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5 aprile 2014

Dirt Music

LION CITY

2014 - Glitterbeat Records
[Uscita: 28/03/2014]

dirtmusic-lion-city# Consigliato da Distorsioni

 

Era il settembre del 2013 quando Chris Eckman e Hugo Race si recarono in una Bamako scossa da una guerra civile scatenata da gruppi fondamentalisti islamici, per registrare il terzo disco della loro creatura Dirtmusic, ormai dedita al confronto e all’incontro con le radici africane della musica. Da quelle session trassero l’ottimo “Troubles” uscito all’inizio della scorsa estate, adesso è la volta di questo “Lion City” che raccoglie altre registrazioni effettuate in quell’occasione, sempre accompagnati da Ben Zabo e dai musicisti della sua band, oltre che da altri valentissimi artisti maliani (membri dei Tamikrest, Samba Touré, Aminata Traoré, Ibrahima Douf) molti dei quali presenti nel fantastico catalogo Glitterbeat. Se il precedente disco aveva convinto per la capacità di fondere linguaggi musicali diversi, questo “Lion City” rasenta la perfezione, la cultura rock occidentale e quelladirtmusic africana e subsahariana in particolare si fondono con naturalezza, e come le acque di due fiumi che dopo la loro confluenza creano un nuovo corso che è molto più che il risultato della loro somma, danno vita a un universo musicale originale e vivo, nel quale le diverse anime trovano sintesi nella comune aspirazione verso un linguaggio universale che superi le barriere geografiche e culturali. Rispetto al precedente i ritmi sono più rallentati, le atmosfere più meditative, i suoni fortemente evocativi, dilatati, le tessiture elettroniche più presenti, e l’uso di echi e riverberi tipici del dub dà profondità al suono e colora la musica di un alone magico e misterioso.

 

Le undici tracce vedono alternarsi interpreti e musicisti diversi ognuno con un proprio stile a dare un importante contributo ad un album profondamente africano, perché dal continente nero prende non soltanto linfa musicale, ma le ragioni stesse del suo essere. Forte è infatti nelle canzoni la tensione verso la giustizia, la libertà, la dignità della donna e dell’uomo, l’aspirazione a una vita pacifica e ricca di amore, l’amore per la propria comunità, tutti temi presenti nelle opere di molti musicisti soprattutto dell’area dirtmusicsubsahariana. Tutte le canzoni meriterebbero di essere citate, dovendoci limitare citiamo la straordinaria Nhara, inno alla lotta e alla resistenza, con la meravigliosa voce di Aminata Wassidjé Traoré che si eleva fascinosa, limpida e fiera su una potente linea di basso alla Massive Attack; la voce roca e scura di Hugo Race carica di drammaticità Movin’ Careful su arpeggi di chitarra dal forte potere evocativo; Red Dust con la voce di Samba Touré evoca sin dal titolo le atmosfere del deserto aiutata dal suono delle chitarre e soprattutto dai pattern elettronici. Nella bellissima e scurissima Clouds Are Cover atmosfere alla Nick Cave incontrano il suono del deserto e la voce ipnotica di Hugo Race rasenta lo spoken word. Conclude questo straordinario album September 12, canto d’amore alla propria nonna del giovane senegalese Ibrahima Douf che si rivela interprete di rara sensibilità su un tappeto discreto, etereo di elettronica e di distorsioni, mentre l’eco del suo canto sembra propagarsi affascinante e misterioso nella notte africana. Fantastico!

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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