirabilis in cui Segall fece uscire 3 dischi, la tensione creativa ha guadagnato in maturità, “rilassando” i tempi di pubblicazione. Per cui abbiamo  “Sleeper” e il disco d’esordio dei FUZZ nel 2013, il solo “Manipulator” nel 2014, uno striminzito EP a gennaio 2015 e a fine anno come abbiamo detto, il secondo lavoro dei FUZZ. Nel frattempo, Segall ha fondato anche un progetto a nome GØGGS.

Emotional Mugger”, anticipato da una curiosa versione promo in VHS (e da un video in cui Segall, in camice bianco, spiega cos’è l’”emotional mugging”) è l’inevitabile resa dei conti con il monumentale e acclamato Manipulatoril disco che trascende tutto il percorso di Segall, dai brodi primordiali del garage lo-fi fino alla riscoperta hard-rock, il punto d’arrivo, la summa, il climax di un percorso che Emotional Mugger ha il compito sventurato di dover reimpostare. Difficile insomma, bissare Manipulator: mettiamo subito in chiaro che Emotional Mugger non riesce nell’impresa. 

 

Ty-Segall-Emtional-Mugger-AlbumPrevedibile come risultato tanto quanto l’anticonformismo di Segall, a cui si può riconoscere una buona dose di originalità e di momenti genuini e sinceri. Modellato sul concetto di “emotional mugging” (da “mug”, rapinare), cioè di come l’ipertecnologia stia cambiando i rapporti interpersonali e i sentimenti dell’uomo, il disco è sul piano tematico,  un compendio di vite misere e border-line, fallimenti e marchette. Costanti sono i riferimenti al campo semantico dei dolci, delle caramelle (con intere frasi ripetute di canzone in canzone) che forse vanno a contrastare l’inquietante bambola della copertina, ma che simboleggiano i desideri più profondi dell’uomo. Non mancano quindi riflessioni politiche (Californian Hills, ad esempio) e sul proprio tempo.

Musicalmente, se Manipulator apriva le danze con uno stacchetto di synth che spalancava le porte alle marce classic-garage-rock, l’iniziale Squealer si concede rumore di passi in sottofondo e un andamento sloppy che riporta le lancette indietro di almeno 4 anni sui passi del Segall più lo-fi. Questo è il mood che attraversa tutto il disco e che lo rende inevitabilmente monotono e grigio.

 

tye segall cover maxresdefaultIl canto di Segall non è più falsetto ma voce imbruttita e sporca, come quella di un certo Dwyer, e comunque cara a tutto il circo freak statunitense. Le canzoni si susseguono senza osare niente fuorchè un semplice garage-rock chitarristico: Californian Hills, Emotional Mugger/Leopard Priestess sono numeri notevoli per neofiti, oltreché passati e ripassati per Segall. Con Breakfast Edge si torna addirittura ai tempi di “Melt” con un boogie à-la Thee Oh Sees piuttosto anacronistico. Baby Big Man e Mandy Cream passano piuttosto inosservate.

Il pezzo che colpisce per intensità è Candy Sam, vero inno hard-garage. Squealer Two desta un po’ d’attenzione con una melodia accattivante e un sound che si discosta dalle ty-segall-thumbaltre tracce. The Magazine chiude in maniera atonale. La cover di Diversion degli Equals di Eddy Grant è semplice fuzz-pop. Meglio l’originale. Nonostante la quantità di musicisti chiamati a suonare in Emotional Mugger l’album risulta piuttosto scialbo e grigio: oltre ai fidi Charles Moothart e Mikal Cronin ci sono Kyle Thomas, Cory Hanson e Ewan Burrows dei Wand, Emmett Kelley dei The Cairo Gang. Diversion vede la partecipazione di Dale Crover dei Melvins dietro le pelli. Segall ha pure dato un nome a questo team di persone, The Muggers. È evidente che Emotional Mugger è un disco di passaggio, nulla di grave, niente di irrimediabile. Questa volta Ty Segall si salva per la simpatia, aspettando tempi migliori. 

Voto: 6/10
Ruben Gavilli

Video

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