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15 Ottobre 2026 , →

Blind Yeo The Lemoine Point

2026 - Bongo Joe Records
[Uscita: 28/08/2026]

Esce per la meritoria label ginevrina Bongo Joe il debutto dell’ensemble inglese Blind Yeo originari di Falmouth in Cornovaglia,. Nati durante il lockdown si sono caratterizzati come un collettivo aperto e hanno conquistato i loro fan grazie a concerti che si strutturavano come veri e propri happening in cui musicisti, artisti visivi, performer collaboravano in un’atmosfera libera fra trance, improvvisazione e ricerca musicale. Successivamente, con la pubblicazione di alcuni singoli e l’approdo sulla lunga durata i Blind Yeo si sono costituiti in una struttura più stabile e con un’impronta musicale ben più definita, pur mantenendo quel carattere anarchico, imprevedibile, liberatorio dell’esperienza dal vivo. Ben nove i musicisti della band che vanta una strumentazione ricca fra chitarre, synth, archi, asso, batteria, percussioni, non si va molto lontani dal vero se li paragoniamo, soprattutto per l’approccio libero e per lo spirito fricchettone, all’Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp, anch’essa pubblicata dalla Bongo Joe. Morbidi slanci psichedelici convivono accanto a cosmiche ritmiche kraut, melodie folk ispirate alla loro terra con il blues circolare sahariano, la complessa leggerezza pop alla Stereolab con la trance ipnotica, per certi versi la loro è una musica per fortuna difficilmente classificabile, perché ricca di spunti e suggestioni che andiamo scoprendo a ogni nuovo ascolto. Del resto il titolo “The Lemoine Point” fa riferimento al punto nascosto in cui convergono le rette di un triangolo e così è per il centro intorno a cui ruota il disco, dissimulato e sfuggente. Il disco si apre con Today/Tomorrow qui su un ritmo motorik si librano suadenti e ipnotiche le voci di Will Ghreenham e di Anoushka Helm e gli splendidi assoli della chitarra, gli Stereolab sono dietro l’angolo. Hour Glass of Eye ha un ritmo spumeggiante favorito anche da synth pulsanti, Colour Pillow/Kologo è una delle vette del disco, un funk irresistibile innestato su un giro di chitarra sahariana, un evocativo flauto e il ritmo serrato della batteria completano un brano ballabile di rara perfezione. Del resto è impossibile non farsi catturare dall’eccentrico pop dalle tinte scure di Memory To The Soil che qualcuno ha paragonato alla Beta Band o dalle misteriose atmosfere rituali e ascetiche di Right Side Of The Round, mentre la trance esplode nella title track fra sonorità arabe e richiami ai Gnawa. Frik And Frak, il testo è ispirato a Calvino, ha l’andamento circolare e ipnotico dei Tinariwen a cui è chiaramente ispirato il suono delle chitarre, ma in un continuo cambio di ritmo che deflagra nel rumoroso finale, a chiudere il dolce e sognante folk di Magnolia. Quello dei Blind Eyo è un ottimo esordio, una band da tenere d’occhio se vi piacciono i musicisti che amano rischiare, sperimentare e non si adagiano sul sicuro, del resto l’etichetta è garanzia di creatività e qualità.

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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