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22 ottobre 2016 ,

Arturo Stàlteri

PRELUDES

2016 - Felmay Records
[Uscita: 20/09/2016]

 #consigliatodadistorsioni    

 

1474383150ArturoOgni album di Arturo Stàlteri è un’avventura che appartiene al mondo della fascinazione lunare, alle contrade della fantasia che s’incarna in atmosfere da racconto metafisico. Stàlteri, cui abbiamo dedicato qualche anno fa una retrospettiva a dir poco doverosa, rappresenta l’espressione di una cifra musicale tra le migliori in Italia da molti lustri a questa parte. Già alfiere, giovanissimo, del più pregnante “progressive” italico con la storica formazione dei Pierrot Lunaire, insieme al compianto Gaio Chiocchio, che rilasciò due dischi formidabili nei medi anni ‘70, e indi raffinato compositore di brani sul crinale artistico della musica d’avanguardia e del recupero della tradizione classica, a un tempo, non disdegnando, di quando in quando, riletture preziose e alquanto personali di artisti quali Brian Eno, Philip Glass, Franco Battiato, Arturo ritorna sul proscenio discografico con un album di grande impatto stilistico: Préludes, per i tipi della Felmay Records.

uid_15428f76ed8.640.0La forma del Preludio, tanto cara a un pianista come il Nostro, di pretta formazione classica, che origina dalla storia nobile della musica tra i secoli da XVIII a XX, trascorrendo come brezza aurata  da J.S.Bach a Chopin, da Debussy a Skrjabin, da Rachmaninov a Shostakovich, è congeniale ad Arturo che in questa struttura compositiva introduce elementi di suggestione melodica e di matrice avanguardistica, diremmo cageana, contestualmente e magistralmente intessuti.

Affiancato da musicisti di ottimo spessore quali il chitarrista Matteo Gioiosa, il tastierista Michele Gioiosa, la brava violinista nipponica Yasue Ito, la validissima flautista Federica Torbidoni, il pirotecnico Pino Zingarelli alle macchine,  il prode Alessandro Buca al clavicembalo, e la giovane poetessa Annalisa Teodorani alla voce recitante e autrice di ben tre liriche dell’album, Stàlteri confeziona ancora una volta un album di gran classe.

Ventitré frammenti di puro trasognamento sonoro, con punte di eccellenza in tracce quali Lascia Le Spine Alle Rose, Fils De Naufragés, ispirata a una lirica del poeta bretone Xavier Grall, Eldfell dal magico incedere iperboreo cui il flauto ispirato di Federica Torbidoni conferisce ulteriore incanto, la superba linea pianistica di Eowyn, rinviante ad atmosfere tolkieniane tanto care al compositore romano, il giocoso intarsio rock della chitarra di Matteo Gioiosa in Gli Artigli Di Cat Woman, il sognante velo melodico di Inverno con il prezioso cammeo del violino della bravissima Yasue Ito, la splendida e conclusiva Red Arturo-StalteriShift, evocante il color cremisi delle onde elettromagnetiche radianti dalle galassie, introdotta dal soffio lieve del clavicembalo di Alessandro Buca e punteggiata dalle note astrali del piano di Arturo, degno epilogo di un album di rara raffinatezza e brillante esito artistico. 

 

Voto: 8/10
Rocco Sapuppo

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