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24 luglio 2012 ,

EDDA

23 giugno 2012 , Festival delle periferie, Genova Cornigliano


eddaDa dieci anni si tiene nel parco di Villa Bombrini a Genova Cornigliano un festival che accoglie molti gruppi locali e qualche ospite d'onore. Quest'anno toccava a Stefano Edda Rampoldi il ruolo di headliner. Dopo un paio di gruppi davvero mediocri Edda sale sul palco alle 23, 35 circa. Con lui Asso Stefana alla chitarra e Flippo Pedol al basso. Non c'è il batterista, che ha avuto un contrattempo. Il trio esegue il nuovo album “Odio i vivi” rispettando anche abbastanza la scaletta. Il disco ha arrangiamenti molto ricchi, con archi e fiati, qui abbiamo solo le chitarre ad accompagnare la voce particolare di Edda, ma il risultato non ne risente, e le canzoni non patiscono nemmeno l'assenza del batterista. La musica di Edda non è facile, lui e Asso scorticano le chitarre, le canzoni come Emma, Anna, Marica (avrete capito che è un disco dedicato alle donne) scatenano l'applauso del pubblico che apprezza la sincerità del musicista in maglietta arancione, i suoi testi così personali (sul disco sono un po' ammorbiditi, dal vivo Edda canta i testi che aveva in mente), la musica fatta di sincopi, saliscendi melodici. Chitarre distortissime, nessuna concessione alla tecnica fine a sé stessa.

 

Lo stile di Edda è davvero personale, la sua voce dal vivo non perde in potenza, oggi come oggi è uno dei musicisti italiani più interessanti e l'esibizione live lo conferma. Il pubblico, dispiace dirlo, non è molto numeroso, e i più prendono la serata come una sagra, si affollano alle bancarelle e ai punti di ristoro. L'età media è bassa, ma c'è qualcuno d'epoca, impagabile quello con maglietta dei Cure e camicia leopardata. Chi però segue il concerto si diverte un mondo, sia per la qualità della musica, sia per le battute di Edda,edda soprattutto quando afferma: ‘non voglio diventare bello, voglio saper suonare come il ragazzo di prima’! Purtroppo i tre suonano solo una quarantina di minuti scarsi, quindi il presentatore saluta e il palco viene sgomberato di fretta, al gruppo non è permesso di eseguire i bis che pure il pubblico richiedeva, però parte un DJ set. Che senso ha tutto ciò? Perché far venire un nome di livello nazionale e farlo suonare così poco? Se c'era un problema di orari allora ci si organizza meglio oppure si taglia il DJ set. I ponentini che come chi scrive e i suoi amici hanno fatto ottanta km per sentire Edda erano piuttosto delusi, ma così sembravano anche i musicisti stessi.

 

Alfredo Sgarlato

Foto di Giorgio Barbera e Paolo Moretti


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