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13 settembre 2012

Tortoise

PARTE SECONDA: dal 2000 al 2012

2000 - 2012 - Thrill Jockey

 

2000 – It's Gonna Change

tortoise_danwhitneyNell'arco di quest'anno i Tortoise si prendono il tempo necessario per lavorare e riflettere sul materiale che andrà a costituire il nuovo album. Nel frattempo, il loro nome compare assieme a molti altri rappresentanti della scena cittadina nella doppia raccolta "Chicago 2018...It's Gonna Change" con il brano Jetty in una versione ipercinetica dalla marcata assonanza con le produzioni del prodigioso Aphex Twin. Tra le uscite discografiche che vedono coinvolti i singoli musicisti, sicuramente tra le più interessanti c'è il nuovo capitolo di Brokeback, il progetto portato avanti da Doug McCombs. Il notevole "Morse Code In The Modern Age: Across The Americas" nasce dalla collaborazione che McCombs ha intrapreso con Noel Kupersmith, altro musicista coinvolto nel Chicago Underground, e dalle sessions che i due hanno effettuato con Joey Burns e Jack Convertino, ovvero la spina dorsale dei Calexico. Tra l'altro, l'affascinante brano Flat Handed And On The Wing compare anche in "Travelall" uno degli album che la band di Tucson ha preparato espressamente per il loro imminente tour. McCombs e Kupersmith si avvalgono anche della collaborazione di John McEntire per quel che riguarda il missaggio, arte che quest'ultimo ha ormai imparato bene perfezionando sempre di più negli ultimi anni il proprio studio di registrazione, il Soma Electronic Music Studio, luogo di transito per molti nomi interessanti del panorama indipendente. McEntire è anche il sound engineer di uno dei capolavori del periodo, il nuovo ed omonimo album di The For Carnation. Le cose non vanno altrettanto bene per gli Isotope 217, i quali, dopo il buon esordio di "Unstable Molecule", hanno firmato un paio di lavori di scarso spessore.

 

2001 - "Standards"

Il nuovo album sulle prime raffredda gli entusiasmi di molti fans ormai abituati ai continui balzi in avanti della band, la quale adesso sembra aver subito una battuta d'arresto. Già dal nome scelto per il disco, si potrebbe pensare che il gruppo stia espressamente dichiarando la volontà di confrontarsi con se stesso in maniera più 'ordinaria', facendo tesoro delle proprie esperienze per poi sintetizzarle in una musica che, se potremmotortoise cover standards definirla 'di maniera', non manca comunque di interessare l'ascoltatore, seppure in misura minore rispetto al passato. In alcuni momenti, l'album dà effettivamente l'impressione di inciampare su dei leziosismi spesso derivati dal progressive e dalla fusion, così come alcuni brani sembrano denotare una certa stanchezza nella rielaborazione delle idee e nel riproporre soluzioni già collaudate. Fortunatamente, almeno la metà di "Standards" attesta nuovamente ai Tortoise il brevetto di alchimisti, i cui ingredienti privilegiati per l'occasione vanno rintracciati nella miscela rock Canterbury-ana, nell'elettronica IDM e nelle scelte melodiche che proseguono su rotte felici già tracciate in precedenza. Da annotare, in questo senso, gli ottimi Seneca, Six Pack, Monica e Black Jack. Per quel che riguarda l'attività live, durante il corso dell'anno il gruppo viene invitato dagli organizzatori dell'All Tomorrow's Parties a ricoprire il ruolo di direzione artistica per la seconda edizione del festival.

 

Tra gli artisti selezionati per l'evento, tra cui figurano anche gli stessi Tortoise, fa piacere sottolineare come siano presenti nomi provenienti da ambiti diversi tra loro quali Prefuse 73, Boards Of Canada e Autechre per l'elettronica, Cannibal Ox, El-P e Mike Ladd per l'hip-hop, Derek Bailey, Fred Anderson e la Sun Ra Arkestra per il jazz, Television, The Ex e Yo La Tengo per il rock, nonchè uno dei miti viventi dell'afrobeat come Tony Allen. A testimonianza del patchwork musicale messo in piedi dai Tortoise, per l'occasione viene chiesto loro di stilare anche una compilation che celebri sinteticamente questa seconda tortoisealltappa del festival. Il risultato è "All Tomorrow's Parties 1.0 curated by Tortoise", nel quale la band è presente col già citato Cliff Dweller Society. Un'esperienza, quella di 'selezionatori' per il festival, che i Tortoise ripeteranno nuovamente nel 2004 in compagnia dei colleghi Mogwai e Shellac. Proseguendo invece nel riportare i progetti musicali che i componenti del gruppo portano avanti paralellamente, nel 2001 viene pubblicato l'ottimo omonimo album del Chicago Underground Quartet, indubbiamente uno dei migliori album che la deriva jazzistica della scena cittadina abbia  prodotto. Aprendo una piccola parentesi, appare ormai chiaro e da un po' di tempo che parlare in termini di post-rock non ha più senso, sempre che ne abbia mai avuto, se non per quei gruppi semplicisticamente epigoni nati recentemente (in riferimento agli inizi degli anni 00). Se poc'anzi si accennava ad una deriva jazzistica, non è difficile immaginare quanti e quali rivoli si siano venuti a creare in una scena vivace, fino ad ora, come quella di Chicago. Una scena che, col senno del poi, sembra aver già dato i suoi frutti migliori. Purtroppo lo stesso sembra valere per i Tortoise, i quali passeranno i prossimi due anni a lavorare solo sporadicamente a quello che sarà il loro prossimo disco.

 

2004 – "It's All Around You"

Se con l'album precedente i Tortoise avevano dato qualche segno di stanchezza, adesso, alla luce di questa nuova uscita discografica, sembra proprio che la formazione di Chicago stia attraversando un periodo di profonda impasse creativa. E se in qualche maniera, da "TNT" in poi, è possibile cogliere qualche piglio di pretenziosità ed autoreferenzialità nella loro musica, in "It's All Around You" questo aspetto non riesce ad essere in alcun modo compensato dalla qualità dei brani ivi incisi. Davvero pochi, infatti, itortoise cover it's all around you momenti interessanti nascosti tra queste dieci tracce. Crest avrebbe la possibilità di affascinare non poco, se soltanto non insistesse anche durante il ritornello nel pescare dal Vangelis più smaccatamente new age. Dot/Eyes ritorna su territori affini al kraut-rock ed alla psichedelia ed è un peccato che in definitiva non approdi a nulla, come se si trattasse di un semplice   divertissement da usare come intermezzo. Five Too Many è uno dei pezzi più riusciti ma anche uno di quelli più convenzionali, il che a conti fatti non aiuta affatto a risollevare le sorti di un album che, in definitiva, risulta realmente noioso e deludente. Nel frattempo John Erndon presta le sue doti ritmiche al secondo lavoro di Savath & Savalas, uno dei numerosi progetti di Scott Herren (Prefuse 73): "Apropa't", che purtroppo non sembra all'altezza del suo predecessore, il gioiellino "Folk Songs For Trains, Trees And Honey", viene missato da John McEntire, con il quale Herren si troverà nuovamente a collaborare in seguito. Da segnalare invece nel 2005 la partecipazione di John Herndon, Dan Bitney, Doug McCombs e, più limitatamente quella di John McEntire, al nuovo album del producer e rapper canadese Buck 65, l'intrigante  "Secret House Against The World".

 

2006 – "The Brave And The Bold" e  "A Lazarus Taxon"

Quello nato dalla collaborazione che i Tortoise hanno intrecciato con Will Holdam aka Bonnie "Prince" Billy è forse il disco più controverso della loro carriera. C'è chi grida allo scandalo e chi timidamente ne ammette i pregi. Album di cover, tra le quali una buona metà lascia quantomeno interdetti o addirittura indifferenti, "The Brave And The Bold" non tortoisecover the brave and the boldmerita però di essere liquidato tanto facilmente. Con buona pace dei devoti del Boss Springsteen, Thunder Road in versione college-rock-progressive non è poi così sacrilega e si può ascoltare senza tanti 'turbamenti'. E che dire della scelta di pescare dal repertorio di Eltoh John? Il kitch che pervadeva Daniel viene qui superato da una piacevole malinconia evocata da un sound 'sporco' e saturo. La ruvidezza di It's Expected I'm Gone, pur non riescendo nell'impresa di farci dimenticare i Minutemen, si attesta comunque come uno dei momenti migliori dell'album. Ed infine, Love Is Love ricalca ed enfatizza efficacemente l'ossessività dell'originale dei Lungfish. Il resto, come già detto, nel migliore dei casi non riesce a suscitare un particolare interesse. Che la carriera dei Tortoise sia arrivata ad un punto morto sono molti a sostenerlo e "The Brave And The Bold" non aiuta di certo a riacquistare la fiducia dei vecchi fan e nemmeno a catturarne di nuovi. A riaccendere momentaneamente gli entusiasmi provvede la raccolta "A Lazarus Taxon". Innanzitutto perchè uno dei tre CD è la ristampa integrale dell'ormai introvabile "Rhythms, Resolutions & Clusters". Secondo poi, i primi due volumi mettono insieme la quasi totalità dei singoli e remix, altrimenti disponibili solo in vinile da 7 e 12 pollici oppure pubblicati in diverse compilations difficili da reperire.

 

Senza soffermarci nuovamente sui singoli già citati in questo articolo, tra le cose migliori spiccano sicuramente To Day Retrieval, ovvero il granulare remix di Ten-Day Interval ad opera degli Autechre, la rivisitazione del brano di Duke Ellington Didjeridoo, l'ipnotico kraut Deltitnu e l'esotico Waihopai, quest'ultimo estrapolato da "Gently Cupping The Chin Of The Ape", EP pubblicato in edizione limitata in occasione del tour del 2011. Terzo e non ultimo motivo di interesse, "A Lazarus Taxon" si completa con un DVD contenente dei video e delle ottime performance riprese dal vivo. In particolare, il live registrato a TorontoTORTOISE cover a lazarus taxon nel 1997, ossia durante il periodo d'oro a cavallo tra la pubblicazione di "Millions Now Living Will Never Die" e "TNT". Buona anche la presenza della band al Deutches Jazz Festival del 1999, in compagnia del Chicago Underground Trio e di Fred Anderson. Elegante anche il video di Monica registrato dal vivo al Primavera Sound Festival di Barcellona nel 2005. Il periodo che precede l’uscita del nuovo disco vede, come sempre, alcuni dei membri dei Tortoise molto attivi in altri progetti. John McEntire è immerso nel suo Soma Electronic Music Studios per produrre diverse band come Innaway, Antibalas e, come già detto, Savath & Savalas. Jeff Parker, tra le numerosissime partecipazioni che si fregiano della sua presenza, torna a collaborare con Doug Scharin per il raffinato “A New Mind”, album del 2008 a nome Activities Of Dust, progetto nel quale milita anche il gigante del suono Bill Laswell.

 

2009 – "Beacons Of Ancestorship"

I Tortoise spingono sull’acceleratore e portano agli eccessi gli aspetti progressive (vicini a Canterbury) e fusion di quello che si può definire come il loro sound di un periodo di rinnovata ispirazione. "Beacons Of Ancestorship" pur non possedendo la capacità di esaltare immediatamente, come invece è successo ad alcuni suoi illustri predecessori, è TORTOISE cover beacons of ancestorshipcomunque dotato di una complessità ed un magnetismo tale da catturare i più curiosi in una spirale di immersioni di ascolto che alla lunga porta a considerare l’album come uno dei migliori mai prodotti dalla band. Come sempre i riferimenti sono molteplici e ogni brano, pur conservando una coerenza di fondo col resto dell’opera, sembra rispecchiare ancora una volta come i Tortoise sappiano sintetizzare, attraverso il proprio stile, generi molto diversi tra loro in una miscela convincente ed intrigante. Emblematico in tal senso, il brano d’apertura High Class Slim Came Floatin’ In è ricco di citazioni più o meno esplicite all’ Herbie Hancock di “Rockit”, ai Can, Kraftwerk, e To Rococo Rot. Stesso discorso per Gigantes, uno degli episodi migliori di tutto il disco, nel quale convivono richiami al Medio-Oriente, al Brasile della Capoeira e alla Gran Bretagna della Warp.

 

Ancora ritmi brasiliani per probabili Capoeire del nuovo millennio in Northern Something, in cui la band si spinge in territori al confine col dubstep e con il kuduro tipico di realtà come Buraka Som Sistema. L’influenza di vecchi amici come Stereolab si fa invece sentire nel coinvolgente Prepare Your Coffin e in Charteroak Foundation. Con il raffinato Fall Of Seven Diamonds Plus One sembra quasi di ritornare per qualche minuto ai TortoiseDoug McCombs tortoise d’annata di “TNT”, mentre in Minors ritroviamo evidenti riferimenti a Morricone. E per finire, divertente il punk da video-game anni 80 di Ynxianghechenggi e niente affatto scontato l’ammiccamento all’abstract hip-hop e all' IDM di Monument Six One Thousand. Insomma, "Beacons Of Ancestorship" suona come una secca smentita per chi aveva già archiviato l’esperienza della band di Chicago come ormai conclusa.

 

2012 – Celebrazione in vinile

Mentre le ultime tracce dei Tortoise risalgono al 2010 con la pubblicazione dell' EP dalla marcata connotazione elettronica  “Why Waste Time”, nel corso di quest' anno (2012) la Thrill Jockey ha scadenzato le ristampe in vinile della loro discografia, eccezion fatta per gli album di remix, quello realizzato con Bonnie “Prince” Billy e l'EP con The Ex. Di seguito, le date delle ripubblicazioni così come annunciate dall'etichetta:   

 gennaio - “Standards”                                                                  

aprile – i singoli “Lonesome Sound” e “Mosquito

maggio  - "Millions Now Living Will Never Die"

luglio  - "Tortoise"

agosto  - "It's All Around You"

settembre  - "TNT"

ottobre - "Beacons of Ancestorship"

 

Tortoise-john mcentireUn'ultima annotazione: nell'articolo spesso viene citata l'etichetta di musica elettronica Warp. Per chi volesse approfondire, Aphex Twin, Autechre, Boards Of Canada e Prefuse 73 sono alcuni dei nomi che più hanno influenzato la musica dei Tortoise.

Aldo De Sanctis

Nella penultima ed ultima foto: Doug McCombs e John McEntire


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