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7 dicembre 2015 ,

Pink Floyd

1965, Their First Recordings

26 Novembre 2015 - Warner-Pink Floyd Music Ltd.

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Come ogni nuova uscita ufficiale relativa ai Pink Floyd, anche questo dischetto metterà inevitabilmente in subbuglio i milioni di fans nel mondo della band inglese. Il materiale che però stavolta viene pubblicato, interessantissimo dal punto di vista strettamente storico e musicale, è peraltro tra quelli che forse meno attirano l'appassionato casuale del gruppo, trattandosi delle primissime registrazioni della band, risalenti al 1965, quando la formazione era saldamente nelle mani di Syd Barrett e ancora non aveva neppure scelto il nome definitivo. Al tempo infatti i ragazzi usavano nomi provvisori, quali Sigma6, TSet, (Architectural) Abdas o The Pink Floyd Sound. La formazione, oltre a Barrett e ai membri storici Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright, vede ancora alla chitarra ritmica il dimenticato Rado Klose.

 

Sacro Graal o operazione commerciale?

 

Conscia dunque di dare alle stampe una sorta di Sacro Graal del collezionista discografico, ma le cui potenzialità commerciali devono essere apparse inferiori rispetto a una "Immersion Edition" di "The Wall" o anche a "The Endless River", la casa discografica ha ritenuto così di confezionare una sorta di rarità per pochi eletti, pubblicando "1965, 57-1Their First Recordings" in sole 1000 copie (300 per la sola Inghilterra...), nel formato di un doppio 45 giri in lussuosa confezione 'gatefold' curata dalla Hipgnosis, contenenti 6 brani (quasi del tutto) inediti, per una ventina di minuti scarsi di musica.

Il disco viene distribuito in occasione del Black Friday e solo nel circuito dei negozi aderenti al Record Store Day al prezzo, già piuttosto esoso di 40 euro, benché comunque teorico, dato che nasce come di fatto irreperibile. Non a caso su ebay hanno iniziato a comparire, distanza di poche ore dalla sua pubblicazione, le prime copie al prezzo assurdo di  500 euro. 

 

Un metodo di lavoro che ormai abbiamo imparato a conoscere e che aveva già fatto stizzire, per esempio, Paul Weller in occasione di un Record Store Day di un paio di anni fa. Sembra che comunque questo ed altro materiale risalente ai primi mesi di vita della Pink-Floyd-1030x615band venga messa a disposizione su larga scala, anche se dovremmo attendere quanto meno sino al periodo pre-natalizio del 2016... Operazione commerciale a parte, va precisato che dal punto di vista filologico questa uscita è ineccepibile, mettendo insieme, grazie al lavoro di archivio e di restauro di Andy Jackson, l'ingegnere del suono di quei giorni, quelle che a questo punto riteniamo essere tutte le prime registrazioni esistenti dei Pink Floyd, datate oltre e un anno prima rispetto dell'uscita del primo singolo Arnold Layne, avvenuta solo nel marzo del 1967.

 

Il primo 45 giri

 

La scaletta parte con Lucy Leave, un brano scritto da Barrett nel 1965 e già pubblicato su acetato insieme a I'm A King Bee. Nota anche come Lucy Lea In Blue Thigths, è una canzone stilisticamente ancora legata, come del resto quasi tutte le successive presenti su questi due dischi, al blues bianco tipico dei primi anni di tanto beat inglese. Siamo floydquindi dalle parti degli Animals, dei primi Stones, dei Pretty Things, per quanto la musica dei giovani Pink Floyd sia già pervasa di un lieve alone di follia latamente psichedelica.

Qualcuno ricorderà la pubblicazione ufficiale di Lucy Leave su "Fish Out Of Water", un libretto tascabile del 1996 con CD singolo allegato, dedicato alla figura del Cappellaio Matto. Rispetto a quella prima uscita, ormai fuori-catalogo, sono scomparsi oggi quei crepitii tipici dei vecchi acetati. Sul lato B del primo dischetto abbiamo poi la più rara Double O Bo, dal titolo che gioca su quello che nelle idee del gruppo, come riferì anni fa in un'intervista Nick Mason, doveva essere un incrocio tra Bo Diddley e il tema di 007. Ancorché il pezzo sia firmato da Barrett ci troviamo quindi di fronte ad un'ottima cover di un brano -a scelta- di Bo Diddley.

 

Il pezzo successivo è l'altrettanto rara Remember Me. Per quanto il brano si muova lungo gli stessi territori musicali dei due precedenti, non può non colpire lo 'sfasamento', sia delle voci che degli strumenti. Non siamo ovviamente in grado di sapere sei ragazzi 58634_originalfossero già sotto l'effetto di qualche sostanza lisergica, ma qui il cantato beffardo e stordito di Barrett può senza dubbio dirsi 'acido'. Il paragone più calzante è forse quello con le prime registrazioni, risalenti ad alcuni mesi dopo, della prima incarnazione di Captain Beefheart e della sua Magic Band. Remember Me è un titolo già conosciuto agli appassionati del gruppo, ma di scarsissima diffusione, anche considerando i numerosi bootleg che negli anni hanno cercato di far luce sul periodo barrettiano della band. 

 

Il secondo 45 giri

 

Il secondo 45 giri parte con Walk With Me Sydney, un'altra canzone di cui si è a lungo letto, ma che si credeva non fosse mai stata registrata. Pensata per essere affidata alla voce di Juliette Gale (all'epoca moglie di Richard Wright) venne scritta da Roger Waters rielaborando il classico di Hank Ballard Work With Me Annie. Se si eccettua -al solito- la FirstVersions_PinkFloyd_1965-bisstralunata voce solista maschile è in fin dei conti un brano beat abbastanza canonico. La Sig.ra Wright fa la sua timida apparizione come seconda voce, mentre il piano elettrico dell'allora giovane coniuge si produce in un discreto assolo sulla parte finale.

Arriva poi Butterfly, altro pezzo originale scritto dal leader del gruppo in quel 1965 e ... quasi non ci si crede, se non si trattasse appunto di Syd Barrett! E' un blues ad alto dosaggio psichedelico, cui manca solo un po' di rodaggio per finire dritto su "The Piper At The Gates Of Dawn". La chitarra sembra si stia già scaldando sugli accordi deraglianti di Astronomy Domine.

 

imagesIl secondo singolo si conclude con l'appena più nota I'm A King Bee, che è poi l'unica cover (dichiarata) che sia mai stata incisa dalla band. Già presente, come detto, sul CD singolo allegato a "Fish Out Of Water", è una rifacimento di un classico blues di Slim Harpo. La versione di riferimento dei Pink Floyd è forse quella che i Rolling Stones avevano inserito sul loro primo omonimo album l'anno precedente, ma anche in questo caso, si vola un po' più in alto. Tra gli echi della voce, i riverberi e un assolo di chitarra strampalato che gira intorno a poco più di una nota, ne esce fuori una versione ipnotica e letteralmente spaziale.  

 

Ascolta   Pink Floyd 1965 (sample)

Filippo Tagliaferri

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