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30 Gennaio 2015 ,

Ratbag & M.S. Miroslaw LIVE AT LOOPHOLE

2014 - Ruido Horrible

Ratbag & M.S. Miroslaw LIVE AT LOOPHOLE La Trasponsonic meriterebbe davvero una trattazione a parte per le innumerevoli iniziative che ha preso dalla sua fondazione ad oggi e per la grande visibilità a livello internazionale che si è saputa guadagnare nell'ultima manciata di anni. E' stata concretamente capace di dare lustro e spessore ad una fetta di underground che, nel nostro paese, ha focalizzato la propria originalità creativa nella ripresa delle tradizioni e delle ritualità più legate alla terra di appartenenza. In particolare il range di artisti che ne fa parte si è predisposto alla rivalutazione di quel sacro e arcaico originato dalla civiltà nuragica che ancora oggi influenza e caratterizza gran parte dell'entroterra sardo. Questa cassettina è solo una delle tante testimonianze dello spirito defilato, visionario, avanguardistico e sperimentale di uno tra i maggiori esponenti della label di Macomer, Mirco Santoru, aka M.S. Miroslaw (con il suo debutto, "Rebirth Invocations", ha addirittura scomodato il misurato e sempre composto entusiasmo di mr Julian Cope!). Si tratta in particolare di due suite di 15 minuti ciascuna, risultato di una seduta live improvvisata insieme ad un altro grande talento di Melburne, Australia, Julian Davis Percy, nel suo solo project come Ratbag. I due artisti e la loro inconsueta serie di strumenti 'fai da te' riescono a dar voce ad un suono contorto e criptico che sprigiona il suo impatto di intensità e straniazione attraverso il riverbero ma soprattutto attraverso una serie di abrasioni cicliche e ossessive.

 

Il supporto su nastro, seppure scelta davvero inconsueta e, se vogliamo azzardata per i nostri giorni in cui tutto è fruibile in digitale, rende invece magnificamente bene l'idea di uno stridere continuo, di una claustrofobia sonica che tenta svariate soluzioni forzate e materiche per aprirsi a squarci di luce e sofferte ariosità. Sono note pregnanti e consistenti che saturano e ricolmano l'ambiente. Tutto sembra volersi riagganciare ad un'idea di caos primordiale ma anche trascenderlo in una proiezione futuristica post industriale. Ciò che davvero diventa palpabile e per altri versi sanguinolento e drammaticamente presente è l'urlo di smarrimento di un'umanità che necessita di ritrovare il contatto con la natura e quindi con la propria origine, con un'idea religiosa-metafisica che contenga la vastità contraddittoria e sfaccettata dell'anima e di cui i figli del relativismo post moderno sentono un rinnovato e sofferto bisogno. Abstract Maelstroms of the Moon Rise sono inquietanti e tremuli riverberi ottenuti dalle corde del famoso teschio di cavallo di Miroslaw e una serie di samplers ed effetti analogici con voci urlanti, cigolii e stridori di sottofondo. Rimane persistente una specie di graffiatura di sottofondo che fa mettere male a fuoco la serie di commistioni sonore fino ad una diluizione finale in cui le note si propagano con lentezza snervante, stillando con tonfi cupi e lugubre dispersione. In the Company of other Prisoners, si mantiene nello stesso contesto di oscurità e rigidità muovendosi in atmosfera fortemente ansiogena, puntando su tonalità acute ed eccessive, su eco metalliche e sinuosità fortemente distorte. Tonfi e rimbombi percussivi che risaltano una timbrica che si comprime e si decomprime quasi avvitandosi su se stessa.

Romina Baldoni

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