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24 aprile 2014 , ,

Dirtmusic: Chris Eckman - Hugo Race

Il suono globale – Italian/English Version


DirtmusicDirtmusic sono una band che ama stare on the road. Hanno accettato grosse sfide, si sono messi in discussione, hanno abbracciato il Mali e ci hanno regalato tre album in quattro anni veramente fuori dal comune, pieni di spunti che non smetteranno di caratterizzare il futuro dell’Indie Rock e della World Music per anni. Abbiamo incontrato per Distorsioni Chris Eckman e Hugo Race in una doppia intervista.

 

 

L’INTERVISTA

 

CHRIS ECKMAN

 

Pietro Bizzini (Distorsioni) - Dopo una lunga carriera, perchè nel 2008 avete deciso di partecipare al “Festival du Desert” nel Mali? Che cosa stavate cercando e cosa avete effettivamente trovato?

Chris Eckman - Penso che stavamo cercando un’esperienza potente, qualcosa di assolutamente memorabile e sicuramente avevamo anche voglia di ascoltare musica fantastica. C’è stato un aspetto pazzesco e assurdo in quel Festival, trovare persone da tutto il mondo in un posto incredibilmente isolato come quello. E penso che ci sia un’altra cosa che è stata molto attraente: la complessità logistica per arrivare al Festival. Ma inDirtmusic conclusione abbiamo ottenuto molto di più di quello che avevamo immaginato. Incontrare i Tamikrest ha assolutamente riordinato le cose portando i Dirtmusic in un percorso completamente nuovo; e anche se sono passati sei anni non siamo ancora realmente tornati da quella esperienza.

 

Sfortunatamente il Mali è scomparso dai networks, qual’è ora la situazione fra le due grandi etnie (Bambara e Tuareg)?

Sono stato a Bamako (ndr la capital del Mali) alla fine di Marzo. La mia percezione della situazione che stanno vivendo tutti i malesi è che siano in una pausa momentanea. Non c’è una gran fiducia fra le differenti etnie del Mali, ma l’astio sembra diminuito e speriamo che questo sia il primo passo per cambiare i problemi che hanno portato al colpo di stato e alla ribellione. Mi sono sentito un po’ più ottimista dopo questo viaggio…sicuramente l’umore generale era migliore che nel Settembre 2012 quando abbiamo registrato “Troubles” (Glitterbeat, 2013) e “Lion City” (Glitterbeat, 2014).

 

DirtmusicE’ stato difficile scrivere tre album insieme a musicisti maliani? Quali sono stati i principali ostacoli e quali i punti di forza?

In "BKO" (Glitterhouse, 2010), noi tre abbiamo portato canzoni complete e le abbiamo arrangiate insieme ai Tamikrest. Così i Tamikrest non sono stati realmente dei co-autori ma una specie di backing band che liberamente aggiungeva idee al disco. Ci siamo sentiti un po’ frustrati da questo modo di lavorare e abbiamo pensato che potevamo approfondire la collaborazione in futuro; così le canzoni di Troubles e Lion City sono modellate su jam sessions e improvvisazioni collettive. Ci siamo presentati a Bamako senza pezzi già conclusi o un ordine del giorno fisso. E le canzoni che vengono cantate da voci diverse da quella di Hugo e dalla mia, naturalmente, sono state scritte assieme a quei cantanti. Penso che questo approccio ci ha portato a creare una fusione reale delle differenti sensibilità. E’ difficile identificare chi ha contribuito a cosa perché qualche volta Hugo e io abbiamo suonato più motivi africani mentre gli altri musicisti hanno suonato qualcosa di più immediato e più rock. Abbiamo registrato più di 12 ore di suoni e in quel vasto ammontare di materiale tutti i tipi di strani incidenti e opportunità succedono.

 

chris eckmanQuanto sei stato influenzato dalla musica di Ben Zabo e Samba Toure?

Certamente apprezzo la loro musica e, quando abbiamo jammato assieme per questi due album, ci hanno influenzato e loro sono stati influenzati da noi. Ma la cosa più eccitante è stata il processo di creazione di questi ultimi album dei Dirtmusic: ognuno dei musicisti si è aperto alle idee che erano “nell’aria”. Ognuno ha imparato in tempo reale ed in molti modi, ha smesso di essere una situazione di "noi e loro" ed è diventata una sorta di terza cosa, qualcosa che è venuto da tutti noi, ma era diverso da tutti noi.

 

Puoi dirci qualcosa della nuova etichetta Glitterbeat Records? 

Abbiamo creato l’etichetta nell’estate del 2012 per fornire una piattaforma per i dischi di autori maliani che la Glitterhouse avrebbe fatto uscire: Tamikrest, Ben Zabo, Dirtmusic e Lobi Traore. Ma ora ci siamo espansi velocemente  e abbiamo artisti dall’Ovest Sahara, Londra, Mauritania e Città del Messico. Stiamo cercando un suono globale che sia contemporaneo e si riferisca a generi non tradizionali come il rock o la musica elettronica e così via. Ovviamente gestire un’etichetta discografica in tempi di crisi non è semplice ma è eccitante ed è anche un’avventura appagante.

 

 

HUGO RACE

 

Pietro Bizzini (Distorsioni) - “Lion City” è un cd molto particolare, difficile da etichettare, come lo descriveresti?

hugo raceHugo Race - Lion City è un viaggio sonoro dentro l’Africa del ventunesimo secolo dove rock, elettronica e musica tradizionale maliana bruciano e si cristallizzano in una nuova bestia. Essa si concentra sul futuro e su come possa evolvere oltre i nostri preconcetti in qualcosa che possa riflettere questo mondo in trasformazione in cui stiamo vivendo. Ci siamo recati alle sessions con l’intenzione di lavorare in collaborazione con i nostri amici senza darci limiti su quello che avremmo ottenuto al mix. Non avremmo mai potuto ottenere questa musica senza le nostre passate esperienze in Mali che ci hanno avvicinato ai musicisti locali e alla ribalta di quel paese.

 

Potresti affermare che questo è il vostro album più ambizioso perché è folk, è afro ma anche suona rock elettronico?

Sì, ma è anche il nostro album più “naturale”, nel senso che tutte le canzoni si sono evolute nello studio dal nulla. Fra di noi, i venti e più musicisti coinvolti nel progetto, abbiamo creato le canzoni praticamente dal nulla, in questo modo di suonare c’è stata la vera evoluzione in Lion City. Non abbiamo pensato se le canzoni sarebbero state rock o afrobeat o folk ma, come Dirtmusic, non abbiamo dato limiti a come poteva diventare il disco.

 

E’ importante per te che nei tuoi album ci sia nei testi qualche riflessione sociale/politica?

hugo raceEvito riferimenti diretti nei miei testi per far sì che le mie canzoni esistano di là di ogni tempo e dello spazio specifico, ma io sono influenzato dal folk, dal blues e dal rock n roll, dalle mie origini, e tutta questa musica è intrisa di riflessione sociale. Vedo lo scrivere canzoni come un commento sul mondo e non un mondo a sé stante, la mia ispirazione viene dal mondo reale. Registrando in Mali durante la crisi della guerra civile e del fondamentalismo religioso ovviamente tutto questo ha avuto un massiccio impatto su Troubles e Lion City, l’atmosfera brucia lungo tutte le canzoni come fosforo.   

 

Come mai c’è una svalutazione delle “canzone di protesta” da parte dei giovani musicisti oggi?

Penso che ci sia una generale esasperazione nel mondo riguardo la politica, e una percezione diffusa che i politici sono servi dell’ipocrisia. Il linguaggio è stato degradato a processo, e la nuova generazione è insieme ribelle e confusa dal modo di parlare doppio dei politici. I giovani sono stanchi di essere presi in giro riguardo la trasparenza e la democrazia del Regno Unito, degli Stati Uniti e dei governi australiani che continuano a molestare e perseguire gli attivisti (es. Wikileaks), demonizzare i rifugiati politici, autorizzare attacchi illegali dei droni e sostenere operazioni militari poco chiare nei paesi in via di sviluppo. La cosa veramente interessante di Internet è che il genio dell’informazione è uscito dalla bottiglia come non è mai accaduto prima. Nelle generazioni precedenti, i politici mentivano e si nascondevano dietro una cortina fumogena. Nel 2014, tutti sanno i che i politici sono acquistati e venduti. Allora, su cosa avrebbero da protestare i giovani artisti? La venalità della natura umana? Possiamo solo sperarlo!

 

hugo-raceConosci l’Italia bene perchè hai fatto diversi concerti dalle nostre parti, hai visto qualche cambiamento negli anni?

Non credo che l’Italia sia cambiata tanto ma la comprensione di ciò che accade la percepisco meglio nel tempo. Le regioni del nord sono colte dalla spirale economica neo-conservatrice che si nutre di costante crescita, in una ricetta per il degrado generale che si può vedere in altri paesi tra cui l'Australia. Questo è davvero un fenomeno globale. In Italia, come altrove il divario tra ricchi e poveri aumenta gradualmente e le persone sono frustrate da bassi salari e l'alto costo della vita. Ma l'Italia è un paese 'vecchio' e mantiene la sua identità attraverso i cicli di cambiamento, perché le sue radici sono profonde.

 

Ultimamente hai ascoltato dei gruppi italiani interessanti?

I Sacri Cuori sono veramente speciali e incredibili. Amo lavorare con loro insieme ad il mio gruppo Fatalists. Ma hanno anche delle loro cose su cui stanno lavorando. I Black Eyed Dog: ho appena prodotto un cd con loro a Marsala ed è stata una grande esperienza, penso che sarà un disco veramente figo. Altre band che ho ascoltato ultimamente sono Margareth, Bachi di Pietra, Cesare Basile, Jester at Work, Claudia is in the Sofa e Pola. Roba grande.

 

Hugo_RaceStai pianificando un tour italiano con i Dirtmusic?

Io e Chris stiamo lavorando duro per cercare di portare i Dirtmusic on the road. Per suonare Lion City e Troubles abbiamo però bisogno della maggior parte dei musicisti maliani con cui abbiamo lavorato in studio, e non siamo ancora riusciti a organizzare il tutto. Quando saremo riusciti a farlo, l’Italia sarà uno dei paesi dove ci esibiremo.

 

 

 

INTERWIEW WITH DIRT MUSIC

 

CHRIS ECKMAN

 

Pietro Bizzini (Distorsioni) - After a long career, why do you decide to partecipated at the Festival du Desert in Mali during 2008? What you was looking for there, what you found?

Dirtmusic, bamako 2008Chris Eckman - I think we were just looking for a powerful experience, something memorable and of course the chance to hear some fantastic music. There is also a real crazy, almost absurd element to the whole festival…people from all over the world ending up in a place so amazingly isolated. And I guess that was attractive also, the shear scale of the logistics to get us there. But we ended up with a lot more than what we hoped. Meeting Tamikrest at that festival fundamentally reordered things…and sent Dirtmusic down a completely new path, and we haven't really recovered from that yet, even six years later.

 

Now Mali unfortunately disappears from networks, what are the situation between the two big etnies (Bambara and Tuareg) now?  

I was just in Bamako at the end of March. My sense is that things are at a pause for the moment. There is not a lot of mutual trust between the different communities, but the heat is less and hopefully that is the first step to real changes that address the problems that led to the coup and the rebellion in the first place. I did feel a bit optimistic after this trip…certainly the mood was better than September of 2012 when we recorded "Troubles" and "Lion City."

 

Was difficult to write three albums toghether with malian musicists? What was the principal obstacles and merits?

dirtmusicOn BKO, the three of us brought finished songs and we arranged them with Tamikrest. So Tamikrest weren't really full co-authors of the songs, more like a backing band who freely added ideas. We felt a bit of frustration with that way of working, and thought we could go deeper into collaboration in the future, and the material on "Troubles" and "Lion City" is fashioned out of jams and collective improvisations. We showed up in Bamako with no fixed agenda or material. And the songs that are sung by voices other than Hugo and mine, are of course co-authored by those singers. I think this approach brought us a real melting together of sensibilities. It was harder to identify who was contributing what. Sometimes Hugo and I were playing the more African motifs and the other musicians were playing something straighter and more rock. We recorded over 12 hours of sounds, and in that vast amount of material all kinds of strange accidents and opportunities happened.

 

How influenced are you by Ben Zabo or Samba Toure music?

I certainly love both of their music and of course when we were actually jamming with them for these two albums they were influencing us and conversely we were influencing them. One of the most exciting things about the processor these last Dirtmusic albums is how open everybody became to the ideas that were in the air. Everybody was learning in real-time and in many ways, it stopped being an "us and them" situation and became some sort of third thing, something that came from all of us but was different than all of us.

 

dirtmusic-coverCan you tell us about the new born Glitterbeat Records? 

We created the label in the summer of 2012 to provide a platform for the Malian releases that Glitterhouse had been putting out: Tamikrest, Ben Zabo, Dirtmusic  and Lobi Traore. But now we have expanded quickly and we have artists from Western Sahara and London and Mauritania and Mexico City. We are looking for global sounds that are contemporary and relate to non-traditional genres like rock and electronic music and so on. Obviously running a record label during these crisis times is not easy but Its been an exciting, satisfying adventure so far.

 

 

HUGO RACE

 

Pietro Bizzini (Distorsioni) - Lion City is a particular cd, quite impossible to describe. How would you describe it in your own words?

Dirtmusic-LionCityHugo Race - Lion City is a sonic trip into twenty first century Africa where rock, electronica and traditional Malian music forms combust and crystallize into a whole new beast. It is focused on the future and how music could evolve beyond our preconceptions into something that reflects this transformed world we're living in. We went into the sessions with the intention of working collaboratively with our friends and had no limits on what we were prepared to introduce to the mix. We could never have made this music without our previous experiences in Mali bringing us closer to local musicians and to the scene there.

 

Would you say it is your most ambitious album so far: sound like folk afro elettric rock, isn’t it?

Yes,  but it's also our most 'natural' album, in the sense that all the songs evolved in the studio from nothing. Between us, the twelve or so musicians involved with the project, we conjured the tracks pretty much from thin air, so there's a very natural evolution on Lion City. We don't think about the songs as being rock or afrobeat or folk, but as Dirtmusic, and we set no limits as to what that could be. 

 

Is it important for you that when you write an album there is an element of social comment to it?

I avoid direct references in my lyrics to help the songs exist beyond any specific time and space but I'm influenced by folk and blues and rock n roll since way back and all that music is infused with social comment. I see songwriting as a commentary on the world, not as a world in its own right - my inspiration comes from real life. Recording in Mali during a crisis of civil war and religious fundamentalism obviously had a massive impact on Troubles and Lion City, the atmosphere burns through all the tracks like phosphorus. 

 

troublesWhy do you think there’s a general lack of protest songs from young artists at the moment?

I think there's a general exasperation in the world regarding politics, and a virally diffused perception that politicians are self serving hypocrites. Language has been degraded in the process, and the next generation are both revolted and confused by the political doublespeak from all directions. Young people are sick of all the spin about transparency and democracy from the UK, US and Australian governments who continue to harass and pursue activists (eg. Wikileaks etc.), demonize political refugees, illegally authorize drone strikes and support black ops in the developing world. The really interesting thing about the internet is that the information genie is out of the bottle in a way that never happened before. In previous generations, politicians lied and hid behind a smokescreen of spin. In 2014, everybody knows politicians are bought and sold. So what are young artists going to protest about? The venality of human nature? We can only hope so!

 

You know Italy well because you had many concert here, do you see some changes year after year?

I'm not sure Italia is changing all that much but my understanding of what goes on deepens over time. The northern landscape is caught in the neocon economic spiral that feeds on constant growth, a recipe for general degradation that you can see in other countries including Australia. It's really a global phenomenon. In Italy, like everywhere else the gap between rich and poor gradually increases and people are frustrated by low wages and the high cost of living. But Italy is an 'old' country and keeps it's identity through the cycles of change because its roots run deep.

 

Have you listen some interesting italian music group lately?

hugo raceSacri Cuori are very special and amazing. I love working with them as Fatalists. But they have their own total thing going on and it's in motion, developing. Black Eyed Dog, I just produced in the studio with them in Marsala and it was a great experience, and I think will be a cool record.  Other bands I listened to lately Margareth. . Bachi di Pietra. Cesare Basile. Jester at Work. Claudia is in the Sofa. Pola. Great stuff.

 

Are you planning an italian tour with Dirtmusic?

Chris and myself continue working towards getting Dirtmusic out on the road. To play Lion City and Troubles live we need a large part of the group of Malian musicians we work with in the studio onstage, and to date we haven't been able to arrange this. When we finally get it organized, Italy will definitely be one country we perform in. 

Pietro Bizzini

foto 1 - Dirmusic: da sinistra a destra Hugo Race, Chris Brokaw, Chris Eckman

foto 2 - Dirtmusic: da sinistra a destra Chris Eckman, Chris Brokaw, Hugo Race  

 

Hugo Race 

Chris Eckman 

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