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28 settembre 2015 , ,

The Soft Moon

DEEPER

Uscita: 26 Marzo 2015 - Captured Tracks

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni  

 

homepage_large.a8cfddaaDeeperè il terzo album degli americani Soft Moon, monicker dietro al quale si cela Luis Vasquez che per questo lavoro si è avvalso della produzione dell’italiano Maurizio Baggio con cui ha lavorato per circa un anno e mezzo tra Venezia e Berlino. Il risultato è un disco decisamente di alto livello in un ambito post-punk dagli ampi richiami anni ’80, che ancor meglio meglio dei precedenti riesce ad incrociare musica elettronica, neo-psych e kraut-rock, EBM, shoegaze. 

Certo, detto così può sembrare un gran mix magari neppure troppo ben riuscito e confusionario, oppure il risultato di un calcolo fatto dopo il gran riscontro del precedente “Zeros”, con l’idea di allargare la base di pubblico strizzando anche un pò l’occhio a certi dancefloor di settore (come in Feel e Wrong) ma, ad un più attento ascolto ci si accorge che non è altro che il risultato di un viaggio nello stato d’animo, sicuramente tormentato, del nostro americano di Oakland. Titoli sintetici emblematici a cristallizzare momenti e sensazioni. Ritmi spesso ossessivi, complice la tribalità delle percussioni intrise di ritmi sintetici (Wrong) e vocalità anni ’80 (Far, la veglia funebre di Wasting).

 


DennisShoenberg5-190x190Anche la title track sembra voler rivelare il desiderio di scendere più a fondo, addentrandosi negli abissi della mente in un viaggio apparentemente senza ritorno. La ritmica industrial-dance di Wrong confluisce nella decadenza di Try che cambia direzione per portarci nelle trame sintetiche di Desertion

Non mancano neppure i momenti di apparente quiete come quelli prodotti dal pianoforte malinconico di Without o le trovate ad effetto filmico, come la linea iniziale da registratore a moonnastro in continuo riavvolgimento della conclusiva Being, dalle atmosfere echeggianti i Cure di “Pornography”, sei minuti tra feedback rumorosi e lancinanti e istigazione a ballare. Con questo lavoro i Soft Moon mettono ancora più a fuoco il loro viaggio nella riproposizione di sonorità a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80, ma con uno spirito del tutto personale ed arrivando ad esplorare territori ad oggi ben poco battuti ed ancor meno noti al grande pubblico. 

Voto: 8/10
Ubaldo Tarantino

foto 2: Luis Vasquez

foto 3: The Soft Moon live in Pisa, 2013, di Natascia Mariano

 

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Su Distorsioni Blogspot:  THE SOFT MOON: “Total Decay” 


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