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2 Novembre 2014 ,

David Sylvian There’s a light that enters houses…

2014 - Samadhisound
[Uscita: 24/11/2014]

 Inghilterra-Austria

david_sylvianDavid Sylvian featuring Franz Wright and Christian Fennesz: "There's a light that enters houses with no other house in sight"

 

Le ambizioni sperimentali di David Sylvian sembrano non conoscere arresti o pause. A meno di un anno dall'epilogo dell'itinerante tour The Kilowatt Hour e a pochi mesi dall'uscita del progetto  "Wandermude" – in collaborazione con Stephan Mathieu - il cinquantaseienne compositore di Beckenham pubblica "There's a light that enters houses with no other house in sight", ulteriore testimonianza artistica di come le sonorità che avevano caratterizzato le sue prime opere da solista - dopo lo scioglimento dei Japan ad inizio anni ottanta - siano sempre più lontane, risonanze difficilmente riabbracciate e riaffiorate sporadicamente solo in lavori come "Dead bees on a cake" o "Snow borne sorrow". D'altra parte il percorso artistico di Sylvian ha incrociato, nel corso della sua ultra trentennale carriera, personaggi del calibro di Holger Czukay, Robert Fripp, Riuichi Sakamoto, Russell Mills, Jon Hassell, artisti maestri ricercatori, ed il risultato ha sempre determinato esperienze musicali ed umane decisamente importanti ed innovative. 

 

In ordine cronologico gli ultimi compagni di viaggio di David sono stati due maghi delle contaminazioni e destrutturazioni elettroniche: il teutonico Stephen Mathieu ed il viennese Christian Fennesz. La performance live di The Kilowatt Hour li ha visti portare in scenaSylvian 2014 quelle che erano le loro ultime velleità comunicative di stampo elettro-ambient mischiando emozioni sospese tra analogico e digitale, artefatto e naturale. All'interno di questa dimensione Sylvian si è spinto oltre, inserendo sopra le rarefatte evoluzioni rumoristico-strumentali, la declamazione da parte del letterato Franz Wright di alcuni frammenti estratti dal suo poema "Kindertotenwald". La stima e l'ammirazione di Sylvian per il poeta austro-statunitense – vincitore del Premio Pulitzer nel 2004 -  hanno assunto un valore determinante nel decretarne il coinvolgimento nella realizzazione di There's a light that enters houses with no other house in sight . A Wright è affibbiata la fondamentale recita di versi estrapolati da alcune sue opere, di fatto il leitmotiv della lunga suite di sessantaquattro minuti.

 

La sua timbrica vocale angosciante e sofferta si innalza su atmosfere dominate da  rintocchi freddi e alienati di pianoforte, interrotti a tratti da alchimie elettroniche e rumori di sottofondo. Un grave disegno composto da dimensioni  frammentarie, smaterializzate, ds-uno-1.1claustrofobiche. Per realizzare tutto ciò David Sylvian ha fatto ricorso a collaborazioni eccellenti; oltre il fido Fennesz è infatti presente, tra gli altri, l'ottantenne pianista britannico John Tilbury, guru dell'improvvisazione classica e fondatore degli storici AMM. I sostenitori degli esperimenti sylvaniani più estremi rimarranno senza ombra di dubbio appagati e soddisfatti da questa ambiziosa nuova creatura. Di contro per tutte quelle orecchie non particolarmente allenate a certe inclinazioni artistiche l'ascolto si presenta affannoso, pesante nella sua ossessiva ripetitività, eccessivamente lungo, forse persino noioso. La latitanza delle prestazioni canore del buon David lascia, ancora una volta, insoddisfatti i fans con qualche capello bianco in più; l'epoca degli alberi brillanti e degli alveari segreti inizia a perdersi nel tempo.

 

edizione de-luxeNOTA : La release sarà disponibile in tre versioni: un'edizione deluxe inserita in un libro rilegato in panno contenente poesie scelte da Wright, una seconda in digipack con illustrazioni tratte dalla mostra fotografica di Nicholas Hughes ed una terza in download con allegato un ampio booklet digitale. L'artwork è diretto da Sylvian e disegnato da Chris Bigg.

Voto: 5.5/10
Alessandro Freschi
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