The Womack Sisters The Womack Sisters
[Uscita: 19/09/2026]
Nella pagina Bandcamp delle Womack Sisters leggiamo che “le tre sorelle hanno iniziato a cantare ancor prima di camminare”. Già questo ci fa capire con che grado di preparazione sono arrivate al sospirato esordio sulla lunga distanza. Ma procediamo con ordine. Perché le tre ragazze, rispettivamente BG, Zeimani e Kucha, la più giovane, sono le figlie di Linda e Cecil Womack (noti come Womack & Womack), nonché nipoti di Sam Cooke e di Bobby Womack. Ovvero hanno delle credenziali di tutto rispetto. Vista da un altra angolazione, le Womack Sisters si portano appresso un fardello non indifferente perché in quello che fanno saranno sempre confrontate con i nobili genitori. Ma tranquilli, da a questo punto di vista le cose procedono bene, già un primo ascolto del disco fa evaporare i dubbi come un gelato al sole. Sulla loro età tutto tace, hanno scelto il massimo riserbo, l’unica cosa che conosciamo è che sono nate a stretto giro l’una dell’altra. Come coriste hanno spesso accompagnato i genitori in tour, acquisendo un esperienza che è loro servita al momento di comporre le proprie canzoni. E che canzoni (!). Dopo aver messo in play il disco abbiamo subito la sensazione di trovarci di fronte a un prodotto di 60 anni prima, uno di quei gioielli targati Stax Records. “The Womack Sisters”, suona infatti come i migliori Lp della golden age. Le tre sorelle cantano e compongono con una facilità e maturità incredibili, al punto che viene da chiedersi perché non siano uscite allo scoperto qualche anno prima. Ma poco male, adesso abbiamo per le mani 11 canzoni soul /R&B di livello altissimo, per di più prodotte in modo impeccabile da Gabe Roth della Daptone Records. Qui gira tutto alla perfezione. Il disco è stato anticipato da 3 singoli, tutti presenti sull’album. L’iniziale Chauffeur, introdotta dal rumore del traffico, ci catapulta come mood all’era magica della Blaxpoitation, quelle bellissime pellicole black dove Pam Grier era la stella assoluta. Il titolo è un omaggio al loro periodo come autiste di vetture private, con le ore passate ad ascoltare i clienti o a perdersi nei propri pensieri. Le altre due, If You Want Me e Just Don’t Want You, (To Say Goodbye) potrebbero benissimo stare nel canzoniere di Aretha Franklin. Gli intrecci vocali sono perfetti e ben calibrati e denotano un grado di affiatamento non indifferente, Monster, You Went Away Too Long, i fascinosi Slow I Am Your Season e Didn’t Mean Much To Me sono tutte dei veri gioielli ma qui davvero si corre il rischio di citare tutto. La cosa migliore viene però sul finale del disco. My Sisters And Me è forse la più bella canzone soul ascoltata nel corrente anno, impressionante la similitudine col grande Sam Cooke, se costui fosse ancora su questa terra si alzerebbe in piedi per un caloroso applauso. Qui le tre sorelle losangeline lasciano un bel messaggio: stare sempre unite le rende più forti. Che è sempre una bellissima cosa. “The Womack Sisters” se la gioca col favoloso esordio di Lucca Mae come miglior album soul del 2026, ma forse è il caso di estendere il giudizio in senso più globale.

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