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25 marzo 2015 , , ,

Van Morrison

DUETS: RE-WORKING THE CATALOGUE

2015 - RCA
[Uscita: 24/03/2015]

Irlanda

 

Van-Morrison-Duets_RGBVan Morrison, 70 primavere il prossimo agosto, da mezzo secolo sulle scene musicali, capace di scrivere un hit single clamoroso come Gloria, con i Them, a soli 18 anni, che altro si può chiedere ad un gigante (musicale) come lui? Un disco come "Astral Weeks", forse il miglior disco solista di sempre della musica rock, basterebbe da solo a giustificare la carriera di un personaggio così straordinario. Il cowboy irlandese non ha ormai più niente da chiedere nè da offrire al suo fedele pubblico d'ascoltatori, il meglio lo ha già dato da tempo. Al pari di altri grandi come Bob Dylan e Leonard Cohen  si limita a sfornare saltuariamente qualche disco in studio giusto per ricordare che è ancora in circolazione. Quelli del nuovo millennio non sono stati di certo memorabili anche se hanno un livello medio che la maggioranza dei songwriter attuali si sogna. Ha destato abbastanza curiosità e stupore l'uscita di questo "Duets: Re-working the catalogue" visto che sua maestà Ivan ha accettato di dividere le sue preziose composizioni con altri artisti, che lo affiancano vocalmente lungo le 16 tracce di quest'ultima fatica. Diciamo subito che il risultato finale lascia quantomeno perplessi. C'è a priori una considerazione importante da fare. Una voce come quella di Morrison, al pari di altri due grandissimi come Tim Buckley e Robert Wyatt ha da sola una tale forza e capacità espressiva che ascoltarla in compagnia d'altri artisti crea disagio. Questo a dispetto dei nomi importanti qui dentro, non tutti grandi interpreti sia chiaro ma in massima parte rispettabili.

 

van_morrisonDa artista intelligente Van Morrison ha volutamente omesso le tracce dei suoi due dischi migliori, Astral Weeks e "Moondance". Meglio così, sarebbe stato delittuoso riascoltarle sciupate da insipidi duetti, chiunque fosse stato ad affiancarlo. Piuttosto l'uomo di Belfast ha preferito valorizzare alcune tracce del suo catalogo meno conosciute salvo rare eccezioni. Ma le cose da ricordare qui dentro quali sono? Non molte ad essere onesti. Intanto Street of Arklow, favolosa song dal capolavoro "Veedon Fleece" (1973), impossibile eguagliarla, ma Van la canta ancora divinamente 40 anni dopo, Mick Hucknall si sente pochissimo ed è l'indiscussa vetta dell'intero album. Le tracce di chiara impronta soul, Some piece of mind, con Bobby Womack e If i ever needed someone, con Mavis Staples sono impeccabili anche se stancano dopo un paio d'ascolti. Lo stesso si può dire di Get on with the show, con Georgie Fame e il blues accademico di How can a poor boy, con Taj Mahal. Belle forse, ma passiamo ad altro. Il vero Morrison abita altrove. Non si può certo dire che Joss Stone valorizzi un pezzo super come Wild Honey, dal grande "Common one", troppo impari e sbilanciato il confronto fra le due voci mentre inIrish Heartbeat, dove Van duetta con Mark Knopfler, rimane una splendida canzone. 

 

Sorprende poi che Van abbia concesso spazio ad un furbacchione come Michael Bublè, uno che ha guadagnato fama immeritata per aver rifatto un classico immortale come Moondance, una mossa della RCA per vendere qualche copia in più del disco. Ed è un vanpeccato  che non venga sfruttato a dovere l'altro grande qui presente, Steve Winwood, l'unico in teoria capace di avvicinarsi ai livelli di Morrison, visto che la canzone scelta, Fire in the belly, non è di quelle da ricordare. Risulta difficile consigliare un disco come questo, nonostante la grandezza del suo interprete e compositore. Una bella occasione persa o forse solo una van 2operazione sbagliata in partenza. Il primo istinto a fine ascolto di Duets è quello di cercare rapidamente uno dei tanti vecchi capolavori morrisoniani e metterlo immediatamente sul piatto. Giusto per riassaporare il gusto di antichi sapori irlandesi ed avere di nuovo il piacere di ascoltare la sua favolosa voce in solitario. Per chi Van lo conosce poco questo non è certo un buon punto di partenza, per chi lo ama da sempre un disco che dopo due o tre giri completi nel lettore sarà accantonato insieme alle cose che ci ha regalato negli ultimi 15 anni. 

Voto: 6/10
Ricardo Martillos

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