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22 dicembre 2012

The Birthday Party

JUNKYARD

1982

BirthdayPartyJunkyardThe Birthday Party sono stati la miccia di un’escalation a-gravitazionale che liberò un vero e proprio fuoco col linguaggio nudo e crudamente semplice che fu il fiore all’occhiello del Nick Cave delle origini; conseguente mutazione del progetto primordiale Boys Next Door, sono una trasfigurazione di un corpo elettrico che sguazza nella coscienza di un cosmo ombroso: lampi di luce forieri di salvezza. Nel 1982 vede la luce il quarto album, “Junkyard”, che si manifesta come il delinearsi di personaggi entro cui vivono una sceneggiatura ed una scenografia.

 

Il teatro nel teatro, la spersonalizzazione percettiva dell’attore mentre di fatto, nel mondo al di qua, accade qualcosa di antitetico, che fluttua su un’inerzia la cui deriva è l’assetto del quotidiano preconfezionato che siamo abituati a vedere rappresentato ventiquattro ore al giorno. Caratteristiche fondamentali della vena creatrice di Nick Cave sono la semplicità ed essenzialità nel concepimento delle idee che verranno poi rappresentate dalla sua voce con tutte le forme mitiche che la circostanza scenografica richiede: l’attimo immediatamente successivo alla constatazione dello sfalsamento della ragione rispetto al principio generante della situazione mistica è la rabbia  che invasa il ritmo attraverso cui si snoda una forma rituale di delirio in piena trance. La distanza tra simbolo e entità è minimizzata dalla passione, il predicato dell’essere.

 

 

                               DISTORSIONI SUGGESTIVE E DELIRI

 

 

SHE'S HIT

junkyardIl sipario si apre con She's Hit che pare visualizzare la sagoma di una forma emergente dai colpi di uno scultore implosi nell’aria, come a dare l’effetto di una lettura a ritroso di movimenti che generano un manufatto, un’idea preesistente che si materializza con l’alchimia della sovrapposizione di principi agenti il cui legante è il contesto.

 

“Now if only we could all grow wings and fly / sweet hatchet SWING low son / i'm feeling mighty lonesome / Christen the bastard Jack dad / the head-shrinker is a quack”

Se solo ora potessimo tutti crescere con le ali e volare / dolce ascia che dondola bassa, figlio mi sento potente, solo / Christen  padre bastardo di Jack lo strizzacervelli è un ciarlatano”

 


DEAD JOE

Nelle quinte c’è un elemento essenziale, cimitero delle auto, visioni rugginose, sensazioni contorte, deserti accatastati come ridondanze telescopiche; tutto questo è il corredo intimo di un fantasma

 

“Junk sculpture turning back to junk Dead Joe / it's christmas time Joe / it's christmas time now for you ”

“Monumento di rifiuti tornando indietro Dead Joe / è Natale Joe / è Natale ora, per te”

 

 

THE DIM LOCATOR 

nickcavebpartyNell’ambito degli oscuri interstizi sottesi alle carcasse sudanti si manifestano presenze surreali, informi ombre stese ad asciugare al tepor di luna

 

“Inanimational items elude I, and / In-an-emotional-motion I swallow my / motive of quicker location is slammed / my dim chance of skipping this thick world is thin”

“Eludo voci inanimate / e in un’azione emotiva ingoio / il motivo di una posizione più veloce è chiuso / la mia possibilità oscura di schivare questo spesso mondo è sottile”

 

HAMLET (POW, POW, POW)   

La necessità batte il suo tempo, il ritmo è un gentile scuotersi attraverso le orchestre della mente, serpenti azzurri strisciano voluttuosi nell’aria: la poesia si assume il compito di fare il suo ingresso, come una vergine con passo trionfale testimonia, con la marcia, la sua innocenza non già rispetto alla carnalità come atto ma al gioco della carnalità come azione

 

“Hamlet fishin' in the grave / thru custard bones and stuff”

“Amleto sta pescando nella fossa / attraverso crema di ossa e roba”

 

SEVERAL SINS

junkyardLa scansione dei rantoli delle convulsioni dell’animo sono le impossibilità, dell’animo stesso, di regalarsi attimi di beatitudine, ma quelle impossibilità stesse sono la trama di uno spettacolo che ha il ritmo di un motore sgangherato messo su alla meglio con mezzi di fortuna, raccattati in giro tra le balle di fieno rotolanti

 

“This is a dead letter tale / if I could make this print talk / you made a deep mark/deep mark on me / and only saints say such things as those / so I slid under the floor / under the oak and the iron / with you under oak and iron / under the thick and under the thin / where only fire grows”

“Questo racconto è una lettera morta / se potessi far parlare questi caratteri / tu hai fatto un segno profondo su di me / solo i santi dicono cose come quelle / così scivolai sotto il pavimento / sotto la quercia ed il ferro / con te, sotto la quercia ed il ferro / sotto la spessa e sotto il sottile / dove solo il fuoco cresce”

 

BIG JESUS TRASHCA

Il peccato è uno degli sfondi che ospitano questo dramma, gli arredi tipici di un decadentismo evergreen, martirii metropolitani, processioni di tante piccole croci, coscienze violentate dal terrore, prostitute eroinomani battono l’asta del servizio più sensuale che sono in grado di vendere.

 

junkyard“Big Jesus Oil King down in Texas / drives great holy tanks of gold / screams from heaven's grave yard”

“Il Grande Jesus re del petrolio nel Texas / guida grandi santi serbatoi d’oro / urla dal cimitero del Cielo”

 

KISS ME BLACK

La colpa è una formula che può essere confutata trascendendo la narrazione dell’atto compiuto scandendolo nella composizione degli elementi statici legati dalla dinamica del verbo. La grazia è una formula

 

“She's like a dog you have to kick her / sleeps like a swastica / and says 'everyone's a winner now / cos everyone's a sinner now'”

“Lei è come un cane che tu prendi a calci / dorme come una svastica / e dice ognuno è vincitore ora / perché ognuno è peccatore”

 

6” GOLD BLADE

Le luci divengono calde, torbide, puntate sul mimo che parte con il monologo gestuale che introduce l’epilogo

 

junkyard live“I stuck a six-inch gold blade in the head of a girl”

“Ho bloccato una lama d’oro da sei pollici nella testa di una ragazza”

 

KEWPIE DOLL

 

“I bought her in a show / i dressed her up in a cheap red cotton dress”

“L’ho comprata in uno spettacolo / l’ho vestita con un abito di cotone rosso a basso costo”

 

JUNKYARD 

La title track, poema tetro, il Re canta le bellezze del suo dominio, il dominato canta le catene che gli cingono il capo come una corona, un’oscillare impetuoso tra i misteri attraverso cui scorge, ad intervalli regolari, l’essenza che rifiuta: corpo celeste.

 

“I am the King / one dead marine through the hatch / scratch and scrape this heavenly body / every inch of winning skin / there's junk in honey's sack again”

“Sono il Re / un marine morto attraverso il boccaporto / graffio e raschio questo corpo celeste / ogni pollice di pelle vincente / c’è ancora spazzatura nel sacco del miele”

 

 

 

semedelmale"In Hamlet (Pow, Pow, Pow) Nick Cave ricrea il Principe di Danimarca shakespeariano come uno psicopatico dei giorni nostri, lontano dai bastioni del castello di Elsinore, pistola alla mano, in cerca di vendetta e di una cadillac.

 

In Big Jesus Trash Can si allude ad una grottesca visione di Elvis Presley, la quintessenza del rock’n’roll: “Indossa un completo dorato (brillantina nei capelli), ma dio mi ha dato il sex appeal”.

 

Dead Joe, una composizione di Cave al cui testo aveva collaborato Anita Lane e che descriveva il decesso di un personaggio in un incidente automobilistico, è basata su un solo accordo.

 

Six-Inch Gold Blade Cave narra un violento racconto di gelosia sessuale portata all’estremo, desiderio ed odio che sfociano nel brutale assassinio di una ragazza il cui aspetto fisico non era dissimile da quello di Anita Lane".

 

Stralci storici sui brani di JUNKYARD tratti dal libro “NICK CAVE – Il seme del male” di JAN JOHNSTON (Tarab Edizioni, 1996)

 

 

 Tracklist:

 

1 She's Hit - 6:06 (Nick Cave/Tracy Pew)birthday

2 Dead Joe - 3:08 (Cave/Anita Lane)

3 The Dim Locator - 2:49 (Rowland S. Howard)

4 Hamlet (Pow Pow Pow) - 5:33 (Cave/Howard)

5 Several Sins - 2:56 (Cave/Howard)

6 Big Jesus Trash Can - 3:00 (Cave/Mick Harvey)

7 Kiss Me Black - 2:48 (Cave/Lane)

8 6" Gold Blade - 3:34 (Harvey)

9 Kewpie Doll - 3:32 (Cave/Harvey)

10 Junkyard - 5:49 (Cave/Howard)

 

Versione CD, in aggiunta:

 

  1. Blast Off! - 2:17 (Howard)birthday party
  2. Dead Joe (2nd version) - 3:07 (Cave/Lane)
  3. Release the Bats - 2:09 (Cave/Harvey)

 

  • LINE UP:
  •  
  • Nick Cave - voce
  • Mick Harvey - chitarra, batteria, organo, sassofono
  • Rowland S. Howard - chitarra
  • Tracy Pew - basso
  • Phill Calvert - batteria
  • Barry Adamson - basso in Dead Joe

 

Enrico Quatraro

The Birthday Party: "Junkyard", 10 Maggio 1982,  4AD Records (UK) Producer: Richard Mazda, Tony Cohen and Nick Launay, Recorded: A.A.V. Studio 2, Melbourne e Matrix Studios, London 1981 e 1982


 

 

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